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Personaggio
Karn3
Nome Karn
Originario di Dominaria - Tolaria
Lifetime 3.305 A.R.
Razza Golem Planeswalker
Titolo
  • Golem D'Argento
  • Liberato
  • Discendente di Urza
Stato Vivo


Karn è un golem d'argento che fu creato come una sonda da Urza e Barrin per i loro esperimenti sui viaggi nel tempo. La sua forma è stata scelta così perchè gli studi di Urza avevano dimostrato che solo l'argento poteva passare illeso fra le energie temporali. Nel tentativo di rendere il golem senziente, Urza usò il cuore phyrexiano di Xantcha come parte della sua costruzione, che consentì a Karn di sviluppare una personalità che cresceva e si evolveva con le nuove esperienze e in grado quindi di prendere decisioni autonome. Quando i phyrexiani invasero Dominaria, Karn compì il proprio destino unendosi agli altri artefatti dell’Eredità per distruggere il Padre delle Macchine di Phyrexia. In quel momento, Karn divenne un planeswalker, ereditando la scintilla dal suo creatore e la capacità di utilizzare tutti e cinque i colori di mana.

Accademia di TolariaModifica

Dopo la sua attivazione, Karn venne affidato al giovane Teferi uno studente dell'accademia di Tolaria per imparare a conoscere il suo mondo. Teferi lo vedeva come un giocattolo elaborato e lo trattava come un semplice golem. Un esempio di trattamento insensibile fu il nome che il giovane mago aveva dato al golem: testa di metallo. Il terribile trattamento di Teferi provocò lo sdegno di una studente dell'accademia più grande del mago, l'artefice Jhoira che decise di iniziare a "insegnare" seriamente al golem ciò che doveva sapere su Dominaria. Jhoira diede al golem il nome "Karn" una parola Thran che significava "forza". La vita di Karn trascorreva tranquilla e sedentaria nonostate i vari viaggi temporali che effettuava, fino al giorno della tremenda tragedia causata da un agente phyrexiano dormiente Kerrick, che durante un assalto "uccise" Jhoira. Consapevole di poter restare indietro nel tempo solo per alcuni minuti, Karn decise di tornare nel passato per cambiare il presente, riusciì nel suo intento salvando la vita alla sua amica, ma la macchina del tempo subì danni catastrofici ed esplose distruggendo l'accademia e lasciando l'isola di Tolaria in balia di effetti temporali.

Anni dopo, Karn tornò con Urza e Barrin a Tolaria per aiutare a costruire una seconda accademia. Scoprì cosi che Jhoira era viva e che Teferi era rimasto intrappolato all'interno di una bolla temporale. Jhoira e Karn lavorarono sodo e alla fine riuscirono a trovare un modo per liberare e salvare Teferi. In seguito Urza mise da parte gli esperimenti sui viaggi del tempo per concentrarsi su altri progetti. Tuttavia Karn servì il suo creatore in altri modi; durante una mssione diplomatica con i viashino e nella prima missione sulla nave Cavalcavento nel Reame di Serra.

Karn1

Karn ritorna su Mirrodin.

In seguito Jhoira scelse di andare nella sua terra d'origine, Shiv e di accettare il piano di Teferi per proteggere la sua terra e Zhalfir dalle forze di Phyrexia, i due continenti furono mandati in "fase" da Teferi e "tolti" dal piano di Dominaria. Purtroppo, Karn sentì profondamente la mancanza di Jhoira e cadde in una profonda crisi depressiva, si arruolò nella Cavalcavento e prese parte a tutte le sue missioni nella speranza che eplorando il mondo sarebbe riuscito a distrarsi, non ci riuscì e alla fine le sue condizioni mentali preoccuparono molto Barrin che implorò Urza affinchè trovasse un modo per aiutare il golem d'argento. Urza accettò e mise un blocco mentale su Karn affinche lui potesse richiamare venti anni della sua vita alla volta, c'era solo una cosa che però Karn non volle mai dimenticare del suo passato e guardando una foto di Jhoira ogni notte ripeteva il suo mantra: "Jhoira è mia amica".

