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Piano
Tazeem Promo Plane
Nome Zendikar
Blocchi Ambientati Blocco di Zendikar, Blocco di Battaglia per Zendikar
Tipo Naturale
Luoghi Importanti Zendikar/Luoghi
Razze Principali Zendikar/Razze
Planeswalker Nativi Nissa Revane, Kiora, Nahiri
Planeswalker di Passaggio Chandra Nalaar, Jace Beleren, Nicol Bolas, Ob Nixilis, Sarkhan Vol, Sorin Markov, Ugin, Gideon Jura, Garruk
Personaggi Principali Zendikar/Personaggi
Personaggi Secondari Zendikar/Personaggi
Eventi Ascesa degli Eldrazi, Worldwake
Altro Billygatto, Edro, Frangiflutti, Kolya, Pikku, Torbido, Gemma di Khalni, Rituale delle luci, I Diari di Guerra, Racconti degli Evocatori, Rovosangue, Fungo Tagliente


Zendikar è un piano selvaggio e pericoloso a causa di un fenomeno causato dal mana anomalo che lo attraversa: il torbido. Questo fenomeno, generato da una violenta eruzione di mana, è in grado di modificare interi paesaggi e distruggere città. Per questo motivo gli avamposti civilizzati sono scarsi e i rifugi poco sicuri. Col passare del tempo I tesori delle antiche civiltà si sono ammassati nelle rovine disseminate per il piano. Questo ha attirato molti cercatori di tesori ed esploratori, che affollano le dodici case di spedizioni presenti sul piano, incroci tra una taverna e una gilda, dove si chiacchiera dei tesori e si assumono uomini per le spedizioni.

GeografiaModifica

Il piano è formato da sette continenti: Akoum, Bala Ged, Guul Draz, Murasa, Tazeem, Ondu e Sejiri. Una peculiarità di tutto il piano è rappresentata dagli edri, enormi pilastri poliedrici che grazie a un'anomalia del mana, galleggiano sospesi in aria. Tali costruzioni si ritiene siano state fatte da una popolazione antica; questi edri possono raggiungere dieci miglia di lunghezza, anche se molti di loro sono stati fatti a pezzi dal tempo. Agli abitanti del piano non è chiaro quale fosse il loro scopo, ma gli edri vennero creati da Nahiri per imprigionare gli Eldrazi.

StoriaModifica

Una razza antica e potente é imprigionata negli edri: gli eldrazi, creature dalla potenza enorme che in tempi antichi hanno iniziato a consumare e distruggere diversi piani del multiverso. Questi potenti esseri vennero sigillati millenni orsono da tre Planeswalker: Sorin Markov, Ugin e Nahiri, ma le gabbie che li richiudevano hanno ceduto e hanno liberato gli eldrazi e i loro servitori. Sorin tornò sul piano con l'intezione di sigillare nuovamente gli eldrazi, ma i due planeswalker che tempo addietro lo aiutarono, non potevano essere rintracciati. Nissa Revane, un'elfa planeswalker nativa di Zendikar, decise di aiutare Sorin nella sua impresa, ma non volle sigillare gli eldrazi sul suo piano.

Chandra Nalaar e Jace Beleren arrivarono sul piano grazie alle informazioni lette sulla Pergamena del Drago recuperata a Kephalai. Prima di loro Sarkhan Vol venne inviato su Zendikar da Nicol Bolas, nell'Occhio di Ugin. Intanto Ob Nixilis, un planeswalker che ha perso la scintilla per colpa del mana selvaggio di Zendikar, si annida nel piano in cerca di vendetta.

Ascesa degli EldraziModifica

A causa dei piani di Nicol Bolas, Chandra e Jace insieme a Sarkhan liberarono inconsapevolmente la covata e la progenia degli eldrazi dopo la loro battaglia nell'Occhio di Ugin.

Due mesi dopo, Sorin e Nissa insieme ad Anowon raggiunsero l'Occhio, ma sfortunatamente per il vampiro, l'elfa decise di distruggere l'edro principale. Con le sue azioni causò la liberazione dei tre titani eldrazi: Emrakul, Kozilek e Ulamog.

