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Personaggio
Ral Zarek2
Nome Ral Zarek
Originario di Ravnica
Lifetime Data Sconosciuta
Razza Umano Planeswalker
Titolo
  • Evocatore di Tempeste
  • Viceré Izzet
Stato Vivo


Ral Zarek è un planeswalker che usa il mana blu e rosso.

Geniale, imprevedibile e audace, Ral Zarek è sempre pronto a oltrepassare i limiti e mettere alla prova la sua forza d'animo. Attratto dall'ingegnosa follia della Lega Izzet, sviluppò un'ossessione per le magie che gli permettono di richiamare e controllare i fulmini e le tempeste.

IzzetModifica

Nonostante non faccia parte del consiglio degli Izmagnus, Ral Zarek è un membro di alto rango all'interno della Lega Izzet, scalò rapidamente le gerarchie grazie al suo talento per le magie di tempesta e al suo sprezzo del pericolo. Quando ascese, riuscì a nascondere la sua natura di planeswalker a tutti i membri della sua gilda, compreso Niv-Mizzet; un compito impressionante. Infatti Ral non ha mai guardato il suo Parun come un mentore, ma come un fastidio nel migliore dei casi o un probabile avversario nel peggiore. Nonostante non sia più costretto a restare su Ravnica, Ral Zarek continua a sentire una certa lealtà verso la sua città e gli Izzet che hanno giocato un ruolo importante nella sua formazione.

Return to Ravnica: The Secretist, Parte 1Modifica

In una zona della Città Sepolta, Ral Zarek guidò i suoi compagni all'interno di una stanza in rovina. Gli Izzet iniziarono ad analizzare la camera coi loro strumenti alchemici in cerca di linee di energia. Improvvisamente si sentì un rumore dal corridoio e comparve un'elfa che ordinò loro di terminare gli esperimenti innaturali in quanto erano nel territorio dei Golgari. Ral Zarek vide che l'elfa non era sola, dietro di lei c'erano altri elfi, umani e creature non-morte. Rispose con calma che la zona era un luogo in rovina abbandonato che non apparteneva a nessuno. Lei sorrise e disse che tutto ciò che la civiltà scartava apparteneva ai Golgari. Ral la informò che Niv-Mizzet aveva deciso di reclamare per gli Izzet i settori inutilizzati dalle altre gilde. Lei rispose con rabbia che questo tipo di violazione sarebbe stata considerata illegale secondo il Patto delle Gilde. Il mago replicò con calma che il patto delle gilde non esisteva più e che Niv-Mizzet non amava aspettare per le nuove scoperte, gli consigliò quindi di andarsene. I Golgari si lanciarono all'attacco e Ral Zarek ordinò ai suoi compagni di attaccare mentre lanciava un fulmine verso un elfo. Nonostante i loro incantesimi andassero a segno, gli Izzet erano in inferiorità numerica e i Golgari stavano iniziando ad avere la meglio. Ral afferrò il cavo di bronzo carico del mana dell'esperimento e lo collegò al suo guanto, poi lanciò un incantesimo; un vento carico di energia ipercinetica si abbattè sui Golgari uccidendoli tutti. Ral chiese ai suoi compagni se qualcuno era rimasto ferito e Skreeg gli rispose che erano vivi grazie a lui. Ral Zarek si concentrò su sé stesso, si sentiva più vivo di quanto fosse mai stato in vita sua, provò un brivido di piacere nel sentire il suo cuore battere velocemente. Si rivolse ai suoi compagni dicendo loro di terminare l'esperimento e un altro Izzet lo chiamò dicendogli che avrebbe voluto dare un'occhiata alle pietre sul soffitto.

Alcuni giorni dopo, al termine di un altro esperimento, Ral Zarek e Skreeg andarono a fare rapporto a Niv-Mizzet. Durante il cammino i due erano così concentrati a parlare che non si resero conto di essere seguiti da Jace Beleren che aveva invaso le loro menti in cerca di informazioni.