L'EreditàModifica

Urza decise che la nave Cavalcavento, Karn e tutti gli altri potenti artefatti che aveva creato per il suo obbiettivo di sconfiggere phyrexia, "la raccolta dell'Eredità", avessero bisogno di un componente umano che li utilizzasse. Si mise cosi ad "interferire" con le linee di sangue di Dominaria, cercando di allevare l'eroe perfetto. Il culmine di questo progetto, la linea di sangue Capashen fu affidato alle cure di Karn.

Il golem d'argento salvò il giovane Gerrard Capashen dalle incursioni phyrexiane su Benalia e lo portò dal suo padre adottivo Sidar Kondo. Quando il figlio di Kondo, Vuel rivoltò contro la sua tribù e rubò l'eredità. Karn partì subito per recuperarla ma durante il suo sforzo venne ingannato e spinto ad uccidere un innocente spettatore e fu congelato da un potente artefatto. In seguito fu trovato e liberato da Sisay ma perseguitato da ciò che aveva fatto Karn, fece un voto di pacifismo giurando che non avrebbe più fatto del male a nessuno.

Nel periodo che passò su Rath, Karn venne catturato da Greven perché il suo "voto" gli impediva di combattere i suoi assalitori. Venne portato alla fortezza di Volrath, dove venne torturato prima di essere salvato da Gerrard. Mentre l'equipaggio fuggiva dalla fortezza, Karn si mise alla ricerca degli artefatti dell'eredità custoditi dalla regina dei tramutanti. Spiegandole mentalmente che l'eredità era parte di lui, riusci a farsi consegnare gli oggetti e ad andarsene in pace.

Invasione PhyrexianaModifica

All'inizio dell'invasione phyrexiana affrontando Tsabo Tavoc nelle grotte di Koilos, Karn realizzò che il suo voto di pacifismo gli impediva di proteggere i suoi amici e il suo piano natale, ciò nonostante non riusciva a liberarsi dal suo giuramento, quando all'improvviso fu colpito alla testa e il blocco mentale che Urza aveva usato su di lui s'infranse e Karn ricordò i phyrexiani che aveva ucciso per salvare Jhoira e finalmente riuscì a combattere aiutando Gerrard ad uccidere Tsabo Tavoc. La mattina successiva, Karn trascorse molto del suo tempo nella stanza del motore della Cavalcavento e in seguito comprese completamente tutto il contenuto del Tomo Thran e grazie a questa conoscenza innescò l'evoluzione finale della Cavalcavento. La nave divenne "viva" e nonostante le terribili circostanze (l'attacco di Yawgmoth), Karn comprese di aver trovato una "creatura" in grado di comprenderlo completamente. La nave diede la sua "vita" nel tentativo di fermare Yawgmoth ma senza riuscirsi, e quando tutto sembrò perduto, Karn si uni con Urza e Gerrard (il giovane prima di unirsi a lui gli mise negli occhi le pietre del potere di Urza la mighstone e la weakstone), e con tutti i componenti dell'Eredità e rilasciò una ondata di mana bianco che distrusse tutti i phyrexiani e uccise Yawgmoth. Urza e Gerrard morirono mentre Karn divenne il primo e unico planeswalker artificiale.

ArgentumModifica

Dopo essere diventato un planeswalker, Karn creò Argentum, un piano completamente di metallo. Creò alcune sonde per monitorare Dominaria, ma una di queste era difettosa e divenne il mirari che mostrò a Karn solo morte e distruzione. Nonostante avesse creato un piano privo di vita, Karn cadde nuovamente in depressione fino alla morte della falsa dea Karona. In seguito prese Jeska come sua apprendista e dopo aver usato il mirari per creare un guardiano, Memnarch per il suo mondo, partì con la sua allieva all'esplorazione del multiverso. Purtroppo il cuore di Karn era infetto e, senza saperlo, il golem d'argento portò l'olio phyrexiano sul suo piano e su altri mondi. Quando Memnarch entrò in contatto con l'olio impazzì e decise di trasformare Argentum in Mirrodin,un ecosistema che avrebbe permesso al guardiano impazzito di diventare un planeswalker e trovare Karn.

Secoli più tardi, quando Karn cercò di tornare su Mirrodin, si ritrovò bloccato da una barriera che non gli permetteva di entrare nel suo mondo. Con le sue capacità limitate, Karn potè solo inviare dei sogni a Glissa percependo in lei la scintilla da planeswalker. Alla fine quando Memnarch fu sconfitto, Karn potè nuovamente entrare su Mirrodin, ritrasformò Memnarch nel mirari e lasciò il suo mondo sotto la protezione di Glissa, Slobad e Geth.

