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Personaggio
Teferi4
Nome Teferi
Originario di Dominaria - Jamuraa, Zhalfir
Lifetime 3.293 A.R.
Razza Umano Planeswalker
Titolo
  • Mago di Zhalfir
  • Arcimago Temporale
  • Distorsore Temporale
  • Eroe di Dominaria
Stato Vivo


Teferi è un planeswalker che usa il mana blu e bianco.

Fin da bambino era un prodigio, entrò all'Accademia di Tolaria a nove anni. Da sempre affascinato dallo studio del tempo, questa passione lo portò a specializzarsi nella magia temporale. Divenne il protettore di Jamuraa, anche se i suoi esperimenti con i flussi temporali causarono indirettamente la Mirage. Quando scoppiò l'invasione phyrexiana, mandò in fase Zhalfir e Shiv per proteggerli dalla guerra. Secoli dopo ritornò su Dominaria e trovò il piano afflitto dalle fratture temporali, comprendendone i pericoli lavorò per cercare di chiuderle e sigillò quella sopra Shiv sacrificando la sua scintilla. Nuovamente mortale, sposò Subira ed ebbe una figlia, Niambi. Alcuni anni dopo la Riparazione riuscì a riottenere la sua scintilla tornando a essere un planeswalker. Dopo che contribuì a sconfiggere la Cabala di Belzenlok entrò a far parte dei Guardiani.

Primi AnniModifica

Da giovane Teferi era un burlone, amava fare scherzi e a volte senza rendersene conto esagerava un po'. Possedeva un notevole potenziale magico e fu per questo motivo che venne portato a Tolaria per studiare nell'accademia che Urza aveva fondato per formare dei maghi su Dominaria in grado di contrastare i piani di phyrexia. All'accademia Teferi incontrò per la prima volta Jhoira, Karn e Barrin. Iniziarono col piede sbagliato per colpa degli scherzi di Teferi, ma successivamente divennero amici.

I phyrexiani attaccarono l'accademia e durante l'attacco, Jhoira e Teferi vennero uccisi. Urza mandò Karn indietro nel tempo per prevenire l'assalto e cambiare il presente. Il golem d'argento riuscì nella sua missione ma il sovraccarico della macchina del tempo la fece esplodere, creando una frattura dimensionale e provocando la morte di centinaia di studenti e insegnanti, nonchè la distruzione dell'accademia. Teferi era sopravvissuto ma venne catturato in una bolla di tempo rallentato per molti anni. Dopo qualche tempo, Jhoira, anche lei sopravvissuta, venne bloccata in un fuso orario "normale" e lo trovò, gettando su di lui una coperta umida che cinque anni dopo spense le fiamme che lentamente lo stavano bruciando.

Quando Urza, Barrin e Karn tornarono a Tolaria per ricostruire l'accademia, Jhoira cadde in coma, e si risvegliò dieci anni dopo, affermando di aver scoperto un modo per liberare Teferi. La ghitu costruì una macchina che usava l'acqua di Tolaria per creare un portale tra la bolla di Teferi e il fuso orario normale. La macchina era solo un prototipo ma i corpi elastici di Karn e Urza riuscirono a passare attraverso Teferi, riuscendo a liberarlo.

Inizialmente, Teferi si sentiva depresso e fuori sincronia col mondo poichè quasi tutti quelli che aveva conosciuto erano morti e quelli ancora in vita erano diventati quasi degli sconosciuti per lui che era rimasto in stasi per decenni. Grazie a un "piccolo" aiuto da parte di Karn e Jhoira, tornò presto alle sue vecchie abitudini e riaquistò il suo carattere solare.

Anni dopo, un Teferi più maturo ricevette da Urza la missione di andare con Jhoira a Shiv dove i due lavorarono alla produzione delle pietre del potere necessarie per alimentare gli artefatti che Urza avrebbe costruito per combattere phyrexia. Anche se tra loro c'era una grande differenza di età, aumentata a causa della bolla di tempo, Teferi e Jhoira iniziarono una relazione romantica. "Il tempo ha poca importanza per degli studenti di Tolaria" aveva affermato scherzosamente Teferi.