Skreeg chiese a Ral se i Dimir non possedessero un proprio cancello e lui gli rispose che era impossibile e che dovevano solo cercare più in profondità. Il goblin chiese come facevano a sapere se c'era davvero un percorso da trovare e Ral gli rispose che il percorso era stato costruito dagli antichi per gli Izzet, il fondatore di una delle dieci gilde aveva creato questo puzzle attraverso l'intero quartiere in modo che potesse essere trovato. Skreeg capì, ma perplesso chiese perchè pensava fosse per gli Izzet. Ral gli rispose che loro l'avevano trovato per primi. Poi gli spiegò che il codice dava informazioni in più ma non erano sufficienti per trovare le porte, dovevano conoscere il percorso per poter scoprire cosa c'era nascosto dietro. Skreeg chiese se sapeva cosa fosse e Ral gli spiegò che Niv-Mizzet non gli rivelava tutto, pensava però che ciò che stavano cercando fosse un'arma, nascosta nel decimo distretto da uno dei fondatori che sapeva che prima o poi il patto delle gilde sarebbe crollato e che in quel caso una singola gilda avrebbe potuto dominare su tutte le altre. L'arma sarebbe stata trovata solo da chi fosse stato degno e loro, gli Izzet, erano i più meritevoli.

Dopo aver fatto rapporto al Mentefiamma, Ral Zarek e il suo gruppo continuarono la ricerca e durante uno degli esperimenti, in un'azione avventata, Ral uccise accidentalmente un suo compagno. Quando il cadavere dell'altro Izzet venne portato davanti a lui, il mago rimase inespressivo dicendo semplicemente che dovevano continuare la ricerca.

Mentre continuava la sua missione, Ral divenne sempre più spericolato e aggressivo. Quando individuò delle linee di energia passare attraverso un edificio degli Azorius, scelse la soluzione più semplice: evocò un'enorme tempesta elementale che devastò tutta la torre; come conseguenza venne attaccato dagli Azorius. Dopo aver vinto il breve scontro, Ral trovò nuovi indizi per continuare la sua missione e raggiungere il suo obiettivo.

Gatecrash: The Secretist, Parte 2Modifica

Ral riferì a Niv-Mizzet di aver tracciato il percorso di linee di mana di tutti i territori tranne quelli degli Orzhov e dei Simic. Tuttavia, le numerose perdite degli Izzet sotto il suo comando, provocarono l'ira del Drago, cha allontanò Ral dal progetto. Minacciandolo di essere divorato, Niv-Mizzet assegnò una nuova missione a Ral Zarek; doveva rintracciare il mago che era entrato nella sua mente: Jace Beleren.

Ral andò nello studio di Jace, ma trovò solo ceneri e frammenti. All'interno di quelle ceneri però, Ral sapeva che si trovavano i segreti della ricerca del mago e che erano ancora presenti. Utilizzò un incantesimo complicato che gli permise di imparare quello che Jace aveva cercato di distruggere e comprese quanto vicino era arrivato il mago mentale a risolvere il segreto del labirinto implicito; cosi vicino che Ral sentì di non aver più bisogno dell'aiuto di Niv-Mizzet. 

Utilizzando le note di Jace, Ral tracciò gli schemi del labirinto fino ad arrivare al Forum di Azor. Il posto emanava un grande potere, ma era del tutto inaccessibile. Ral rimase senza parole, incapace di far fronte al suo fallimento, con poca scelta tornò a far rapporto a Niv-Mizzet. Il drago pazientemente gli spiegò che il labirinto era stato costruito da Azor I non per testare la mente più brillante né quella più potente, era un percorso che si sarebbe attivato solo dopo la caduta del patto delle gilde. Gli rivelò che l'unico modo per far attivare il labirinto era che tutte le gilde partecipassero alla sua attivazione e per facilitare questo obiettivo, Ral sarebbe dovuto andare a "rivelare" quasi tutto ciò su cui avevano lavorato alle altre gilde.

Dragon's Maze: The Secretist, Parte 3Modifica

Dopo aver completato la sua missione, Ral Zarek tornò a Nivix. Andò dal suo Parun e gli disse che aveva elaborato una strategia per vincere il labirinto. Niv-Mizzet gli disse di rivelare il suo piano a Melek e quando Ral, confuso, chiese di chi stava parlando, il mentefiamma mostrò a tutti i presenti una bizzarria creata per essere il campione perfetto per rappresentare gli Izzet. Ral mise in discussione la scelta del suo capogilda affermando che pensava che sarebbe stato lui il campione degli Izzet. Niv-Mizzet gli rispose che lui non era adatto al compito e quando il mago osò insistere il Parun lo mise a tacere sputando fuoco sopra la testa di tutti.

Ral Zarek venne scelto per accompagnare Melek e agire come coordinatore dell'evento. Tutti i campioni assemblati dichiararono se stessi e la loro fedeltà alla loro gilda, ma quando toccò a Melek dichiararsi, Ral si accorse di un difetto nella bizzarria e lo sfruttò per assorbirne l'essenza nel suo guanto, assassinandolo e dichiarandosi come campione degli Izzet. Iniziò a dire agli altri campioni le regole della gara e quando fu sicuro della loro attenzione, li colpì tutti con un attacco a sorpresa, poi corse avanti iniziando la gara, urlando che non c'erano regole.

