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Personaggio
Nicol Bolas7
Nome Nicol Bolas
Originario di Dominaria
Lifetime -25.000 A.R.
Razza Antico Drago Planeswalker
Titolo
  • Imperatore di Madara
  • Planeswalker
  • L'Ingannatore
  • Dio Faraone
  • Il Devastatore
  • L'Asceso
Stato Vivo


Nicol Bolas (nato inizialmente come Nicol scelse e aggiunse Bolas al suo nome) è il più potente dei cinque draghi sopravissuti alla guerra dei draghi e utilizza il mana nero, rosso e blu. È il fratello gemello di Ugin.

È considerato uno dei più potenti planeswalker ed è uno dei più antichi esseri viventi del Multiverso. Tiranno dei mondi, Nicol Bolas è una forza di brutale distruzione, disposto ad annientare tutte le magie e le menti che lo ostacolano. Testimone di innumerevoli guerre, cataclismi e rivalità. È inoltre sopravvissuto alla distruzione del suo Impero di Madara su Dominaria per mano di Tetsuo Umezawa, agli epici duelli contro i planeswalker Teferi e Leshrac e alla Riparazione che curò il Multiverso e cambiò la natura intrinseca della scintilla dei planeswalker, causando la morte di molti di loro. Sebbene sia ancora uno degli esseri più potenti del Multiverso, Nicol Bolas è ossessionato dal suo desiderio di riconquistare i poteri semidivini che possedeva prima della Riparazione. A quei tempi i planeswalker erano mutaforma senza tempo, la cui supremazia era limitata unicamente dalla loro esperienza e sapienza. L’antico drago si è visto privato di quel potere ed è disposto a tutto pur di riacquistarlo. Per Nicol Bolas, tutto il potere del Multiverso non è abbastanza.

Le cronache di BolasModifica

I gemelliModifica

Nicol venne generato dall'Ur-Drago insieme a suo fratello gemello Ugin. Dove in ogni altro uovo c'era solo un drago, i due si svegliarono insieme, si diedero i loro nomi e toccarono il suolo nello stesso istante. Nicol rimase incastrato e, mentre suo fratello lo aiutava a liberarsi, i due videro la sorella Merrevia Sal combattere contro degli umani venire uccisa. Nicol voleva vendicarla, ma Ugin replicò che i loro nemici erano molti, mentre loro solo in due e lo convinse ad andare a cercare gli altri fratelli e sorelle. Nicol vide un drago afferrare una bestia in fuga con grazia e potenza inaudite; poteva ancora sentire dentro di sè l'urlo di morte di sua sorella e si disse che morire era orribile, mentre essere il cacciatore era meglio.

La Prima LezioneModifica

Raggiunsero Chromium Rhuell che li guardò con disapprovazione, li chiamò "giovani" e chiese perchè lo stessero disturbando. Nicol replicò che erano caduti dallo stesso battito d’ali, ma Chromium disse che si erano schiusi più tardi e quindi erano più giovani, oltre a essere anche più piccoli di dimensione rispetto a lui. Spiegò che avevano disturbato la sua osservazione delle varie creature che vivevano nel lago, e poi dal momento che tutti i draghi nascevanano con il dono dei nomi, chiese perchè loro avevano solo un nome. Ugin spiegò che erano gemelli e Chromium disse che quindi avevano due nomi ma li condividevano tra loro, uno per ciascuno, e ciò spiegava anche le loro dimensioni e il perchè sembrassero molto più giovani. Alla fine disse che voleva tornare alle sue osservazioni e non poteva farlo se loro due restavano lì a parlare ad alta voce e disturbare la fauna selvatica. Nicol chiese della caccia e Chromium rispose di andare a cercare Palladia-Mors. Trovarono la loro sorella su una vasta prateria mentre stava cacciando e la videro atterrare di fianco al cadavere della sua preda e iniziare a mangiare. Quando si avvicinarono lei lanciò una fiammata d’avvertimento nella loro direzione e il suo gemello spiegò che Chromium Rhuell aveva suggerito loro di cercarla per imparare qualcosa sulla caccia. Palladia-Mors li derise che erano troppo piccoli per cacciare, infuriato Nicol replicò che loro ci sarebbero riusciti e una volta che avrebbero imparato come fare sarebbero stati migliori di lei nella caccia. Sua sorella rispose che potevano avere ciò che restava della sua prede perchè voleva andare a ucciderne una più saporita per il suo pasto. Lei volò via e dal momento che Nicol non voleva mangiare gli avanzi di qualcun’altro anche i gemelli volarono via. I due iniziarono a cacciare ma le loro prede avevano molta più esperienza nella fuga di quanta loro nella caccia. Quando finalmente riuscirono a bloccare una piccola gazzella, Palladia-Mors rubò loro la preda. Nicol voleva inseguirla ma Ugin gli fece notare che se si fossero infuriati avrebbe vinto lei. Si allontanarono dal territorio di caccia della sorella e finalmente riuscirono ad abbattere un animale e a mangiare. Nicol gli disse che se avessero imparato a lavorare insieme avrebbero potuto cacciare meglio della loro sorella.

I gemelli impiegarono anni a perfezionare le varie tecniche nella caccia di coppia e alla fine, erano facilmente in grado di catturare la loro preda indipendentemente dalla velocità e dall’astuzia dell’animale. Durante quel periodo esplorarono altri territori e per diverse volte vennero inseguiti da Vaevictis Asmadi che, con i suoi fratelli, difendeva furiosamente un territorio che aveva proclamato suo terreno di caccia. Un giorno, i due si misero a osservare un insediamento sulla riva del fiume abitato dagli umani e con loro grande sorpresa scoprirono che Arcades Sabboth viveva lì. Nicol disse che non aveva compreso che gli umani potessero fidarsi dei draghi. Si avvicinarono apertamente ma vennero attaccati, Nicol reagì per difendersi ma venne colpito e ferito lievemente da Arcades che era intervenuto in difesa degli umani. Ugin si frappose tra i due gridando che volevano solo parlare. Andarono verso la collina e il suo gemello si scusò per entrambi con Arcades dicendo che avevano creduto che gli umani fossero abituate alla presenza dei draghi. Arcades pronunciò i loro nomi ma Nicol lo coresse dicendo che lui si chiamava Nicol Bolas. Ugin chiese spiegazioni e l'altro rispose che tutti i veri draghi avevano due nomi. Arcades disse che i suoi "esemplari" avevano creduto che loro volessero attaccarli e spiegò che lui li proteggeva dagli altri draghi e stava anche insegnando loro un percorso di vita migliore. Bolas chiese perchè fosse tanto interessato a loro e l'informò che alcuni di quella razza avevano ucciso una delle loro sorelle. L'altro rispose che la lotta faceva parte del ciclo della vita e della morte e che anche gli umani avevano il diritto di vivere proprio come i draghi. Li invitò a restare nella città come suoi ospiti a patto che seguissero le regole di legge e ordine che aveva stabilito in quella colonia. I gemelli accettarono.