La Frattura DimensionaleModifica

Trecento anni dopo l'invasione di phyrexia, Karn tornò su Dominaria poichè aveva sentito la richiesta di aiuto di Jhoira e andò indietro nel tempo con l'aiuto di Teferi per poter sigillare la frattura dimensionale su Tolaria. Ci riuscì ma durante il processo accadde qualcosa di terribile poichè mentalmente disse a Venser di salutare gli altri e di non seguirlo mai. Poi prima di perdere la scintilla entrò ed usci diverse volte dalla cieca eternità per evitare che qualcuno potesse trovarlo.

La Ricerca di KarnModifica

Prima di perdere la scintilla, Karn tornò su Mirrodin e si ritirò nel nucleo del piano. La scintilla lo proteggeva dagli effetti dell'olio di phyrexia e una volta persa, la corruzione iniziò ad avere la meglio su di lui. Karn venne venerato come padre delle macchine dai nuovi phyrexiani che si stavano evolvendo su Mirrodin. La sua mente iniziò a scivolare nella follia mentre una parte di lui cercava di resistere alla corruzione, seduto sul suo trono e circondato da agenti di Phyrexia. Dentro di lui si mescolavano i ricordi del padre delle macchine, del creatore di Mirrodin e di un semplice golem d'argento, rendendolo sempre più folle.

Alla fine, Karn ebbe un breve istante di lucidità e mandò una guida per condurre Venser e il suo gruppo al centro del nucleo. Dopo aver superato molte difficoltà, Venser e i suoi compagni trovarono il golem in pessime condizioni.

La reietta silvaco Melira riuscì a purificare il corpo del golem dall'olio, ma non potè purificare il cuore di Karn. Consapevole che la sua malattia era peggiorata durante il viaggio e che non gli avrebbe permesso di vivere ancora per molto, Venser salvò il golem (e il resto del multiverso da un grande pericolo) compiendo l'estremo sacrificio. Con le ultime energie, l'inventore usò il suo mana per teletrasportare il suo cuore ancora puro nel petto di Karn, donandogli contemporaneamente la sua scintilla di planeswalker. Qualche istante dopo, finalmente libero dalla influenza di Phyrexia, Karn potè piangere per la perdita del suo vecchio amico, ma per breve tempo. La battaglia contro Phyrexia era iniziata, e molto doveva ancora essere fatto.

In cerca dell'olioModifica

Dopo essere tornato un planeswalker, Karn decise di andare su altri piani che erano stati infettati dall'olio per cercare di evitare che la tragedia di Mirrodin trasformato in Nuova Phyrexia si ripetesse.

Ritorno su DominariaModifica

Karn tornò su Dominaria e andò a Yavimaya, dove eseguì degli scavi usando degli automi. Vide Chandra Nalaar e vennero entrambi attaccati dagli alberi animati. Vinto lo scontro Chandra lo raggiunse e lo ringraziò per averla aiutata. Karn spiegò che quell'attacco era solo un’istintiva azione di difesa di Multani, che si trovava in uno stato semi-cosciente per guarire dalle sue ferite. Lei spiegò che stava cercando Jaya Ballard e, mentre parlavano, la vecchia piromante arrivò nella foresta e si unì a loro.

La CavalcaventoModifica

Mentre stava continuando i lavori di scavo insieme ai suoi automi, Karn venne raggiunto da Chandra che chiese cosa stesse cercando. Karn spiegò che voleva trovare il Cylix, un manufatto creato da Urza per usarlo contro i phyrexiani: aveva intenzione di portarlo su Nuova Phyrexia e farlo detonare. Chandra chiese se Jaya fosse lì per aiutarlo. Lui spiegò che lo stava aiutando a proteggere lo scavo dagli attacchi di Multani, che percepiva che il Cylix stava tornando in superficie e lo temeva. Dopo che trovò il manufatto, Multani apparve tra loro, ancora semi-cosciente, e gli alberi animati emersero dalla foresta per attaccarli. Sopra di loro apparve la Cavalcavento e Teferi congelò il tempo per immobilizzare la foresta. Dopo che Chandra riuscì a calmarlo, Karn gli spiegò che aveva preso il Cylix, ma non per usarlo su Dominaria.