Attraversò facilmente i cancelli fino ad arrivare a quello degli Izzet. Lì aspettò l'arrivo di Jace Beleren, così sicuro di sé da non preoccuparsi di difendere la sua mente e quando il mago mentale arrivò insieme a Emmara Tandris, scoprì facilmente che anche lui era un planeswalker. L'Izzet constrinse Jace a rivelare a Emmara la sua natura di planeswalker e l'esistenza di altri mondi oltre a Ravnica. La sua azione causò una frattura tra i due e l'elfa quasi impazzì a causa di ciò che aveva scoperto sul multiverso. Ral permise a Emmara di passare, poi iniziò un duello arcano con Jace, che però, consapevole di non avere tempo da perdere lo ingannò usando le sue illusione e andò avanti.

Arrivato al Forum di Azor, Ral Zarek, insieme a tutti gli altri campioni, cadde vittima dell'influenza di Lazav. I campioni iniziarono a combattere tra di loro mentre il labirinto elaborava il giudizio finale che avrebbe distrutto tutte le gilde e devastato completamente il Decimo Distretto. Proprio in quel momento, Jace intervenne riuscendo a fermarli usando la sua telepatia, e salvando tutti permettendo l'attivazione di un nuovo patto delle gilde. Quando Niv-Mizzet arrivò al Forum di Azor, Ral se ne andò.

Il progetto dei fulmini rivelatoriModifica

Il progettoModifica

Nelle settimane successive al labirinto implicito, Niv-Mizzet si era accorto della mancanza di Jace Beleren per lunghi periodi di tempo e ne voleva conoscere il motivo. Maree consigliò di seguire i movimenti del patto delle Gilde vivente con maggiore attenzione e propose il progetto dei fulmini rivelatori per scoprire la causa delle scomparse di Jace. Dal momento che il progetto si basava su complesse magie delle tempeste, Niv-Mizzet mise Ral Zarek a capo del progetto e lui accettò l'incarico. Il mago delle tempeste conosceva già le motivazioni delle scomparse di Beleren dal momento che anche lui era un planeswalker e trascorreva parte del suo tempo lontano da Ravnica, tuttavia aveva anche compreso che la teoria del progetto rischiava di svelare l'esistenza dei planeswalkers e doveva quindi cercare di spingerlo in una direzione sicura. L'idea che Niv-Mizzet venisse a conoscenza della verità faceva irrigidire i muscoli del collo di Ral e faceva riaffioriere in lui un oscuro e doloroso ricordo della sua gioventù: aveva imparato a nascondere il suo stato di planeswalker in un modo molto doloroso che non voleva assolutamente rivivere. Oltre a ciò, Ral conosceva bene il genere di terribili azioni che Niv-Mizzet avrebbe potuto compiere se avesse scoperto quel segreto: avrebbe potuto vivisezionare tutti i planeswalkers per puro spirito di curiosità o li avrebbe divorati per dimostrare il suo dominio e sedare la propria invidia. Inoltre il Mentefiamma avrebbe osservato gli spostamenti di ognuno di loro distruggendo tutto il lavoro che lui aveva compiuto al fine di scalare i ranghi e ottenere una posizione di prestigio negli Izzet e si chiese come avrebbero reagito le altre gilde a quella notizia dal momento che alla fine sarebbe stata sicuramente resa nota. Sebbene fosse un ruolo pericoloso, Ral contribuì alla ricerca con un discreto incantesimo che generava un minimo impulso di energia ogni volta che si fosse presentata una discontinuità, tra cui anche il passaggi otra un piano e l'altro. Un membro della gilda impiantò l'incantesimo di base nel mantello di Jace e successivamente Ral evocò un campo dinamico di amplificazione sul Decimo Distretto che come conseguenza causò un tempo uggioso che avrebbe amplificato i minimi impulsi dell'incantesimo, trasformandoli in crepti di fulmini, individuabili, ma che non avrebbero generato alcun sospetto. All'ultimo momento, Ral ridusse la precisione della tempesta in modo che i dati del progetto non dimostrassero immediatamente l'esistenza dei planeswalkers, ma gli altri maghi Izzet iniziarono a osservare i dati e col passare del tempo, la situazione inizio a peggiorare.