Rimasero per anni nella città di Arcades e osservarono lo sviluppo e l'espansione degli umani. Un giorno mentre Nicol Bolas si trovava su un tetto di un edificio ci fu un omicidio. Venne raggiunto da Ugin che quando seppe che era rimasto fermo senza fare nulla chiese perchè non era intervenuto. Bolas rispose in modo enigmatico che forse lo aveva fatto, spiegò che aveva scoperto un modo migliore per ottenere vendetta e chiese se sarebbe andato con lui. Ugin chiese dove voleva andare e l'altro rispose che aveva intenzione di vendicare la loro sorella e senza aspettare risposta volò via.

Ciò che è invisibileModifica

Durante il suo viaggio per ritornare alla montagna dov'era nato, Nicol Bolas venne individuato e inseguito da Vaevictis Asmadi e i suoi fratelli. Vide Ugin che stava chiamando il suo nome e poi svanì dietro una collina. Osservò il suo gemello ingannare il cugino e volare nella sua direzione. Quando arrivò, Bolas apparve improvvisamente vicino a lui e chiese cosa fossero i globi che aveva usato. Ugin spiegò che erano una magia che aveva imparato da Te Ju Ki. Bolas criticò la sua amicizia con l'umana e alle domande di Ugin rispose dicendo che nessun umano, per quanto vecchio, poteva essere più saggio del drago più giovane, perché i membri della loro razza erano nati con la più alta dignità, intelligenza e potere di tutte le creature. Concluse che aveva imparato qualcosa di speciale e chiese se volesse sapere di cosa si trattava. Suo fratello non si mostrò interessato e replicò che non gli piaceva il modo in cui parlava degli umani: era vero che alcuni di loro erano stolti, furiosi, avidi o egoisti; ma altri erano creature intelligenti, sagge e altruiste. Era d'accordo con lui solo sul fatto che come individui si spezzassero facilmente. A quell'ultima frase Nicol rise con sarcasmo e poi disse che gli avrebbe rivelato comunque i suoi speciali insegnamenti, dato che erano gemelli e dovevano condividere ogni cosa.

Si rimisero in viaggio e affamati dopo il lungo volo cacciarono e uccisero quattro prede. I gemelli stavano per mangiare quando Palladia-Mors atterrò tra loro, vide le loro prede e disse che quello era il suo territorio di caccia. Nicol si mise sulla difensiva mentre Ugin rispose che erano solo di passaggio e che stavano andando nella montagna dov'erano nati. Palladia afferrò i quattro cadaveri delle prede per portarli fuori dalla loro portata e disse che era meglio se non andavano in quel luogo e spiegò che gli umani che vivevano lì credevano di essere dei cacciatori di draghi. Continuò che avrebbe ucciso i loro capi quando ne avrebbe avuto voglia, ma prima voleva mangiare il delizioso banchetto che loro due le avevano gentilmente preparato. I gemelli si rimisero in viaggio, affamati ma dal momento che la loro sorella li stava seguendo non cacciarono nulla per evitare che Palladia rubasse nuovamente la loro preda. Quando però arrivarono vicino alla montagna lei tornò indietro.

I gemelli rimasero sorpresi quando videro gli insediamenti fortificati non tanto per il cambiamento del panorama ma perchè le strutture degli umani erano state costruite sfruttando ciò che restava dei cadaveri dei draghi. Nicol disse con rabbia che avevano trasformato la loro sorella in un ornamento mentre Ugin ero troppo turbato per parlare. Nonostante volassero in alto dei corni segnalarono il loro arrivo e i due vennero attaccati con degli enormi dardi di metallo. Nicol riuscì ad evitarli ma uno di essi colpì la zampa di Ugin. I gemelli riuscirono a fuggire e una volta al sicuro, Nicol disse che gli umani li avrebbero inseguiti perchè erano dei draghi e volevano il loro potere per se stessi. Ugin rispose di andare via visto che se quel dardo lo avesse colpito più in profondità, il suo veleno lo avrebbe ucciso. Lui replicò che loro erano tornati lì per vendicare la loro sorella e suo fratello replicò che non avrebbe agito come Vaevictis e i suoi fratelli: non avrebbe macellato creature innocenti. Nicol gli promise che non avrebbe dovuto uccidere nessuno e spiegò che lui aveva imparato una cosa che nessun’altro sapeva fare.

Guerra dei draghi e ascensioneModifica

Migliaia di anni prima della guerra dei fratelli, i draghi antichi erano impegnati in un conflitto per il predominio. Nicol Bolas emerse vittorioso dalla guerra insieme a pochi altri sopravvissuti e durante quel periodo ascese, divenendo un planeswalker.

Alcuni migliaia di anni dopo, combatté contro un demoniaco leviatano nel primo duello tra planeswalker sul giovane piano di Dominaria. La lotta durò un mese e ridusse il continente di Madara ad un terzo della sua dimensione originale, creando la prima frattura dimensionale del multiverso. Alla fine il drago antico usò il suo tocco (un attacco mentale distruttivo) e riuscì a sconfiggere il suo nemico. Dopo la battaglia, Bolas banchettò con i resti del leviatano per un anno, assorbendo i poteri del planeswalker sconfitto. Quando finì, tutto ciò che rimase fu il Cancello degli Artigli che Nicol Bolas amava visitare spesso per riassaporare la propria vittoria.

Il dispensatore di leggeModifica

Circa 1300 anni prima degli eventi del Blocco di Ixalan, Nicol Bolas stava cercando informazioni su una sfinge noto come "dispensatore di legge". il drago aveva visitato tre piani in cui i popoli adoravano quell'essere giunto da una terra lontana. Sentiva che non poteva essere una coincidenza; le storie erano sempre le stesse: una sfinge che arrivava da un luogo lontano e sconosciuto e creava un sistema di giustizia per la popolazione, per poi svanire di nuovo, lasciando sul piano complicati codici legali. Capì che si trattava di un planeswalker ieromante e lo classificò come suo nemico. Scoprì che si chiamava Azor e decise di scoprire il più possibile su di lui. Per molti anni e su molti mondi, Bolas raccolse indizi relativi ai piani della sfinge. Infine, su un piano devastato dalla guerra a causa di Azor, il drago incontrò una maga della legge intenta a osservare sconsolatamente una statua spezzata della sfinge. Le lesse la mente e vide che la donna aveva ascoltato di nascosto una conversazione tra Azor e Ugin in cui i due avevano pianificato la fine di Bolas. Essere definito "Il vero male" ara per lui una grande lusinga e decise di andare a occuparsi di Ugin.