Per un po', Teferi rimase coinvolto nella crociata di Urza contro phyrexia. Offrì il suo contributo contro Kerrick e durante la battaglia nel Reame di Serra. Divenne poi un mago reale di Zhalfir e protettore di tutto il continente di Jamuraa. Il suo rapporto con Jhoira finì in modo sconosciuto, ma i due rimasero ottimi amici. In quel periodo Teferi fece amicizia con la solitaria Jolrael e nonostante la grande devozione di lei per lui, i due rimasero solo amici e Teferi non cercò mai di convincerla a tornare nella civiltà quando lei decise di andare a vivere nella Giungla Mwonvuli.

La Guerra di MirageModifica

Dopo molto tempo, Teferi si rese conto di essere diventato un planeswalker e iniziò ad esplorare i piani del multiverso, tuttavia prima di andarsene, creò un sistema di gilde in modo che avrebbero protetto e continuato l'era d'oro che lui con i suoi consigli al re aveva contribuito a creare.

Al suo ritorno su Dominaria però, Teferi trovò il continente sull'orlo della guerra; il sud di Zhalfir si era diviso, fondando Femeref, poichè la chiesa non era d'accordo che Teferi avesse lasciato il controllo dei morti nelle mani di una gilda, quando Femeref trovò l'oro nelle montagne, Suq'Ata invase una parte di Zhalfir. Quando i nani aitarono Femeref nella raccolta dell'oro aumentando la loro efficienza, Zhalfir si sentì defraudato della sua proprietà legittima dell'oro. Alla fine, Teferi rintracciò e incoronò una ragazza che discendeva dalla famiglia reale. La sua incoronazione portò la pace ma non riuscì ad unificare nuovamente le nazioni. Stanco dei litigi del suo popolo, Teferi riunì un gruppo di consulenti di fiducia, saggi, artigiani e stregoni: i nuovi consiglieri di Zhalfir per poi partire per l'isola di Chaza, dove Teferi iniziò a manipolare il tempo per i suoi studi per rendere più semplice evocare creature.

Gli esperimenti ebbero un successo limitato e dopo anni di tentativi ed errori, il mago si rese conto che il processo era instabile, da allora però, il danno era fatto, i primi esperimenti avevano danneggiato l'equilibrio temporale e Teferi tentò di correggere i problemi per evitare un'esplosione di mana riparando il flusso del tempo anche se sapeva che sarebbe stato pericoloso. Anche se aveva anticipato il pericolo, Teferi non aveva pensato ai risultati della sua cura. Scatenò una forte energia di mana che bruciò tutte le piante, gli animali e gli edifici sull'isola e mandò in fase il laboratorio di Teferi lasciando solo un'isola deserta.

Dopo diversi anni, l'isola riuscì a tornare alla realtà. Teferi capì che stava accadendo qualcosa di sbagliato quando uno dei draghi di Jolrael attaccò l'isola, il mago lo mandò in fase e dopo iniziò a fare delle ricerche per capire cosa stesse succedendo. Scoprì così che la sua cura aveva indirettamente causato una guerra sulla terraferma.

L'ondata di energia aveva infatti attirato tre maghi potenti: il primo, Mangara, un uomo saggio di Corondor, abile politico che era stato attatto dalla curiosità; la seconda, Jolrael, vecchia amica di Teferi era andata per scoprire cosa era successo e se lui aveva bisogno del suo aiuto; il terzo, Kaervek di Urborg affamato di potere era andato per trovare qualcosa che avrebbe potuto aiutarlo a realizzare le sue ambizioni. I tre continuarono le loro ricerche sulla terraferma e alla fine, Mangara rimasto intrappolato nella politica locale con la sua brillante diplomazia riuscì a portare la pace a Zhalfir, Femeref e Suq'Ata e ne divenne il governatore. Kaervek, geloso di lui, manipolò Jolrael che si unì al suo fianco contro Mangara e alla fine Kaervek riuscì ad imprigionarlo all'interno di un artefatto: la prigione d'ambra. Dopo, per soddisfare le sue ambizioni diede inizio alla guerra.