Karn si riunì a Jhoira e Teferi. Lui iniziò a raccontare di Venser, ma Jhoira disse che avevano saputo tutto da Ajani. Lui era pentito di quello che era successo: non avrebbe mai voluto che si sacrificasse, poi chiese perché si trovavano a bordo della Cavalcavento. Jhoira disse che volevano distruggere Belzenlok e la Cabala, mentre Karn era concentrato sul distruggere Nuova Phyrexia. Lei disse che la sua causa era ammirevole, ma credeva che lui e Teferi avrebbero prima dovuto aiutare contro Nicol Bolas.

Il clandestinoModifica

Mentre si assicurasse che le fiamme di Chandra e Jaya non danneggiassero la Cavalcavento, Karn vide Piedemoccio e lo informò che stavano andando a Urborg per distruggere Belzenlok all’interno della Fortezza della Cabala. Gli parlò del Cylix e della sua intenzione di andare su Nuova Phyrexia e distruggere il piano dei phyrexyani. Piedemoccio gesticolò per fargli capire che gli era vicino, Karn annuì e continuò che gli altri pensavano che i phyrexiani non fossero più una minaccia, ma lui sentiva di dover agire.

La FortezzaModifica

Arrivati a Urborg, Karn andò con Teferi, Gideon e Chandra per svolgere la loro parte nel piano. Aprì un sentiero attraverso i viticci aggrovigliati e i cespugli di rovi, mettendo alla prova la consistenza del terreno con il suo peso. Mentre camminavano attraverso le rovine diroccate per arrivare alla Fortezza, si lasciò scappare la promessa sulla riflessione di aiutare gli altri anche contro Bolas.

Raggiunsero l’entrata della Fortezza, dove Gideon e Chandra proseguirono da soli dopo che Teferi lanciò su di loro una magia rallenta-tempo.

Scontro con la CabalaModifica

Quando Cavalcavento arrivò alla Fortezza, Karn e Teferi risalirono sulla nave. Vennero attaccati da una raffica di frecce e dardi di balestra. La lro controffensiva procedeva bene finchè non vennero attaccati da Urgoros. Karn, accovacciato dietro Shanna, utilizzava l’immunità dell'altra per difendersi e avvicinarsi abbastanza da attaccare il potente lich. Lo scontro durò fino alla morte di Belzenlok, poichè quando percepì la morte del suo signore, Urgoros sparì.

Dopo la vittoria, liberarono i prigionieri della Cabala. Karn, Teferi e Jaya decisero di accompagnare gli altri planeswalker nella loro impresa per distruggere Nicol Bolas. Karn però si rifiutò di entrare nei Guardiani perchè aveva intenzione di andarsene appena possibile per continuare la sua impresa contro Nuova Phyrexia. Salutò Jhoira e le promise che sarebbe tornato a trovarla, poi con gli altri viaggiò su Ravnica.

ReferenzeModifica

Rappresentato inModifica

Testi di coloreModifica

GalleriaModifica

CuriositàModifica

  • Per via della sua fusione con Urza, Karn può usare tutti e cinque i colori di mana.
  • Compare nel video promozionale di Nuova Phyrexia. Qui, i mirran lo chiamano il salvatore, mentre i phyrexiani il distruttore. Entrambi lo soprannominano il padre delle macchine, vecchio titolo di un altro grande personaggio del multiverso: Yawgmoth.
  • Il simbolo che ha sul petto significa "forza".
  • Il nome "Karn" gli è stato dato da una giovanissima Jhoira per via della sua forza quando questi la salvò.
  • Karn può provare rudimentali emozioni, tuttavia divenne pacifico per vent'anni dopo che fece la sua prima vittima in battaglia, non sopportando il senso di colpa.
Bolla di Juju | Cavalcavento | Ciondolo di Gerrard | Forgia Thran | Gerrard Capashen | Karn | Matrice di Potere | Mightstone | Motore Thran | Mutacielo | Pietra di Paragone | Ramos | Sfera della Salvezza | Tomo di Thran | Verga dell'Annullamento | Weakstone
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