Scontro con UginModifica

1280 anni prima delle vicende narrate in I Khan di Tarkir, su Tarkir Nicol Bolas proiettò una visione nella mente di Yasova, il Khan dei Temur, che le fece vedere un falso futuro di pace senza draghi, in modo da manipolarla per trovare Ugin e ucciderlo. Seguendo le istruzioni dell'antico drago Yasova tenne traccia delle tempeste draconiche, segnalandole e lasciando una scia incidendo dei marchi, che rappresentavano le corna ricurve di Bolas sul terreno; il percorso inciso dalla donna era infatti una magia di localizzazione che poteva essere visto dall'alto e che guidò Bolas dallo Spirito Drago. Quando vide il suo nemico, Bolas si diresse direttamente verso di lui con l'obiettivo di distruggerlo, ma Ugin si accorse della sua presenza si avvicinò a lui con una sferzata d'ali e i due draghi planeswalker si fronteggiarono. In un tono basso, Bolas parlò a Ugin con parole taglienti a cui lo Spirito Drago rispose controllato e serio con una nota di avvertimento e il sorriso si dipinse sul volto di Bolas. I due draghi volteggiarono l'uno intorno all'altro vorticando, con gli occhi alla continua ricerca di un punto debole in cui affondare, le nubi della tempesta li circondavano come due titani nell'occhio del ciclone. Bolas e Ugin si lanciarono l'uno all'inseguimento dell'altro, a volte cambiando direzione, ognuno rispondendo ai movimenti dell'avversario con affondi e finte, Bolas emise una folata di fumo dalle narici e colpì l'ala di Ugin che schivò di lato e tentò di afferrarlo tra le fauci. I due si lanciarono magie, ma non l'uno contro l'altro; semplici rune scintillanti nell'aria in preparazione della battaglia. Girarono l'uno intorno all'altro tentando affondi con artigli e fuoco, mai troppo concentrati su una strategia, mai compiendo la prima vera mossa. Poi Ugin ruggì e attraverso le tempeste i draghi di Tarkir ruggirono in risposta per poi apparire a frotte scagliandosi verso la battaglia per combattere al fianco del loro progenitore. Il ghigno di Bolas sparì e reagì agli attacchi con una raffica di magie, colpendo Ugin con le sue strane parole, un attacco mentale che fece indietreggiare lo Spirito Drago mentre blocchi di scaglie scintillanti si staccavano dal suo corpo e le ali si affannavano per mantenerlo in volo. Ugin si voltò in aria e rispose con la sua magia scagliando un arco attraverso il corpo di Bolas, con un torrente di fuoco invisibile, seguito da un affondo di una pallida foschia dalla forza di un tuono e poi ruotò in aria lanciando altri assalti invisibili. Bolas respinse molti assalti, ma altrettanti andarono a segno e la sofferenza apparve chiara sul suo volto. Nel frattempo gli altri draghi erano quasi giunti sul luogo della battaglia pronti a combattere contro Bolas quando all'improvviso un crepito di energia elementale eruppe da terra, si trattava di Yasova che utilizzò nuovamente la magia delle rune dei marchi ma con uno scopo più distruttivo: con un'ondata devastante, la magia colpì tutti i draghi con un colpo solo spingendoli a combattere con una strana frenesia di sangue contro Ugin. Bolas osservò la progenie dello Spirito Drago urlare e attaccare malignamente il suo creatore poi attaccò personalmente e diede il colpo finale a Ugin mettendo fine alla battaglia. Guardò il suo nemico sconfitto precipitare a terra e dopo essersi assicurato di averlo ucciso se ne andò da Tarkir viaggiando nella cieca eternità.

Imperatore Di MadaraModifica

Su Madara le tre linee di mana nero, rosso e blu, si univano in un unico punto che Nicol Bolas considerava perfetto per i suoi piani. Uccise l'imperatrice di Madara e costruì nel punto focale il suo santuario imperiale. Da lì regnò per 400 anni come dio imperatore di Madara.

Purtroppo per lui, Bolas creò il suo peggior nemico: il campione imperiale Tetsuo Umezawa che dopo aver superato diverse prove rinunciò al titolo e dichiarò la sua intenzione di uccidere Bolas. Utilizzando l'incantesimo del Martello Meteorico distrusse il culto imperiale di Bolas, mentre il drago si trovava dentro il Santuario nella sua forma fisica, recidendo il legame con Dominaria. Il drago antico ignaro della trappola andò sul Bolas's Meditation Realm per recuperare le forze ma lì fu inseguito da Umezawa, che approfittando della debolezza del planeswalker riuscì ad ucciderlo. Tuttavia un residuo spettrale della forza vitale di Nicol Bolas rimase legata all'interno della frattura dimensionale di Madara.

RiparazioneModifica

Imprigionato su Madara, Bolas vide il peggioramento delle fratture dimensionali e assistette all'invasione delle sue terre da parte dei nekoru e dei loro seguaci. Quando Teferi si perse all'interno di una frattura dimensionale, Bolas fece in modo di far arrivare i compagni del planeswalker sulla sua spiaggia vicino ai Cancelli dell'Artiglio e si presentò a loro come Sensei Ryu. Usando la scintilla di Venser (che l'inventore non era ancora consapevole di possedere), Bolas riusci' a fuggire dalla sua prigione e rinascere sul piano fisico. Per "ringraziare" coloro che l'avevano aiutato, Bolas mostrò loro il suo potenziale, fortunatamente per il gruppo, Teferi riuscì a ritrovare i suoi compagni e per cercare di proteggerli dalla "gratitudine" del antico drago, affrontò il planeswalker.

Teferi venne sconfitto, ma il mago condivise con l'antico drago le sue conoscenze sulle fratture dimensionali e Bolas, comprendendo la gravità del problema, decise di andare via. Prima però giurò di vendicarsi di ogni discendente della stirpe Umezawa, per poi viaggiare su Kamigawa.

Più tardi Bolas tornò su Madara, lì subì l'agguato di Leshrac che lo sfidò a duello. Quest'ultimo venne sconfitto dopo una lunga battaglia, e venne imprigionato nella maschera del Myojin dei Confini della Notte.

In seguito Bolas disse a Teferi di aver osservato la frattura dimensionale su Madara e si assunse la responsabilità di chiuderla. Lo fece usando la scintilla di Leshrac e provocando la morte del planeswalker. Credendo impossibile che Teferi e i suoi compagni riuscissero a prevenire il collasso del multiverso, Bolas viaggiò su un piano sconosciuto affermando che aveva ideato una strategia per preservare se stesso. Quando alla fine Jeska si sacrificò per utilizzare l'incantesimo che avrebbe chiuso tutte le fratture dimensionali, il potere di tutti i planeswalker più antichi sopravvissuti alla Riparazione cambiò anche Nicol Bolas, perse molti dei suoi poteri ma conservando la sua forza formidabile di antico drago.