Non potendo intervenire nella guerra perché doveva ricostruire i flussi di tempo che aveva danneggiato, Teferi aiutò i difensori inviando loro delle visioni e li aiutò a potenziare i loro incantesimi. Tuttavia non potendo intervenire direttamente a mettere fine alla guerra, si sentì in colpa poichè era consapevole che tutto ciò era iniziato per colpa sua. Dopo che Jolrael comprese la verità e Kaervek venne sconfitto da Mangara, Teferi rimase recluso nella sua isola e abbandonò i suoi esperimenti sulla manipolazione del tempo.

Ricomparve in seguito su Corondor durante la guerra dei planeswalker causata da Ravidel per salvare Daria da una prigione d'ambra.

Evitare la GuerraModifica

Poco prima dell'invasione phyrexiana, l'esercito di Keld attaccò Jamuraa, per motivi sconosciuti. Teferi rimase fuori dalla guerra fino all'ultimo momento, quando alla fine decise di intervenire e contribuì alla sconfitta dell'esercito Keld. Teferi non voleva più far parte dei piani di Urza per combattere phyrexia e così cominciò a cercare un'alternativa.

Quando l'invasione iniziò, un enorme portale si aprì nel cielo su Zhalfir e Teferi convinse Urza a teletrasportarsi dentro e fuori i portali insieme a lui, ciò causò un sovraccarico. Teferi disse al suo ex-mentore che lui aveva un piano per usare l'immensa energia di mana, ma, quando Urza scoprì il suo piano non ne fu felice e si adirò con lui. Infatti, Teferi cucì il mana in un incantesimo gigantesco che gradualmente rimosse da Dominaria la parte nord occidentale del continente di Jamuraa: Zhalfir e la maggior parte di Shiv, dove c'era anche Jhoira. Teferi li mandò in fase per proteggerli e salvarli dagli orrendi attacchi di phyrexia. Urza, furioso per l'accaduto, ordinò a Teferi di fermarsi accusandolo di privare Dominaria dei potenti alleati mandandoli in fase. Lui rispose che Urza non capiva, non stava scappando, stava salvando le persone che tempo prima aveva giurato di proteggere.

Il RitornoModifica

Trecento anni dopo l'apocalisse, Teferi e Jhoira tornarono su Dominaria nel tentativo di far tornare Zhalfir e Shiv in modo sicuro dal momento che stavano tornando naturalmente dalla fase. Teferi e il suo gruppo rimasero scioccati nello scoprire che Dominaria era quasi sterile di mana e molto preoccupato dalle fratture dimensionali che erano apparse sul piano. Teferi consultò Freyalise. Rimase perplesso quando l'elfa gli parlò di Karona e gli rammentò la sua convocazione. Teferi rispose che non conosceva Karona e se lei affermava il contrario doveva essere folle.

Al gruppo si aggiunsero Radha, un'elfa di Keld e Venser, un inventore di Urborg. Il gruppo viaggiò su Dominaria poichè Teferi comprese la gravità della situazione: se le fratture dimensionali non dovessero essere sigillate, l'intero multiverso rischierebbe il collasso. Dopo aver perso una battaglia con Nicol Bolas, Teferi capì che per sigillare la frattura su Shiv doveva sacrificarsi.

Teferi sopravvive al suo enorme sforzo, ma nel sigillare la frattura perse sacrificare la sua scintilla ritornando un mago mortale.

Dopo la morte di Freyalise e lord Windgrace e la scomparsa di Karn, che contribuirono a chiudere la frattura dimensionale di Cielsudario, Urborg e Tolaria, Teferi insieme a Jhoira e Venser si preparano a mettersi in viaggio per cercare altri planeswalker disposti ad aiutarli a chiudere le fratture su Dominaria. Comparve Jeska, l'apprendista di Karn, che cercava di sapere cos'era successo. Teferi le spiegò la situazione ma Jeska nonostante comprese la gravità della situazione, decise di risolvere la situazione a modo suo e, utilizzando Rhada per focalizzare il suo potere, chiuse la frattura di Zhalfir senza consultare Teferi e causando la perdita del continente ed un profondo dolore nel mago che non potè fare nulla per salvare la sua terra e che amareggiato ammise che se fosse stato ancora un planeswalker, avrebbe potuto far tornare Zhalfir dalla fase.