Dopo il risveglio degli EldraziModifica

Dopo aver compreso il proprio errore, Nissa partì nel multiverso in cerca di Sorin nella speranza di riuscire a trovarlo e convincerlo a tornare indietro per aiutarla a fermare gli eldrazi e salvare il suo mondo, sfortunatamente l'elfa non riuscì nella sua missione; Sorin nel frattempo si mise in cerca di Ugin in modo da ottenere il suo aiuto per poter intrappolare nuovamente gli eldrazi e a sua volta, lo Spirito Drago, mandò il vampiro in cerca di Nahiri. Anche Gideon Jura dopo essere arrivato sul piano e aver visto Emrakul decise di andare su Ravnica in cerca di altri planeswalkers che avrebbero potuto aiutarlo. Kiora invece iniziò una solitaria missione in cerca di un potere da usare contro gli eldrazi.

Successivamente, Jace Beleren per salvarsi viaggia su Zendikar e nella sua breve visita scopre che gli abitanti stanno ancora combattendo e che c'è ancora qualcosa da salvare.

Inizio della distruzioneModifica

Due anni dopo il risveglio degli Eldrazi, Bala Ged e Sejiri vennero completamente distrutti. Successivamente la progenie eldrazi attaccò in massa Portale Marino, riducendolo in rovina.

Battaglia per ZendikarModifica

Dopo la caduta di Portale Marino Gideon Jura capì che la sola forza fisica non sarebbe bastata a sconfiggere gli eldrazi e a salvare Zendikar e che la sua ultima speranza era risolvere il rompicapo delle Leyline legato agli edri del piano. Così, Gideon decise di andare su Ravnica dove aveva scoperto che il Patto delle Gilde vivente era un planeswalker come lui oltre ad essere anche famoso per essere un esperto nel risolvere rompicapo. Gideon trovò Jace e gli chiese di aiutarlo e il mago mentale accettò di offrirgli il suo aiuto. Su Zendikar i due si riunirono all'esercito di Vorik e successivamente Gideon salvò l'ultimo gruppo rimasto indietro a Portale Marino tra cui c'era Jori En che possedeva le informazioni che servivano a Jace e anche Nissa che però aveva perso misteriosamente i suoi poteri elementali e scelse di non restare con l'esercito ma di partire per una sua missione personale. Il giorno seguente anche Jace decise di mettersi in viaggio verso l'Occhio di Ugin per raccogliere maggiori informazioni mentre Gideon rimasto con i sopravvissuti divenne il nuovo comandante dell'esercito dopo la morte di Vorik e decise di guidare gli abitanti di Zendikar alla riconquista di Portale Marino ignaro che Ulamog si stava dirigendo lentamente verso di esso.

La liberazione di Portale MarinoModifica

Dopo una lunga battaglia, Portale Marino venne riconquistato dall'esercito guidato da Gideon Jura, dalle creature marine di Kiora e dagli elementali di Nissa, che aveva ritrovato il suo legame con Zendikar. Dopo la vittoria però, Jori En, che era stata mandata indietro da Jace, arrivò e avvertì Gideon e gli altri comandanti che Ulamog stava arrivando a Portale Marino.

Imprigionamento e liberazione di UlamogModifica

Dopo aver ascoltato le informazioni di Jori, Gideon decise di restare a combattere e di fidarsi della parola di Kiora che il suo bidente fosse abbastanza forte da uccidere Ulamog. Arrivò poi Jace, tornato dal suo viaggio nell'Occhio, che raccontò le sue scoperte e disse ai suoi compagni che non potevano attaccare direttamente Ulamog, perchè se non fossero riusciti a distruggere il titano, qualsiasi attacco lo avrebbe spinto ad abbandonare Zendikar e a viaggiare in un altro mondo; spiegò che la soluzione migliore era imprigionarlo dentro una rete di edri. Vedendo che Kiora era l'unica contraria al piano, Jace le chiese mentalmente di desistere dal suo intento, ma in risposta alla sua richiesta telepatica, lei lo attaccò con la sua arma, venendo però fermata da Gideon che intervenne per proteggere l'amico. Subito dopo Kiora abbandonò l'esercito e dopo la sua partenza, Gideon diede i suoi ordini per preparare la prigione.