La corruzione di AmonkhetModifica

Prima di perdere completamente i suoi poteri da planeswalker per colpa degli effetti della riparazione, Nicol Bolas arrivò su Amonkhet. Aveva solo pochi giorni per il compimento del suo piano, il tempo appena sufficiente per mettere in pratica il metodo per ottenere di nuovo lo stato di divinità. Di solito i piani del drago si sviluppavano su millenni e la sua percezione si basava su secoli, un sinuoso labirinto di possibilità, circostanze, statistiche e probabilità. Un approccio deciso e violento non poteva essere ritirato o modificato una volta che era iniziato doveva essere portato a compimento. Le sue scelte dovevano essere identiche: nessun dubbio, esitazione o incertezza; pura violenza. Bolas volteggiò all’esterno dell’Hekma e vide le otto divinità del piano all'interno della città. Oketra gli scagliò contro una freccia che lo colpì al fianco, ma Bolas si mise a ridere per poi scendere verso l'Hekma e valutarne la resistenza con un artiglio. Un’altra freccia venne lanciata, ma il drago la divise e poi la dissolse in aria. Hazoret sollevò la sua lancia e invitò le divinità ad attaccare. Il loro impegno nel proteggere i mortali lo divertì e pensò che quelle divinità erano interessate al loro piano più di quanto lui lo fosse mai stato nei confronti dei mondi che egli stesso aveva creato. Bolas fece un movimento con il capo e frantumò la mente di Kefnet, che cadde a terra, accasciandosi immobile. Sorrise, stese un artiglio e un fascio di luce attraversò la barriera. Le divinità impugnarono le loro armi e ringhiarono in segno di sfida. L’Hekma vacillò e il foro si allargò a sufficienza per permettere a Bolas di passare. Le divinità lo attaccarono tutte insieme ma lui evitò ogni colpo diventando immateriale. Atterrò sulla cima della torre più alta, chiuse gli occhi e iniziò a preparare una magia: il momento della violenza era giunto. Un’ondata di mana turbinò intorno a lui e quando riaprì gli occhi ogni mortale sufficientemente cresciuto da camminare si dissipò in aria. Una brillante luce bianca avvolse Naktamun e le sette divinità caddero in ginocchio dal tormento per le innumerevoli anime che erano appena svanite. L’improvvisa perdita di vite rese inermi tutte le divinità tranne Hazoret e Oketra, che fuggirono. Le seguì con tranquillità verso il mausoleo. Percepì il battito dei cuori dei bambini sopravvissuti oltre la porta, sogghignò alla perfezione del suo piano e lentamente sciolse il sigillo magico delle divinità, godendosi la sensazione di disperazione che sentiva. Hazoret sollevò la lancia e urlò che i figli di Naktamun non sarebbero morti per mano di una bestia e Bolas replicò che sarebbero morti trafitti dalla lancia della dea. Si fece strada attraverso la porta del mausoleo. Oketra e Hazoret si lanciarono all’assalto ma, con il movimento di un artiglio, scagliò verso di loro un’ondata di magia e le menti delle due divinità divennero completamente vuote e caddero a terra sconfitte.

Soddisfatto, Bolas continuò la sua opera. Il passo successivo del suo piano richiedeva autonomia, un popolo che fosse disposto a compiere il lavoro senza la sua presenza. Vi erano molte opzioni con molti risultati, ma il tempo era agli sgoccioli e così scelse la soluzione più rapida: la scelta più forzata. Ritornò in superficie e prese tre divinità per sé e le ripose lontano, poi corruppe e manipolò le leyline che attraversavano le rimanenti divinità, costringendole a dimenticare le loro origini, legando la loro esistenza a lui e obbligandole a cancellare ogni altro ricordo. Aprì le tombe sotto la città e guidò i corpi incantati dei defunti all’esterno del mausoleo in modo che si occupassero dei bambini. Sovrascrisse le storie del piano e impose al secondo sole di muoversi in modo da essere un conto alla rovescia per il suo ritorno: ciò sarebbe stata la base delle sue macchinazioni su quel mondo. Infine costruì un trono all’interno del perimetro della città, eresse un monumento con le sue fattezze, un omaggio alle sue imponenti corna, e lo incantò affinché apparisse immobile da ogni punto di vista: costruì il monumento per inquadrare il piccolo sole all’orizzonte nel momento da lui previsto. Si sentì fiero e pensò che la vanità era sopravvivenza quando si perdeva rapidamente l’onnipotenza. Concluse promettendo di tornare e la sua promessa prese forma di una profezia nelle menti delle divinità e degli abitanti. Ripartì nella cieca eternità in attesa che il secondo sole percorresse lentamente il suo cammino. Da lontano, Bolas gestiva e monitorava le macchinazioni su altri mondi, anno dopo anno, aspettando di poter raccogliere il risultato dei suoi sforzi su Amonkhet.

Un tempo eravamo deiModifica

Nicol Bolas accolse Liliana Vess con voce rombante dicendole che era in ritardo, parlandole ancor prima che lei lasciasse completamente il mondo precedente. Disse che lui poteva aiutarla, ma che l'immortalità era al di fuori della portata di chiunque in quel momento. Liliana replicò con sarcasmo e Bolas commentò sulla loro decadenza e disse che un tempo erano dei e creavano scompiglio tra i piani conosciuti e non. Liliana disse a Bolas che fino a quel momento lui non era caduto e l'antico drago rispose che lei non l'aveva conosciuto al culmine della sua forza e che aveva perso più potere di quanto lei avesse mai potuto imparare in una decina di vite. Liliana disse di dargliene cento, di guardarla, che poteva sentire la morte che le sospirava sul collo e lui replicò che la sentiva perchè era stata una fedele compagna in tutti quegli anni. Liliana ribattè che la morte non era stata una compagna, ma uno strumento da infliggere agli altri non da accogliere per sè stessa. Divertito, Bolas disse che era sicuro che uno dei suoi vecchi maestri non sarebbe stato d'accordo con lei, che sicuramente aveva appreso dai vampiri quando si era recata su Innistrad; aveva studiato con i lich, i maestri della necromanzia e concluse che loro le avrebbero fatto accogliere la morte e andare oltre senza temerla. Liliana rispose che una regina non regnava sul suo popolo facendone parte e che se lei avesse voluto seguire quella strada, adesso sarebbe stata su Innistrad e non lì. Chiese se fosse in grado di aiutarla e Bolas rispose che come le aveva già detto, poteva metterla in contatto con gli esseri che potevano aiutarla. Liliana disse che le aveva parlato di quattro demoni e che il costo per i loro servigi era la sua anima, un prezzo che avrebbe pagato al momento della sua morte. Bolas disse che non era così semplice e Liliana replicò che nulla era mai semplice con lui e l'antico drago rispose che molte idee che la sua mente non sarebbe riuscita neanche a iniziare a immaginare, per lui erano semplici. Liliana sbuffò e disse che la sua modestia la lasciava senza fiato e Bolas rispose che si trattava di una semplice verità. In fondo lei era solo una semplice umana. Liliana ripetè che un tempo erano dei e disse che aveva bisogno di riavere quel potere, la gioventù e la forza anche a costo della sua anima. Bolas annuì e disse che l'anima non era un gingillo che poteva consegnare a un demone o un oggetto che lui poteva raccogliere al momento della sua morte; lei avrebbe rinunciato alla sua anima perchè nessuno con un frammento di anima poteva riuscire nell'impresa che avrebbe dovuto compiere per pagare il suo debito. Liliana sussultò e Bolas continuò che non intendeva tediarla dopo tutte le imprese che aveva compiuto: sapeva che aveva studiato con i più grandi necromanti di tutti i piani, che aveva massacrato gli angeli e superato l'uomo corvo, colui che l'aveva avviata su quel cammino. Liliana annuì e Bolas concluse che forse aveva già perso la sua anima. Liliana guardò fisso nell'occhio di Bolas che non si chiudeva mai e disse di porre fine a quella storia.