Jeska continuò a chiudere le fratture dimensionali e una volta libera dal controllo mentale di Leshrac, capì i suoi errori e si sacrificò per sigillare personalmente la frattura dimensionale su Otaria. La scarica di potere creò un effetto a catena che chiuse tutte le fratture del multiverso facendo iniziare la Riparazione.

Una volta concluso il pericolo delle fratture dimensionali, Teferi salutò i suoi amici e prima di iniziare il suo nuovo e solitario viaggio su Dominaria, disse a Venser che il futuro del multiverso apparteneva adesso a quelli come lui, poichè anche se non erano più immortali nè esseri di mana infinito, erano sempre planeswalker.

Dopo la RiparazioneModifica

Teferi poteva vedere Zhalfir in fase dalla costa in cui si trovava, come fosse costruita sulle nuvole. Manteneva una certa distanza dagli altri, le probabilità che venisse riconosciuto erano minime anche perchè aveva iniziato a invecchiare lentamente, tuttavia sebbene avesse già vissuto molto di più rispetto ai suoi nemici, non voleva correre rischi. Negli ultimi anni dopo la Riparazione aveva viaggiato esplorando Dominaria, ma senza mai stabilirsi e mantenendo il suo vero nome. Scoprì che veniva considerato dalle nuove generazioni come "il distruttore di Zhalfir". Si sentiva in colpa, ma sapeva di aver fatto la cosa giusta: Zhalfir era sopravvissuta, separata e protetta dalle forze che l’avrebbero altrimenti devastata.

Venne raggiunto da Subira e Kwende, che gli chiesero se stesse aspettando Maket, ma Teferi non conosceva nessuno con quel nome. Incuriosito, scoprì che sospettavano che quell'uomo fosse stato ucciso con la magia. Decise di andare all’accampamento della loro carovana per indagare. Scoprì che l'omicidio era stato eseguito in modo tale da dare l'idea errata che fosse stata usata la magia temporale su di lui. Rimasto solo con Subira, lei gli espose le sue teorie: Maket era stato inviato lì per ucciderlo e lui era il "vero" Teferi e non qualcuno con lo stesso nome. Teferi le chiese se non fosse infastidita dalla sua vera identità. Subira rispose che aveva anche letto molto su quello che era successo durante l’invasione phyrexiana, e aveva visto ciò che ne era rimasto. Capiva perché lui aveva agito in quel modo e aveva sentito le voci sulla sua perdita di potere. Tornarono a parlare della morte di Maket, valutando altre teorie finchè non sentirono un grido di allarme. Uscirono dalla tenda e videro una gigantesca tempesta di sabbia che si stava dirigendo verso di loro. Teferi andò verso la tempesta e lanciò un'incantesimo temporale e riuscì a neutralizzarla. I due vennero raggiunti da Akime, che li informò che dei magistrati di Sewa stavano arrivando per arrestare Teferi con l'accusa di aver evocato la tempesta. Indagando scoprirono che Kwende era l'assassino.

Teferi scappò e si diresse verso le colline rocciose dal lato opposto delle mura di Sewa. Il colpo di spada di Kwende arrivò dal nulla, ma Teferi accelerò il tempo attorno alla lama e quando venne colpito l’acciaio si frantumò, eroso dalla ruggine. Chiese perchè volesse ucciderlo e l'altro spiegò che era un discendente di Mageta e che il suo antenato si trovava a Ki'pamu quando lui l'aveva distrutta. Attaccò nuovamente e Teferi si difese con la magia temporale, ma non poteva resistere a lungo. Subira e gli altri arrivarono per aiutarlo e Kwende spiegò le sue ragioni. Teferi gli disse che la loro casa non era stata distrutta, era ancora in fase e se avesse potuto farla tornare non avrebbe esitato a sacrificare la sua vita pur di riuscirci. Subira si interpose tra i due e Kwende indietreggiò: non voleva ucciderla e li osservò andare via. Poi Teferi si unì alla carovana.