Durante un aggiornamento delle informazioni a Niv-Mizzet, Ral notò che sebbene i bagliori di fulmini non erano abbastanza per formare uno schema, erano presenti troppi punti; pensò che non si trattasse di una buona notizia e il Mentefiamma si congratulò con lui per la raccolta di dati più coerenti. Ral comprese e disse che quelli non erano solo i suoi rilevamenti su Jace e Maree confermò che lei e altri ricercatori erano riusciti a replicare la sua creazione. A Ral ribollì il sangue e chiese come aveva potuto aggiungere altri rilevatori senza consultarlo e Maree rispose che c'era voluto un po' di tempo, ma alla fine lei e Mizzix erano riuscite a calibrare la sua magia di individuazione e ad aumentarne la gamma. Ral non chiese spiegazioni ma Maree comprese la domanda inespressa dal suo capo ricercatore a modo suo e spiegò che stavano analizzando centinaia di abitanti e avevano individuato due nuovi individui che sparivano misteriosamente e stavano tenendo d'occhio le loro discontinuità. Ral poteva vedere i dati sui due nuovi planeswalkers corrispondenti, due nuovi segnali che lasciavano Ravnica per poi farvi ritorno; capì che gli altri avrebbero compreso presto lo schema, la sua mente corse all'impazzata e alla fine Ral disse a Niv-Mizzet che quell'indizio poteva mettere a rischio la validità dei dati ottenuti e rappresentava un pericolo per l'intero progetto. Il Mentefiamma replicò che forse la sua ricerca aveva bisogno di rischi maggiori e che anche con l'estensione di Maree non si era ancora arrivati a un'accuratezza sufficiente e avevano bisogno di informazioni più definite il più velocemente possibile. Maree disse a Ral che lei e gli altri ricercatori avevano avuto alcune idee su come migliorare la precisione del suo amplificatore di tempeste e che ovviamente avevano bisogno del suo aiuto, avevano istallato una serie di dinamo girostatiche sul soffitto di Nivix e le avevano utilizzate per misurare le caratteristiche conduttive della sua tempesta. Aggiunse che si augurava che per lui non fosse un problema che loro avessero trovato delle possibilità di miglioramento. Ral scosse la testa e rispose che era insensato. Confusa Maree chiese spiegazioni e Ral le disse che il campo statico si basava su una stretta gamma di conduzione e che l'aggiunta di dinamo avrebbe portato solo a una diminuizione della sensibilità e che con l'aumento della potenza si sarebbe persa la condizione di equilibrio. Maree alzò lo aguardo verso Niv-Mizzet e disse che temeva di dover esprimere il suo disaccordo con il suo capo ricercatore. Riteneva che fosse necessaria maggiore potenza per ottenere la sensibilità che desideravano ottenere. Il Mentefiamma spostò lentamente la testa verso i due maghi e infine si fissò su Maree e le disse di farlo. Ral era sicuro che entrambi fossero in attesa della sua reazione, ma restò in silenzio e Maree disse che le regolazioni della dinamo sarebbero state effettuate a breve e chiese a Ral se potevano incontrarsi la mattina seguente per applicare i miglioramenti della tempesta. Ral guardò verso Niv-Mizzet, poi acconsentì e disse che dovevano augurarsi che tutto andasse per il verso giusto e che domani avrebbero scoperto la verità.

Rimasto solo, Ral comprese che per proteggere il segreto dei planeswalkers aveva bisogno di aiuto e così decise di fare qualcosa che non avrebbe mai pensato di fare: andare da Jace Beleren.