NIcol Bolas condusse Liliana dai demoni, ognuno su un mondo diverso e le diede dei consigli su come comportarsi con loro. Dopo che la portò da Kothophed per il quarto e ultimo patto, l'antico drago se ne andò per la sua strada.

La Caduta del CercatoreModifica

Dopo aver respinto e sconfitto diverse creature su Grixis, Tezzeret venne avvicinato da Bolas, che gli offrì il potere in cambio di servitù. 

Agents of ArtificeModifica

Nicol Bolas aveva fondato il Consorzio Infinito, una struttura interplanare il cui controllo fu usurpato da Tezzeret in un sanguinoso colpo di stato. Nonostante avesse perso la scintilla, Bolas possedeva ancora la sua capacità di leggere la mente e Tezzeret per proteggere i suoi segreti arruolò Jace Beleren. Quando l'artefice fu contattato da un agente di Bolas per una trattativa su un piano sconosciuto, Tezzeret portò Jace con sé in modo che l'antico drago non potesse sondare la sua mente. Bolas riuscì comunque a distrarre Jace conversando mentalmente col mago mentale e superando le sue difese, costringendo i due a fuggire.

Dopo la sconfitta di Tezzeret da parte di Jace, si scopre che a mettere i due uno contro l'altro era stato un piano di Liliana Vess, concordato con Bolas affinché in cambio del suo Consorzio l'antico drago l'avesse aiutata a risolvere il suo problema. L'accordo finisce nel nulla ma Bolas ottenne il corpo martoriato e privo di mente di Tezzeret e lo portò sul Bolas's Meditation Realm.

ConfluxModifica

Durante gli effetti finali della riparazione, Nicol Bolas era fuggito su Grixis, uno dei frammenti di Alara. Per recuperare la sua scintilla di planeswalker scatena una guerra su ogni frammento, consapevole che dopo milenni il piano sarebbe tornato unito e che tutti gli incantesimi della guerra avrebbero generato un Maelstrom ricco di mana. Sebbene i suoi piani furono fermati da Ajani che voleva vendicare la morte del fratello, Nicol Bolas riuscì ad assorbire quasi completamente il Maelstrom e ciò fu sufficiente a farlo tornare a essere un planeswalker.

La Maledizione del VeloModifica

Bolas mostrò un notevole interesse per il Velo, un potente manufatto trovato da Liliana Vess, e inviò Sarkhan Vol per seguire i suoi movimenti.

Avvento degli EldraziModifica

Qualche tempo dopo, Bolas prese nota della natura particolare di Zendikar e studiò l'Occhio di Ugin. Molto tempo dopo, l'antico drago inviò Sarkhan Vol a fare la guardia all'occhio. Ma Sarkhan Vol era in errore, tempo prima Bolas aveva sconfitto Ugin e leggendogli la mente, era venuto a conoscenza di una grande quantità di informazioni sugli eldrazi e sul modo di liberarli. Manipolando Chandra Nalaar e sfruttando la curiosità di Jace Beleren, Bolas ottenne uno scontro all'interno della stanza dell'occhio, anche se non liberò gli eldrazi, indebolì molto la loro prigione. Quando Sarkhan accusò Bolas di averlo usato, il drago antico lo calmò dicendogli che si prende sempre cura delle sue pedine, sorridendo osservò Tezzeret mentre veniva rigenerato dal suo mana nero .

Test of MetalModifica

In una grotta su Jund, composta unicamente da sangrite, Tezzeret si svegliò rigenerato da Bolas sia nel corpo che nella mente, anche se notò con grande orrore che al posto del braccio di etherium, non ricreabile dal drago antico, aveva nuovamente il suo braccio di carne. Bolas spiegò a Tezzeret la sua nuova missione, ovvero trovare Crucius e scoprire i suoi segreti. Per evitare un nuovo tradimento da parte dell'artefice, Bolas usò una costrizione mentale senziente chiamata dottor Jest, che prese il controllo del sistema nervoso di Tezzeret.

Quando Bolas arrivò sull'Isola di Metallo, creò un legame mentale con Tezzeret per leggerne i ricordi, e quando Baltrice e Jace arrivarono, lesse anche le loro menti (liberando inconsapevolmente il mago mentale dal manufatto infetto dell'artefice).

Dopo la partenza di Sharuum scoppiò una violenta battaglia tra i planeswalker, che si concluse con l'apparente vittoria di Bolas, il quale durante la lotta sentì il suo potere e la sua concentrazione diminuire. Tezzeret rivelò a Bolas il suo piano per intrappolarlo per sempre. Tuttavia il drago antico aveva anticipato le azioni dell'artefice e aveva mandato un simulacro sull'isola di metallo in modo da scoprire i segreti che Tezzeret aveva imparato, per poi mandare l'artefice in una nuova missione su Mirrodin.

Non canonicoModifica

In seguito alla pubblicazione di diverse storie web che contraddicono molti degli eventi raccontati in questo libro, Test of Metal non è considerato canonico con la storia di Magic.

Dark DiscoveriesModifica

Nonostante gli ordini di Bolas, Tezzeret non viaggiò su Mirrodin. L'antico drago mandò cosi un demonietto per rammentargli nuovamente la sua missione: andare su Mirrodin e infiltrarsi nella città dei vedalken per impedire che i phyrexiani si riunissero sotto un unico leader.