Teferi e Subira si innamorarono, si sposarono ed ebbero una figlia: Niambi. Subira tornò alla guida della sua carovana, anche se tornava da loro con regolarità, mentre lui si occupava della figlia e con lei iniziò delle ricerche sugli artefatti che Urza si era lasciato alle spalle per la riparazione delle fratture temporali.

L'artefatto di UrzaModifica

Mentre avanzava a fatica verso l’altopiano del monumento nel deserto di Tivan, Teferi disse a Niambi che quel giorno sarebbero riusciti ad ottenere la soluzione. Osservò l’antica rovina: un rompicapo che stava cercando di risolvere da svariati anni. Toccò il sigillo con il bastone e la pietra alla base del monumento si separò in due metà, rivelando un’apertura triangolare con degli scalini che portavano verso il basso. Avanzarono nella caverna, fino a raggiungere il primo incrocio e, improvvisamente, vennero attaccati da un automa. Teferi reagì di riflesso lanciando una magia temporale così potente da scomporre quell’entità nelle sue componenti. Niambi si avvicinò per studiarlo e disse che lo riconosceva dalle rune: lui lo aveva già distrutto una volta, in una delle loro precedenti visite, perché quelle macchine si riparavano tra loro. Superarono trappole e automi fino a giungere alla camera centrale. Osservarono la griglia di quadrati sulla piattaforma centrale e i blocchi fluttuanti; la nuova teoria di Niambi riguardava questi ultimi. Usando il suo bastone, Teferi colpì i blocchi nelle varie sequenze suggerite da sua figlia, ma non ottenne nessun risultato. Continuò a provare usando la sua magia per difendersi dalle trappole che venivano attivate e da altri automi che li avevano raggiunti. Non riuscirono a risolvere l'enigma e furono costretti ad andarsene.

Tornati al loro accampamento nell’oasi, Niambi chiese perchè Urza avesse reso tutto così difficile dal momento che avrebbe dovuto sapere che un giorno avrebbe avuto bisogno dell'artefatto custodito dentro il monumento. Teferi spiegò che Urza non aveva amici: aveva delle cavie da laboratorio e quelli che erano abbastanza potenti da essere visti come esseri senzienti. Vide la Cavalcavento e incontrarono Jhoira e il suo equipaggio, che li informarono di voler uccidere Belzenlok; avevano bisogno del suo aiuto per entrare all’interno della Fortezza. Teferi rispose che lui e sua figlia stavano cercando di risolvere un'enigma e Gideon propose di aiutarsi a vicenda. Convinto da sua figlia ad accettare il loro aiuto, Teferi raccontò la storia di Zhalfir e spiegò che aveva scoperto che Urza si era lasciato alle spalle una serie di artefatti magici che potevano servire a riparare una frattura temporale. Era riuscito a trovare la posizione di un solo artefatto, custodito nel monumento. Sperava che se fosse riuscito a recuperarlo e a decifrare i suoi segreti lo avrebbe portato agli altri oggetti. Aveva fatto molti tentativi, svelando diversi misteri e facendo scattare ripetutamente le sue trappole, ma non l'aveva ottenuto. Niambi disse che negli ultimi dieci anni aveva cercato di aiutare suo padre e aveva una teoria secondo la quale il rompicapo centrale del monumento fosse in realtà un’equazione matematica, quel giorno l'avevano messa in pratica ma non aveva funzionato.

Raff rivelò a Teferi che i due planeswalkers volevano distruggere Belzenlok per avere la possibilità di sconfiggere Nicol Bolas. Riconobbe Liliana come necromante e sapeva che aveva dei motivi personali per combattere contro la Cabala. Spiegò che quando si passava quasi tutta la vita da planeswalker immortale, gli errori tendevano ad avere conseguenze molto più ampie: era impossibile cancellarli, ma con un po' di sforzo si poteva rimediare.