L'Izzet e il Patto delle GildeModifica

La strada senza nome della Città Sepolta in cui si muoveva era a cielo aperto, come il resto della vasta città d'altro canto; anche lei era bagnata da giorni di incessante piovischio. Ral Zarek si avventurò per primo nella strada seguito a un passo di distanza da Jace Beleren. A bassa voce il mago delle tempeste chiamò Jace col suo cognome e gli disse che se avesse osato infiltrarsi nella sua mente, le nuvole sopra di loro sarebbero state ricche di fulmini che, per pura coincidenza, sarebbero arrivati tutti su di lui. Jace chiese se avrebbe potuto dirgli dove erano diretti e Ral replicò che lo avrebbe capito presto e il mago mentale chiese se si rendesse conto che quella frase era esattamente ciò che dicevano le persone un istante prima che lui esplorasse le loro menti. Ral si voltò e chiese se sapeva che nel Decimo Distretto i fulmini colpivano più spesso rispetto a ogni altro distretto e se ne conosceva il motivo; Jace gli rigirò la domanda e con un sorriso Ral rispose che si trattava di una sfortunata coincidenza. I due oltrepassarono una bottega e un vicolo stantio in cui alcuni elfi incappucciati lanciarono loro delle occhiate minacciose. Jace disse che era rimasto sorpreso che fosse venuto da lui. Ral scosse la testa e disse che non aveva altre possibilità, il mago delle tempeste pensò che tra tutti i suoi confidenti e informatori di Ravnica si era recato dall'unico mago con cui non avrebbe mai pensato di collaborare: colui che aveva il titolo di Patto delle Gilde vivente, il giudice di tutte le gilde, che era riuscito a ottenere quel ruolo nonostante i suoi sforzi. Jace continuò che in base a ciò che gli aveva raccontato, diffondere maggiormente quelle informazioni avrebbe portato solo a un danno maggiore. Ral guardò verso il mago mentale che aveva un aspetto bizzarro senza il suo caratteristico mantello, un aspetto più semplice in modo da potersi mimetizzare meglio tra gli abitanti e si chiese se stesse usando anche delle illusioni per nascondersi agli occhi degli altri, non era comunque un dettaglio importante, Ral aveva trovato Jace con facilità ed era proprio quello il problema. Disse che se il progetto fosse andato avanti, i risultati sarebbero stati diffusi e che in quel caso si sarebbe scatenato un putiferio. Ral si fermò davanti a una porta nel tunnel, elettrizzò la maniglia e la aprì, fece entrare Jace e poi sigillò nuovamente la porta dietro di loro. L'altro chiese se Niv-Mizzet sospettasse qualcosa e Ral rispose che se il drago ne era a conoscenza, faceva attenzione a non mostrare nulla e dato che non era mai tranquillo o pacato, pensava che non avesse ricevuto nessuna informazione. Continuò dicendo che come ben sapeva, il Mentefiamma era fastidiosamente brillante e non rinomato per la sua pazienza; era sicuro che stesse iniziando a pensare che gli nascondeva qualcosa. Jace chiese se stava sabotando i risultati e Ral replicò che i maghi Izzet non ostacolavano le ricerche della gilda e che lui aveva semplicemente evitato di utilizzare tutte le sue capacità, inoltre Maree lo seguiva a ogni rilevamento. Jace chiese quanti rilevamenti avesse ottenuto su di lui; Ral si arrestò, lo osservò e rispose solo qualcuno, ma abbastanza da far immaginare a Niv-Mizzet che fosse un planeswalker.