Tezzeret ignorò i suoi ordini per ben tre volte e Bolas decise di andare personalmente da lui. Dopo averlo convinto, con riluttanza Tezzeret raggiunse il piano.

La Catena RiforgiataModifica

All'insaputa di Nicol Bolas, Sarkhan Vol riuscì grazie al Fulcro a tornare indietro nel tempo di 1280 anni nel passato di Tarkir e assistette allo scontro tra i due draghi planeswalker. Tuttavia, dopo che Bolas se ne andò, Sarkhan usò la sua magia draconica sull'edro che aveva portato con sè da Zendikar attivandolo e riuscendo così a creare un bozzolo protettivo che avvolse il corpo di Ugin dentro di sè in un mistico guscio impenetrabile che avrebbe permesso allo Spirito Drago di guarire.

Una missione per VraskaModifica

Nicol Bolas mandò un invito a Vraska in modo che potesse raggiungerlo nel suo Piano di Meditazione. Dopo che arrivò, si manifestò a lei, si presentò e si disse lieto che avesse accettato. Voleva che mettesse il suo talento al suo servizio. Vraska rispose che non era interessata a nuovi clienti e Bolas le lesse la mente e continuò che lei voleva essere una condottiera, desiderava ardentemente un mondo migliore per coloro che considerava i suoi compagni ed era disposta a qualsiasi cosa purché essi ottenessero il rispetto che meritavano. Vraska capì che le stava leggendo la mente e cominciò a raccogliere l’energia magica necessaria per pietrificarlo, ma il drago la fermò dicendole che poteva fare di lei il capo dei Golgari. Vraska chiese cosa volesse in cambio. Bolas disse che doveva recuperare un oggetto che si trovava a Orazca, su Ixalan. L'altra accettò pensando che se le cose si mettevano male poteva sempre tradirlo, ma Bolas replicò a quel pensiero dicendole che non poteva farlo. Uscì dalla sua mente e le donò una bussola taumaturgica, spiegandole che l'avrebbe guidata nella sua ricerca della città dorata e poi disse che le avrebbe donato la conoscenza di due concetti: le trasmise la magia per chiamare il suo socio a Orazca senza però rivelarle la sua identità e poi la inondò di informazioni sulla navigazione. Quando finì, Bolas disse a Vraska di partire per il suo viaggio e l'avvertì che non sarebbe potuta tornare finché la sua missione non sarebbe stata compiuta.

Ritorno su AmonkhetModifica

Durante l'era della promessa, Nicol Bolas tornò su Amonkhet. Atterrò di fronte al trono e i suoi artigli sferragliarono sulla pietra rifinita, osservò la morte e la distruzione scolpite in tutta Naktamun e sorrise. Alcuni degli abitanti sopravvissuti corsero vers di lui, Bolas li osservò e sollevò una mano artigliata: dal cielo scese una valanga di fiamme nere, che consumò tutto ciò con cui venne a contatto. L’esultanza dei mortali per l'arrivo del Dio Faraone si trasformò in urla di terrore alla vista della distruzione che pioveva dal cielo. Il drago guardò verso i Cancelli dell'Aldilà dove lo Scarabeo Divino era in attesa, spalancò le ali e si accovacciò, pronto a sollevarsi in aria. La sua attenzione venne attirata dalla voce di Bontu che lo salutò chiamandolo per nome per poi inginocchiarsi verso di lui. La dea continuò che aveva servito con fedeltà in sua assenza: aveva raccolto solo i più ambiziosi e i più forti affinché fossero i suoi degni morti; aveva rimosso dalle messi i dissenzienti; aveva liberato Naktamun da coloro che avrebbero danneggiato il suo lavoro e aveva mantenuto i fili che il drago aveva intrecciato nell’essenza delle altre divinità. Concluse che viveva per servirlo, di parlare e lei avrebbe agito. Hazoret chiese spiegazioni alla sorella per le sue parole e Bolas disse a Bontu di ucciderla.

Le due divinità lottarono e alla fine Bontu vinse e distese Hazoret ai piedi di Nicol Bolas, si inginocchiò di nuovo e disse che aveva compiuto ciò che aveva chiesto. In risposta il drago sollevò lentamente un artiglio e colpì Bontu con un proiettile di energia oscura facendola crollare al suolo per il tormento. Divertito, Bolas disse che la sua utilità era terminata ed era ora di servirlo nella morte. Bontu tentò di attaccarlo per il suo tradimento, ma venne attaccata da un’orda di non morti che, per via della sua debolezza, riuscirono ad avere la meglio. Nicol Bolas vide Bontu scomparire sotto l’orda e la sua crudele risata risuonò nella città in rovina di Naktamun. Con un battito d’ali, si sollevò in aria e volò verso i Cancelli.

L'Era dell'EternitàModifica

Subito dopo il ritorno di Bolas sul piano, l'era dell'eternità ebbe inizio: lo Scarabeo Divino guidò fuori dalla Necropoli un'esercito di migliaia di Eterni che si riversarono nelle strade di Naktamun uccidendo ogni abitante della città. Mentre era in volo, inizialmente non notò la freccia di Oketra che Kawit lanciò verso di lui, ma proprio quando stava per essere colpito, il drago volse lo sguardo e il proiettile si arrestò a mezz’aria, senza più né velocità né forza e cadde a terra, spezzandosi in due per l’impatto con la pietra. Bolas osservò la freccia per un'istante, poi guardò Kawit, ma senza né odio né rabbia bensì con stupore, e le disse che in un mondo diverso e in un momento diverso sarebbe potuta essergli utile. Dopo che finì di parlare si voltò e se ne andò, ignorandola, dimenticandosi della sua esistenza e lasciando che gli Eterni mettessero fine alla sua vita.

Scontro con i GuardianiModifica

Prima della battagliaModifica

Nicol Bolas pensò che riflettere su tutto ciò che aveva perso non aveva fatto altro che alimentare le braci ardenti dell’odio che bruciava nel suo petto. Quella fiamma crescente gli dava una buona sensazione, quell’odio lo faceva sentire meglio e si disse che quel giorno tutto avrebbe avuto inizio. Planò verso il centro di una piazza di Naktamun ridotta in rovina. Detriti e corpi spezzati decoravano le statue rovesciate e gli obelischi frantumati. Ai bordi della piazza si trovavano cinque planeswalkers schierati per affrontarlo, con una cupa determinazione sui volti. Conosceva molto bene ognuno di loro. Li aveva osservati, studiati, analizzati e categorizzati: la piromante Chandra Nalaar, la necromante Liliana Vess, il telepate e illusionista Jace Beleren, l'elementalista Nissa Revane e il soldato invulnerabile Gideon Jura. Si definivano i "Guardiani" come se esistesse un motivo per rimanere a guardia del multiverso. Non per la prima volta, il drago si chiese se quegli "eroi" fossero adatti per ciò di cui aveva bisogno. Si rispose che non aveva importanza e che se necessario ce ne sarebbero stati altri. Estese la mente e percepì le increspature delle loro comunicazioni telepatiche, gestite da Jace. Avrebbe potuto intercettarle se avesse voluto, ma ritenne più interessante vedere i tentativi del piano che avevano studiato. Dato il loro esitare e la loro inattività, era convinto che lo avrebbero deluso. Osservandoli vide il piano dipinto sui loro volti: avevano scelto di ucciderlo. Li comprese: i piani semplici venivano spesso sottovalutati, soprattutto dalle menti brillanti; fin troppo spesso gli avversari intelligenti avevano perso una battaglia a causa dei loro piani eccessivamente complessi. I piani semplici con un esperto alla guida erano spesso devastanti. Tuttavia, i piani semplici scelti come ultima disperata risorsa non avevano lo stesso risultato.