Tornarono nella camera centrale del monumento. Jhoira era convinta che lui e Niambi lo avevano già risolto: sua figlia aveva ragione sul significato matematico dei movimenti dei blocchi fluttuanti, ma non avevano tenuto conto che Urza non giocava mai seguendo le regole. Appenna Teferi si avvicinò alla griglia, Liliana avvertì gli altri della comparsa degli spiriti che solo lei riusciva a vedere e iniziò a contarli man mano che apparivano, mentre Jhoira faceva lo stesso con i blocchi e Niambi calcolava il risultato dando a Tefere la sequenza da seguire. Apparvero degli automi che vennero sconfitti da Shanna e Gideon, mentre Teferi congelò alcune macchine che si erano arrampicate direttamente dai lati della piattaforma della griglia. Il quadrato al centro si spostò lentamente di lato rivelando un’apertura e, ignorando gli avvertimenti degli altri su una possibile trappola, Teferi prese l'artefatto. Urza si aspettava che fosse stato da solo dentro il monumento, ma non aveva considerato che avrebbe collaborato con altri. Si sentì un rombo minaccioso e il monumento iniziò a crollare. Corsero verso l'uscita, Teferi congelò i blocchi che cadevano ed incantò il terreno per evitare che si dividesse sotto di loro. Arrivò verso l'uscita e vide che l’apertura triangolare si stava riempiendo di sabbia; cercò di congelarla, ma era troppa e se avessero provato a scalarla ne sarebbero rimasti annegati. Due scalette vennero lanciate dalla Cavalcavento e il gruppo iniziò ad arrampicarsi. Teferi spinse Niambi verso Tiana, che era scesa ad aiutarli, mentre lui venne afferrato da Arvad. Jhoira si avvicinò a lui e gli chiese se sarebbe andato con loro a salvare nuovamente il mondo e Teferi accettò. Riportarono Niambi dalla sua famiglia, Teferi salutò sua figlia e partì a bordo della Cavalcavento.

Il dono di JhoiraModifica

Arrivati a Yavimaya, Teferi dalla Cavalcavento congelò il tempo e immobilizzò la foresta fermando Multani e gli alberi animati che stavano attaccando Karn, Jaya Ballard e Chandra Nalaar.

Teferi e Jhoira parlarono con Karn, con Jhoira convinta che entrambi avrebbero dovuto aiutare contro Nicol Bolas. Teferi le ricordò che lui non era più un planeswalker e l'altra gli mostrò la pietra del potere nel suo ciondolo: in essa era contenuta la sua scintilla, poi gli chiese di riprenderla, ma Teferi non era certo di rivolerla. Chiese se gli altri planeswalker sapevano che lui aveva già combattuto in passato contro Bolas. Lei non lo sapeva e tutta quella storia non faceva parte del piano. Teferi rispose che allora si trattava del destino che voleva chiudere il cerchio. Pensò che si era promesso di far ritornare Zhalfir, di fare ammenda per l’arroganza e la sicurezza assoluta della sua gioventù: rifiutare il potere che la propria scintilla gli avrebbe donato per compiere quel gesto, sarebbe stato tanto egoistico quanto lo fu mandare in fase Zhalfir. Decise di prendere il medaglione.

Il clandestinoModifica

Mentre la Cavalcavento viaggiava verso Urborg, Teferi stava leggendo un libro nella sua stanza. Venne chiamato da Gideon, che si trovava con lui e stava affilando un’arma, e gli fece notare il nuovo arrivato. Quando vide Piedemoccio Teferi disse che Tiana lo aveva informato e poi tornò al suo libro.