Mentre seguiva Ral verso l'umido tunnel, Jace chiese delle tempeste, perchè non diceva la verità a Niv-Mizzet dal momento che durante il periodo del labirinto implicito lo aveva spinto a rivelare a Emmara la verità, mentre adesso era lui a nascondere l'esistenza dei planeswalkers al Mentefiamma. Ral si fermò senza voltarsi e con un tono di voce piatto, rispose che non poteva comprendere. Mostrando un palmo in segno di empatia Jace replicò che forse avrebbe potuto, ma temeva che avrebbe rischiato la folgorazione. Ral fece scorrere la mano sulla parete muschiosa del tunnel e chiese se sapesse come era entrato a far parte degli Izzet e cosa aveva dovuto affrontare per trovare un ruolo in cui sentirsi sè stesso. Non aspettò la risposta dell'altro e disse che era cresciuto in un piccolo distretto, pieno di persone di basso valore che non riuscivano a stimolare la sua magia dal momento che per loro era solo "il mago della pioggia". Continuò che aveva scoperto rapidamente ciò che doveva tenere per sè stesso, che si era recato al Decimo Distretto di sua spontanea volontà. Ne aveva assunto l'accento, scoperto la zona, dove mangiare e dove non dormire, che aveva studiato la storia di ogni gilda, che aveva scoperto gli Izzet e aveva appreso tutto da loro, che aveva imparato la magia delle tempeste dalle equazioni di Niv-Mizzet e si era guadagnato una posizione nella sua gilda; concluse che il giorno più felice della sua vita era stato quando era diventato un mago della gilda Izzet. Jace replicò che lui non era un semplice mago di gilda ma un planeswalker e Ral rispose che la sua scintilla era un altro motivo che poteva fargli perdere tutto ciò per cui si era impegnato: lui era un mago delle tempeste del Decimo Distretto, un abitante di Ravnica in ogni sua parte; si voltò verso Jace e puntò un dito sul suo petto. Continuò dicendo che poi Niv-Mizzet aveva avuto l'idea del labirinto implicito e, chi era diventato il Patto delle Gilde dopo tutti i suoi sforzi? Dopo tutto ciò che aveva fatto per raggiungere quella posizione? Ral si rispose da solo e disse che si trattava di uno straniero che non aveva compiuto alcuno sforzo prima, un invasore da un'altra terra che era giunto improvvisamente, aveva risolto l'enigma e ora era nella posizione di controllare il destino del suo mondo; concluse se volesse proprio sapere come si sentiva. Jace comprese e disse che voleva fargliela pagare, distruggendo il suo legame con Emmara come vendetta per aver risolto il labirinto prima di lui. Ral sospirò e le sue spalle si abbassarono leggermente, pensò che Jace appariva giovane e anziano al tempo stesso; infantile per la sua chioma crespa e arruffata, ma anche troppo scarno e sgualcito dai pensieri. L'Izzet disse che non era sua intenzione rovinare il rapporto tra loro. Jace rispose che non doveva preoccuparsi, che era destino e che ora lei era più al sicuro. Ral comprese e chiese se l'elfa non ricordasse più nulla, il mago mentale non rispose e lui disse che non lo biasimava e che quello era il modo in cui doveva essere. All'inizio avrebbe voluto dire la verità a Niv-Mizzet, voleva che il suo mondo comprendesse ciò che lui era e di cosa facesse parte e che in fondo, cos'era la gilda Izzet se non la ricerca di comprensione di strane verità? Ma quella rivelazione avrebbe fatto reagire Niv-Mizzet finendo per farlo impazzire e avrebbe finito per fare impazzire tutti gli Izzet. Ral scosse la testa, si piegò in avanti e fece un gesto con le mani per enfatizzare l'idea e disse a Jace di pensare cosa poteva capitare se Niv-Mizzet e l'intero piano fossero stati a conoscenza dei momenti in cui il Patto delle Gilde vivente si trovava in un'altra dimensione e di chiedersi cosa sarebbe accaduto. Jace guardò di lato per un istante, si strofinò le tempie e chiese se non poteva semplicemente porre fine al progetto e Ral rispose che per come si erano sviluppate le cose non poteva farlo e che il drago gli aveva affidato quel compito. Proseguì il suo cammino lungo il tunnel e disse che erano quasi arrivati. Jace chiese per favore se poteva dirgli dove lo stava portando, Ral passò le dita sulla fronte per imitare a gesti la telepatia di Jace e disse di continuare a camminare.

I due planeswalkers continuarono il loro cammino nel tunnel ricoperto di muschio. Canti e rumori di passi echeggiavano fino a loro. Ral raggiunse una scala che portava verso l'alto e portò un dito sulle labbra, Jace annuì e lo seguì in silenzio. Emersero in una stradina laterale di fianco a un presidio Boros e si trovarono di fronte una strada principale in cui l'oscurità della sera era illuminata da lampade. Ral e Jace rimasero nascosti in un portone infossato nell'edificio del presidio, osservando i soldati Boros che marciavano per una delle loro esercitazioni. Indicando con un cenno del capo il vicolo direttamente di fronte a loro, Ral disse di far attenzione a quel punto e che era solo questione di tempo. I due attesero, ascoltando gli istruttori Boros che guidavano i canti e improvvisamente, sommessamente e in maniera spontanea, Jace disse che non aveva alcun ricordo della sua casa. Ral chiese cosa intendesse e lui rispose che gli aveva raccontato di essere cresciuto su Ravnica e spiegò che molti dei ricordi della sua infanzia erano svaniti e si erano ridotti a semplici frammenti e immagini nella sua mente. La maggior parte dei suoi ricordi iniziavano su Ravnica, non avrebbe mai potuto avere radici come le sue in quel mondo e ammise che pur viaggiando in altri piani, riteneva di essere anche lui un abitante di Ravnica a tutti gli effetti. Chiamandolo per nome per la prima volta, Ral gli disse che non era la stessa cosa, si voltò verso il vicolo di fronte e poi gli afferrò il polso e lo strinse. Continuò a osservare il vicolo e dopo un altro minuto, Jace disse che fulmine o no, avrebbe guardato dentro la sua mente se non gli avesse detto cosa stavano osservando. Ral aggrottò la fronte e rispose che sarebbe già dovuto avvenire e spiegò che aveva seguito i passi di un planeswalker che gli altri membri del progetto non avevano ancora scoperto e che si recava lì ogni sera, preciso come un orologio. Arrivava, visitava alcuni luoghi della città e se ne andava prima del mattino. Jace chiese di quale planeswalker si trattasse e Ral rispose che era un umano che sembrava avere qualche contatto con i Boros, ma che non aveva avuto modo di interagire personalmente con lui. Jace chiese perchè voleva mostrarglielo e Ral spiegò che per sfortuna quel visitatore creava uno schema perfetto, che generava le informazioni più evidenti di tutte dal momento che viaggiava in un modo cosi sistematico che sarebbe stato banale per Maree e gli altri ricercatori estrapolare le sue discontinuità e scoprire quindi la verità sui planeswalkers; quel visitatore era un segreto che dovevano tenere nascosto a Niv-Mizzet. Aveva bloccato la parte dell'incantesimo che seguiva i suoi spostamenti ma temeva che altri avrebbero potuto scoprirlo. Jace disse che aveva capito e che dovevano trovare una soluzione logica, un piano che avrebbe portato tutti fuori strada in qualche modo. Ral lo interruppe e disse che lo avrebbero scoperto il giorno dopo.