La sconfitta di JaceModifica

La battaglia iniziò e Nicol Bolas percepì Jace attaccare la sua mente, ma questa era priva di ingressi. Gideon scattò contro di lui, con il suo scudo dorato, ma la coda di Bolas oscillò rapidamente e la sua estremità lo colpì mandandolo a sbattere contro una spessa parete di mattoni su un lato della piazza, per poi afferrarlo e sbatterlo ripetutamente da una parte all'altra. Ignorò le fiamme di Chandra, abbatté i non morti di Liliana e strappò i rampicanti di Nissa. Non li attaccò, limitandosi a scagliare Gideon contro la parete. Osservò Jace, superò senza difficoltà molte delle sue difese e gli disse che aveva vissuto appena per quello che, per lui, era un battito di ciglia; non poteva penetrare la sua mente solo grazie al suo talento naturale. Lasciò una traccia, una connessione metafisica tra la propria mente e quella del telepate. Jace seguì quel percorso e cadde nella sua trappola. Gli parlò nuovamente e disse che avrebbe potuto semplicemente chiedergli di entrare, poi afferrò la mente di Jace. Il telepate Si accasciò dal dolore, ma credette di essere in grado di liberarsi in pochi secondi. Sentendo i suoi pensieri, Bolas replicò che si trattava di secondi che non aveva, il multiverso tollerava gli sciocchi solo per breve tempo; era una lezione utile per lui, se fosse riuscito a sopravvivere. Strinse aspramente la mente di Jace e schiacciò. Il telepate urlò dal tormento e viaggiò nella cieca eternità.

La sconfitta di LilianaModifica

Si voltò verso Liliana. Era lieto di rivederla e lei rispose che l'avrebbe ucciso per rianimarlo. Lui la interruppe e disse che quel gruppo di ragazzini aveva perso prima ancora di nascere e, tra loro, solo lei conosceva il significato del vero potere. Continuò chiedendole se sapesse utilizzare il Velo senza che le risucchiasse la vita, obbligando gli spiriti a servirla come loro dominatrice, invece di andare incontro alla distruzione della sua anima e del suo corpo; lui conosceva il modo per usare correttamente il Velo. Era un'arma maligna nelle mani di chi non la sapeva utilizzare; il fatto che non l'avesse ancora uccisa era un testamento al suo potere e alle sue capacità. Lui poteva aiutarla a sbloccare il suo potere. Liliana lasciò scivolare il Velo sul fianco, ma continuò a restare in silenzio e Bolas l'avvertì che se fosse rimasta a combattere contro di lui, l'avrebbe uccisa. Il motivo per cui ognuno di loro era vissuto così a lungo dipendeva solo dalla funzione di quanto utili potevano essere per lui: se lei voleva vivere doveva fuggire. Liliana cercò di convincere i suoi amici a seguirla e, quando non ci riuscì, andò via.

La sconfitta di ChandraModifica

Bolas li schernì dicendo che erano rimasti in tre. Chandra gli urlò di tacere e il suo fuoco divenne di un un colore bianco accecante, colpendo Bolas e costringendolo a indietreggiare per la prima volta in quel combattimento. Bolas si sollevò in aria, al di fuori della portata delle fiammate più intense, ma lei continuò comunque a scagliarle. Bolas le disse che aveva tante utili caratteristiche: potente, emotivamente instabile e facile da manipolare; le chiese che senso avesse usare il fuoco contro un drago e terminò che lui richiedeva un minimo di qualità. Si lanciò in picchiata verso di lei. Improvvisamente il terreno intorno si sollevò e un grande sperone di roccia, di terra e di radici venne spinto verso l’alto dalla magia di Nissa, nel tentativo di impalarlo. Bolas deviò la sua traiettoria all’ultimo momento, ma altri speroni si sollevarono e lui li evitò tutti. Schiantò la sua coda contro li speroni e li frantumò causando un’ondata di rocce e di terriccio che si diresse verso Chandra e la scagliò contro uno degli spuntoni, ferendola gravemente, poi l'afferrò e la strinse nel pugno. Sorrise e le disse di permettergli di mostrarle di cosa fosse capace. Proprio in quel momento venne colpito da un enorme elementale evocato da Nissa; lasciò cadere Chandra a terra per occuparsi della creatura. Contrattaccò, pronunciò una parola e dei tentacoli si sollevarono dal terreno, intrecciandosi intorno al petto e alla gola di Nissa per strangolarla. La piromante non potè fare nulla per aiutarla e, convinta dall'elfa, fuggì nella cieca eternità.

La sconfitta di NissaModifica

Bolas si concentrò su Nissa che stava sforzandosi di recuperare il controllo della terra che lui aveva storpiato con la sua parola. Le disse mentalmente che quella terra apparteneva a lui e lei non aveva il permesso di toccarla. Un’oscura energia necrotica si propagò attraverso le leyline che l'elfa stava cercando di controllare, la corruzione si scatenò su di lei, facendo avvizzire carne e tessuti. Nissa urlò, incapace di fuggire a causa dei tentacoli di corruzione che la trattenevano. Bolas si avvicinò a lei, sorrise e le disse che avrebbe avuto la fortuna di assistere a un nuovo inizio. Improvvisamente, venne attaccato a sorpresa da Gideon che riuscì a fargli perdere l'equilibrio e a dare a Nissa l'occassione per fuggire nella cieca eternità.