La FortezzaModifica

Dopo che arrivarono a Urborg, Teferi andò con Karn, Gideon e Chandra per svolgere la loro parte nel piano. Mentre camminavano attraverso le rovine diroccate per arrivare alla Fortezza, Teferi raccontò della sua sconfitta da parte di Bolas e si lasciò convincere ad aiutare i Guardiani. Diede una pacca sulla spalla metallica di Karn e chiese se si sarebbe unito a loro. Lui era più riluttante per via della sua missione su Nuova Phyrexia, ma promise che ci avrebbe pensato.

Raggiunsero l’entrata della Fortezza e Teferi lanciò una magia temporale su Gideon e Chandra, creando una zona di tempo rallentato attorno a loro, prima di lasciarli.

Scontro con la CabalaModifica

Quando la Cavalcavento arrivò alla Fortezza, Teferi e Karn risalirono sulla nave. Vennero attaccati da una raffica di frecce e dardi di balestra, così Teferi lanciò una magia temporale sul primo cancello, che si corrose nel tempo e si dissolse in una nube di ruggine. L'offensiva procedeva bene finchè non vennero attaccati da Urgoros. Insieme a Jhoira e Raff, Teferi lanciò una raffica di attacchi e difese magiche, ma il lich deviò tutto con una magia oscura. Lo scontro durò fino alla morte di Belzenlok, poichè quando percepì la morte del suo signore, Urgoros sparì.

Dopo la vittoria, liberarono i prigionieri della Cabala. Teferi scoprì che Radha era stata fatta prigioniera e, insieme agli altri, decise di riportare a casa tutti i prigionieri.

Poi Teferi, Karn e Jaya decisero di accompagnare gli altri contro Nicol Bolas e fu solo lui a entrare nei Guardiani, pronunciando il giuramento. Teferi promise a Jhoira che sarebbe tornato a trovarla, poi viaggiò su Ravnica.

Arrivati sul piano si accorsero dell'assenza di Liliana e incontrarono Jace. Nonostante le parole del telepate su Liliana, Teferi insistette per controllare e Gideon tornò indietro a sincerarsi che stesse bene, ma ritornò dicendo che la necromante non era più su Dominaria.

ReferenzeModifica

Rappresentato inModifica

Testi di coloreModifica

Carte associateModifica

GalleriaModifica

CuriositàModifica

  • Teferi sa usare anche incantesimi di mana nero ma li usa raramente.
  • Oltre a essere protagonista in diversi libri, Teferi compare anche in alcuni fumetti.
  • Teferi fu per breve tempo un maestro dell'accademia di Tolaria.
  • Doug Beyer ha rivelato che la prima carta planeswalker di Teferi lo rappresenta prima che perdesse la sua scintilla.
  • In Return to Dominaria: Episode 11 viene rivelato che Teferi ha un nipote e anche un pronipote.
PLAN Attuali: Ajani - Angrath - Aminatou - Arlinn Kord - Ashiok - Chandra Nalaar - Dack Fayden - Daretti - Domri Rade - Dovin Baan - Estrid Garruk - Gideon Jura - Huatli - Jace Beleren - Jaya Ballard - Jiang Yanggu - Karn - Kaya - Kiora - Koth - Liliana Vess - Mu Yanling - Nahiri - Narset - Nicol Bolas - Nissa Revane - Ob Nixilis - Ral Zarek - Rowan Kenrith - Saheeli Rai - Samut - Sarkhan Vol - Sorin Markov - Tamiyo - Teferi - Tezzeret - Tibalt - Ugin - Vivien Reid - Vraska - Will Kenrith
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CAOS Dispersi: Ash Embereck - Arzakon - Dakkon Blackblade - Drabk - Eskil - Fatima - Fiers - Geyadrone Dihada - Grenfell Mor - Jared Carthalion - Kazz - Krim - Krimon - Lily - Marduk Blackwater - Masrath - Nailah - Parcher - Platon - Rafethrasa - Ramaz - Ravi Sengir - Ravidel - Sandruu - Tempè - Terrent Amese - Tessebik - Thomil - Thorn - Vram - Worzel - Yawden - Zakk
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S Scintilla esaurita o persa: Azor I - Kuthuman - Slobad
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