Ral e Jace discussero a lungo, ignari di essere spiati dal planeswalker per cui erano venuti e alla fine decisero come agire secondo un piano, un inganno rischioso ma ingegnoso. Decisi i particolari, Ral disse che il rilevatore sarebbe stato impostato per monitorare la sua illusione e una volta che lui avrebbe amplificato la tempesta, Jace avrebbe potuto viaggiare fino al suo rifugio, mentre la sua copia sarebbe stata altrove; la tempesta sarebbe stata in contraddizione con sè stessa, una discontinuità che sarebbe stata identificata nello stesso modo di una normale magia: un risultato che sarebbe stato sufficiente per dimostrare che l'intero progetto era imperfetto. Jace annuì e mise fine alla conversazione viaggiando nella cieca eternità mentre Ral si infilò nelle fogne per tornare indietro. 

La fine del progettoModifica

Il giorno seguente, Ral si incontrò con Maree. Il mago delle tempeste non aveva dormito molto e accettò l'aiuto di Maree per salire sul tetto e lei chiese se fosse pronto per la modifica. Con uno sbadiglio Ral rispose di si, che avrebbe preparato la magia di potenziamento e di dargli un attimo perchè doveva evocare molto potere. Quando tutto fu pronto, Maree gli porse due cavi flessibili  che ronzavano e disse che poteva inserirli direttamente nell'alimentazione di Nivix, poi cercò i suoi occhi e gli disse che riguardo all'estensione che lei e gli altri ricercatori avevano creato, non era sua intenzione compiere azioni a lei non consone, il progetto era sotto la sua guida e lei avrebbe dovuto consultarlo. Ral non rispose, collegò i cavi al suo guanto e non potè non sentirsi euforico quando l'energia fluì attraverso di lui; si augurò che il piano ideato da lui e Jace funzionasse e diede inizio alla tempesta e Maree disse che avrebbero ottenuto una maggiore sensibilità su tutti i bersagli selezionati e che avrebbero scoperto ciò che causava le discontinuità. Mentre ricevevano i dati, Niv-Mizzet apparve e chiese ai suoi ricercatori se c'erano novità e il volto di Maree mutò dall'esultanza alla preoccupazione e disse che qualcosa non andava nei rilevamenti e che c'era qualcosa di irregolare. Ral chiese di farle vedere di cosa si trattasse e Maree gli mostrò il dispositivo di misurazione e disse che la tempesta aveva individuato una discontinuità. Si trattava del Patto delle Gilde vivente ma indicava anche che si trovava nel Decimo Distretto per tutto il tempo. Ral finse di analizzare i dati e disse che Beleren aveva una specie di condizione di mana su di sè e che la tempesta aveva individuato quella come una discontinuità elettrostatica. Maree disse che poteva trattarsi anche di un'illusione e Ral replicò che poteva essere un'altra oscillazione ordinaria e che senza una sufficiente ampiezza la tempesta non aveva la risoluzione per cogliere la differenza. Esasperata Maree lesse nuovamente il dispositivo e disse che quello era ciò su cui si basavano tutti i loro dati, che i soggetti non sparivano davvero ma semplicemente erano invisibili alla tempesta. Niv-Mizzet parlò e disse che quel sistema era chiaramente inaffidabile, Ral annuì e disse al Mentefiamma che era spiacente, che non avrebbe dovuto permettere a altre persone di regolare i rilevamenti e che il progetto era sotto la sua responsabilità. Niv-Mizzet disse che il progetto era annullato e prima di andarsene disse a Maree che se voleva dimostrare le sue doti, avrebbe dovuto rivedere quel lavoro dall'inizio. Maree assentì e dopo la partenza del drago la donna disse a Ral che era spiacente per il fallimento del progetto. Il mago delle tempeste reclinò la testa di lato, come per una leggera alzata di spalle e valutò di risponderle che presto avrebbe potuto raggiungerlo, ma poi decise che informarla di ciò sarebbe stato probabilmente compito del Mentefiamma.