La sconfitta di GideonModifica

Sentì Gideon arrampicarsi sulle sue zampe per raggiungere la sua gola, ma lo afferrò e lo scagliò di nuovo a terra, bloccandolo nella sua stretta. Gideon gli disse che non avrebbe vinto e che sarebbe riuscito a sconfiggerlo. La risata di Bolas tuonò nella piazza e rispose che lui aveva qualche problema nell'analizzare la realtà: aveva combattuto contro migliaia di generali, di esperti di tattica e di strategia e geni della battaglia; lui poteva essere il peggiore tra tutti. Gli diede un consiglio: ignorare l’ovvia realtà era un difetto letale nella loro attività. Comprendeva l’importanza delle aspirazioni, ma essere in grado di valutare con precisione i fatti era essenziale. Sebbene avesse Jace come alleato, era lui il vero illusionista: si riteneva invulnerabile, ma il suo era solo un trucco e gli avrebbe mostrato quanto fosse vulnerabile. Uno degli artigli di Bolas iniziò a risplendere mentre premeva nello scudo di invulnerabilità che proteggeva Gideon. L’artiglio spinse e lo scudo si aprì come burro, con la punta affilata che penetrò la carne. Gideon fece una smorfia per lo stupore e per il dolore, ma non urlò. Bolas disse che avrebbe potuto ucciderlo in qualsiasi momento, ma sospettava che per lui non sarebbe stato un problema, in base al modo incauto in cui conduceva la sua vita e quelle degli altri. Era meglio che sopravvivesse e, per fargli capire quanto poco si interessase a lui, gli offriva la possibilità di scegliere: poteva rimanere lì e morire oppure andarsene e sopravvivere. Lo ieromante scelse di fuggire nella cieca eternità.

L'inizioModifica

Dopo che Bolas sconfisse i Guardiani, Tezzeret arrivò su Amonkhet. Il drago disse che era in ritardo e chiese se avesse avuto dei dubbi sulla sua vittoria. L'altro spiegò che era stato ritardato e commentò che li aveva sconfitti facilmente come aveva previsto. Chiese se poteva cercare i corpi dei planeswalkers, ma Bolas replicò che non aveva importanza e che era stato "meglio del sangue". Tezzeret disse che lo doveva aggiornare, ma il drago replicò che lo avrebbe fatto più tardi e gli ordinò di dire a Ral Zarek di andare da lui: i suoi progressi erano troppo lenti. L'artefice si inchinò e andò via. Dopo la sua partenza, Bolas osservò i corpi, la distruzione e la tranquillità e si disse che aveva operato bene nella sua creazione: Il Ponte Planare era nelle sue mani, il suo esercito era pronto e i Guardiani erano dispersi nel multiverso. Ruggì nella notte, liberando un’ondata di fiamme dal profondo del suo petto e pensò che il tempo di stare nelle ombre, delle imboscate e di nascondersi era terminato; stava finalmente compiendo i suoi primi passi, alla luce del sole e apertamente: tutti avrebbero iniziato a tremare e alla fine si sarebbero inchinati davanti a lui. Si sollevò soddisfatto nel cielo notturno per osservare meglio la devastazione che aveva scatenato.

La ricompensaModifica

Bolas ricevette Vraska sul suo piano di meditazione. La osservò e le lesse la mente, sfogliando con attenzione ogni angolo dei ricordi di Ixalan. Soddisfatto, si congratulò con lei, le fece apparire un messaggio in tasca e la mandò via.

Il patto di LilianaModifica

Dopo la morte di Belzenlok, Nicol Bolas arrivò su Dominaria e apparve davanti a Liliana, rimasta sola sul piano. L'antico drago le disse che avrebbe dovuto leggere meglio i dettagli del suo patto e spiegò che con la morte di tutti i suoi demoni il suo contratto, per inadempienza, passava sotto la proprietà del suo intermediario: lui. Percependo i pensieri della necromante, Bolas la avvertì che se avesse disobbedito ai suoi ordini in qualsiasi modo, il patto l'avrebbe uccisa facendola invecchiare di centinaia di anni in pochi secondi. Sicuro che la sua trappola l’avesse resa incapace di resistere, Il drago le ordinò di seguirlo e i due viaggiarono nella cieca eternità.

ReferenzeModifica

Rappresentato inModifica

Testi di coloreModifica

Carte associateModifica

GalleriaModifica

CuriositàModifica

  • Nicol Bolas compare in molti libri e fumetti.
  • Nicol Bolas presenta gli altri planeswalkers in Duels of the Planeswalker 2013 per poi mostrarsi come nemico finale del gioco.
  • Nicol Bolas possiede una gemma del divenire tra le sue corna.
  • Dopo che Brady Dommermuth ha affermato che molti degli eventi di Test of Metal non sono considerati canonici con la storia è possibile che molte delle azioni compiute da Nicol Bolas nel libro non siano mai accadute.
  • Doug Beyer ha rivelato che Nicol Bolas ha apprezzato il potere di usare Tezzeret e Sarkhan Vol come agenti nei suoi schemi interplanari e vuole cercare di ottenere altri servitori planeswalkers.
  • Quando era all'apice del suo potere, prima della Riparazione, Nicol Bolas aveva bisogno di enormi quantità di mana blu, nero e rosso per poter restare a lungo su un piano e manifestarsi senza distruggerlo.
  • Su Amonkhet è conosciuto come Dio Faraone e pertanto alcune referenze sono indicate nella pagina di questo titolo.
PLAN Attuali: Ajani - Angrath - Arlinn Kord - Ashiok - Chandra Nalaar - Dack Fayden - Daretti - Domri Rade - Dovin Baan - Garruk - Gideon Jura - Huatli - Jace Beleren - Jaya Ballard - Jiang Yanggu - Karn - Kaya - Kiora - Koth - Liliana Vess - Mu Yanling - Nahiri - Narset - Nicol Bolas - Nissa Revane - Ob Nixilis - Ral Zarek - Rowan Kenrith - Saheeli Rai - Samut - Sarkhan Vol - Sorin Markov - Tamiyo - Teferi - Tezzeret - Tibalt - Ugin - Vivien Reid - Vraska - Will Kenrith
Barra
CAOS Dispersi: Ash Embereck - Arzakon - Dakkon Blackblade - Drabk - Eskil - Fatima - Fiers - Geyadrone Dihada - Grenfell Mor - Jared Carthalion - Kazz - Krim - Krimon - Lily - Marduk Blackwater - Masrath - Nailah - Parcher - Platon - Rafethrasa - Ramaz - Ravi Sengir - Ravidel - Sandruu - Tempè - Terrent Amese - Tessebik - Thomil - Thorn - Vram - Worzel - Yawden - Zakk
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S Scintilla esaurita o persa: Azor I - Kuthuman - Slobad
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Lapide Deceduti: Altair - Azar - Baltrice - Bo Levar - Boragor - Chaney - Commodore Guff - Daria - Dyfed - Elspeth Tirel - Faralyn - Feroz - Freyalise - Greensleeves - Grinth - Jeska - Kenan Sahrmal - Kento - Kristina - Leshrac - Liana - Manatarqua - Meshuvel - Serra - Sifa Grent - Taysir - Tevesh Szat - Urza - Venser - Vronos - Windgrace - Xenagos