Con l'aiuto di Nissa, Jace potè posizionare gli edri dove servivano, tuttavia, quando Ulamog arrivò, uno degli edri era ancora fuori posto. Gideon, che si trovava su una roccia fluttuante tra il titano e Portale Marino, fece guadagnare tempo ai suoi due compagni resistendo agli attacchi dei tentacoli di Ulamog con la sua magia di invulnerabilità. Dopo che Jace e Nissa sistemarono l'ultimo edro, Ulamog venne attirato dentro la prigione dall'energia del mana. Subito dopo che il titano fu entrato, la prigione brillò di una luce blu intensa e lo fermò.

Subito dopo l'imprigionamento del titano, Ob Nixilis sfruttò l'energia della rete di edri per riottenere la sua scintilla, distruggendo la prigione e liberando nuovamente Ulamog.

L'arrivo di KozilekModifica

Subito dopo essere stato liberato, Ulamog afferrò alcuni abitanti di Zendikar in fuga e li trasformò istantaneamente in polvere. Nonostante ciò, Ob Nixilis non era ancora completamente soddisfatto e così indirizzò la sua mente sotto la superficie, risvegliando Kozilek, che emerse dal terreno e si unì alla battaglia.

Giuramento dei GuardianiModifica

Dopo l'arrivo di Kozilek, la battaglia a Portale Marino fu persa. Nissa, Jace e Gideon vennero sconfitti singolarmente uno alla volta e catturati tutti da Ob Nixilis, che li portò via e iniziò a torturarli dentro una caverna. Nonostante ciò, Tazri con l'aiuto di Munda, Drana e Noyan Dar, riuscì a radunare i sopravvissuti dell'esercito e a fuggire mantenendo in vita la resistenza di Zendikar. Successivamente, Chandra trovò la caverna dove erano tenuti prigionieri i suoi amici, affrontò il demone e grazie a un suggerimento di Jace riuscì a liberarli. Unendo le forze i quattro planeswalkers riuscirono a sconfiggere il demone e lo constrinsero ad abbandonare Zendikar.

Mentre gli altri planeswalkers erano impegnati con Ob Nixilis, Kiora che era stata sconfitta facilmente da Kozilek, riuscì con l'aiuto di Jori En a recuperare il bidente che aveva perduto. La planeswalker si riunì alla resistenza di Zendikar.

Successivamente Gideon, Nissa, Jace e Chandra decisero di restare a combattere contro i titani e provare nuovamente a salvare Zendikar. Ognuno di loro pronunciò un giuramento accettando tutti e quattro di diventare guardiani: un gruppo che avrebbe lottato non solo per Zendikar, ma per proteggere il multiverso da qualsiasi minaccia. Dopo che si riunirono ai sopravvissuti, consapevoli di non avere le risorse necessarie per imprigionare i titani, i guardiani cercarono altre vie. Grazie alle informazioni di Ugin e ai ricordi che vide dalla mente di Nissa, Jace elaborò un piano per uccidere Ulamog e Kozilek: avrebbero attirato i titani con i sopravvissuti, poi utilizzato le leyline per risucchiare le loro essenze in Zendikar e infine lasciato che il piano li divorasse.

L'ultima possibilità di ZendikarModifica

I guardiani, insieme a Kiora e agli abitanti di Zendikar, diedero inizio al loro piano per uccidere i due titani. Nissa riuscì a realizzare il glifo e le leyline ancorarono Ulamog e Kozilek al piano spingendoli completamente nel mondo fisico; i due esseri cambiarono diventando più grossi, ma bloccati dalla magia dell'elfa non poterono abbandonarlo, rischiando che andasse distrutto insieme a loro. Comprendendo ciò, Kiora decise di tradire i suoi alleati e attaccò Nissa con la sua magia per costringerla a lascire andare i titani, la tritona venne però fermata da Jace che intervenne in difesa dell'elfa. I guardiani compresero che non potevano né lasciare liberi i titani, né continuare a trattenerli in quel modo e decisero di provare a distruggerli con un unico attacco: Nissa passò a Chandra tutto il mana di Zendikar e la piromante scatenò la sua magia su di loro, uccidendoli.

ApprofondimentoModifica

ReferenzeModifica

Testi di coloreModifica

Carte associateModifica

Carte pianoModifica

CuriositàModifica

  • Mark Rosewater ha rivelato che non tutti i planeswalkers coinvolti nella storia di Battaglia per Zendikar saranno rappresentati nelle carte del set.
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