Dialogo con JaceModifica

Ral chiese a Jace di incontrarlo durante uno spettacolo di acrobati dei Rakdos. I due si sedettero vicini in una delle file centrali, entrambi osservavano gli artisti sul palco come semplici membri del pubblico. Iniziarono a parlare telepaticamente e Jace disse che avrebbero potuto vedersi anche nella Sala del Patto delle Gilde a meno che lui volesse proprio assistere a uno spettacolo. Ral rispose che tutti i suoi visitatori ufficiali venivano registrati e quindi non era sicuro. Il telepate chiese di cosa si trattasse e l'altro rispose che c'era stato uno spostamento tra piani irregolare e che qualcuno aveva lasciato Ravnica in modo anomalo. Jace chiese come facesse a saperlo e Ral gli ricordò del progetto dei fulmini rivelatori. Il telepate disse che pensava che fosse stato abbandonato dopo che loro ne avevano modificato i risultati e l'altro rispose che era stato abbandonato solo ufficialmente. I pensieri di Ral si espansero: immagini di tempeste create magicamente e di meccanismi con sensori rilevatori invesero la sua mente, insieme a ricordi di mezze verità pronunciate con attenzione mentre il fiato di Niv-Mizzet lo inondava. Ral spiegò che i rivelatori individuavano ancora quando qualcuno viaggiava tra piani, ogni tanto dava un'occhiata ai risultati, ma li teneva nascosti al suo Parun e alla maggior parte della sua gilda. Lo aveva contattato perchè aveva visto uno spostamento di Vraska ed era stata la gorgone a lasciare Ravnica senza alcuna destinazione: lo schema relativo alla partenza era autentico, ma il punto di arrivo registrato era anomalo e la planeswalker non era più stata vista da quel momento; era come se fosse finita nel vuoto. Jace trovò la cosa affascinante, poi chiese se riuscisse ancora a vederlo quando lui andava via da Ravnica. Ral rispose che prima era andato su Zendikar e poi su Innistrad e chiese se stavolta sarebbe rimasto più a lungo o avrebbe lasciato Ravnica senza Patto delle Gilde a breve. Si alzò e uscì dal teatro. Una volta in strada venne raggiunto da Jace che lo richiamò. Ral fece un gesto con il suo guanto e disse al telepate che non doveva preoccuparsi, non avrebbe rivelato i suoi segreti, ma doveva ricordarsi che esistevano persone che avrebbero voluto avere il suo ruolo e gli consigliò di valutare la possibilità di impegnarsi di più finchè si trovava tra loro. Una donna si unì a loro, guardò Ral e disse a Jace che dovevano andare su Kaladesh. Lui disse che non era un buon momento e l'altra replicò che aveva trovato Tezzeret, poi viaggiò via senza aspettare una risposta. Ral andò via prima che Jace potesse abbandonare il piano.

Al servizio di Nicol BolasModifica

Durante la conversazione tra Nicol Bolas e Tezzeret su Amonkhet si è scoperto che Ral Zarek è al servizio dell'antico drago e che sta svolgendo una missione per lui.

ReferenzeModifica

Rappresentato inModifica

Testi di coloreModifica

GalleriaModifica

CuriositàModifica

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CAOS Dispersi: Ash Embereck - Arzakon - Dakkon Blackblade - Drabk - Eskil - Fatima - Fiers - Geyadrone Dihada - Grenfell Mor - Jared Carthalion - Kazz - Krim - Krimon - Lily - Marduk Blackwater - Masrath - Nailah - Parcher - Platon - Rafethrasa - Ramaz - Ravi Sengir - Ravidel - Sandruu - Tempè - Terrent Amese - Tessebik - Thomil - Thorn - Vram - Worzel - Yawden - Zakk
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S Scintilla esaurita o persa: Azor I - Kuthuman - Slobad
Barra
Lapide Deceduti: Altair - Azar - Baltrice - Bo Levar - Boragor - Chaney - Commodore Guff - Daria - Dyfed - Elspeth Tirel - Faralyn - Feroz - Freyalise - Greensleeves - Grinth - Jeska - Kenan Sahrmal - Kento - Kristina - Leshrac - Liana - Manatarqua - Meshuvel - Serra - Sifa Grent - Taysir - Tevesh Szat - Urza - Venser - Vronos - Windgrace - Xenagos