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Personaggio
Jaya2
Nome Jaya Ballard
Originario di Dominaria - Terisiare
Lifetime Data Sconosciuta
Razza Umano Planeswalker
Titolo Maga Specialista
Stato Viva


Jaya Ballard è una planeswalker che usa il mana rosso. Ha visto molti degli avvenimenti epocali avvenuti su Terisiare durante l'era glaciale. Successivamente, in suo onore venne fondata la Roccaforte di Keral su Regatha dove assunse l'identità di madre Luti e addestrò numerosi piromanti tra cui anche Chandra Nalaar. Alcuni anni dopo la Riparazione tornò su Dominaria dove rivelò la sua vera identità alla sua allieva.

Primi anniModifica

L'infanzia di Jaya è avvolta nel mistero, era una ladra di strada. La sua vita cambiò quando cercò di rubare nelle camere private dell'Arcimago Eterno Jodah, fallendo miseramente. Venne infatti scoperta da Jodah, che avvertendo in lei capacità magiche le permise di rimanere a studiare nella Scuola dell'Invisibile.

Dopo aver appreso alcuni incantesimi, decise di viaggiare per il mondo. In uno dei suoi viaggi aiutò il druido Kolbjorn che per ringraziarla le diede in dono un amuleto in grado di evocare Freyalise. Fu inoltre determinante nel difendere un villaggio di Kjeldor da un Lhurgoyf.

Era GlacialeModifica

Quando Jodah venne catturato da Lim-Dul, Jaya accorse per salvare il suo maestro. Ci riuscì, ma Jodah si ammalò a causa del polline di Fyndhorn usato per drogarlo. Vedendolo delirante e non sapendo come curarlo Jaya evocò Freyalise e chiese il suo aiuto. La planeswalker per salvare Jodah chiese in cambio lo specchio dell'arcimago, un potente manufatto, e le risorse della Scuola dell'Invisibile dicendo che le servivano per lanciare il suo incantesimo del Mondo. Jaya accettò l'offerta di Freyalise.

Jaya è stata determinante nei piani di Jodah per la protezione di Kjeldor e l'alleanza con Balduvia, aiutandolo a sconfiggere Lim-Dul. Nella guerra finale, Jaya combatté Chaeska, il braccio destro di Lim-Dul. Jaya vinse e prese per sé l'anello di Lim-Dul come bottino di guerra. Non era a conoscenza però che possedere l'anello l'avrebbe nel corso del tempo resa schiava di Mairsil.

Nei 20 anni che seguirono, fece da leader ad un gruppo di maghi che proteggevano Kelsinko.

AlleanzeModifica

Venti anni dopo il lancio dell'incantesimo del Mondo, Jaya tornò nella Scuola dell'Invisibile per parlare con Jodah che non vedeva dalla guerra contro Lim-Dul. Jaya mostò all'arcimago la mano annerita del necromante e gli fece notare che il dito dove portava l'anello di Mairsil era stato rimosso. I due temendo un possibile ritorno di Lim-Dul decisero di mettersi in viaggio alla ricerca dell'anello.

Durante il viaggio, Jodah notò che Jaya era cambiata rispetto a quando era più giovane e che si comportava in modo strano. Quando alla fine i due raggiunsero Soldevi, Jodah scoprì la verità, il giorno dopo la battaglia contro Lim-Dul, Jaya aveva trovato l'anello e aveva deciso di portarlo a Jodah, ma commise l'errore di indossare l'anello finendo sotto l'influsso mentale di Mairsil. Controllata dal Pretendente,Jaya colpi Jodah alla gola e usò il sangue dell'arcimago per far rivivere una bestia di phyrexia. Jodah miracolosamente si salvò da morte certa con l'aiuto del suo specchio ed ha combattuto la posseduta Jaya riuscendo alla fine a rompere lo specchio sul suo viso, liberandola dal controllo mentale di Mairsil. In seguito al trauma, Jaya ascese come planeswalker.

I due tornarono subito alla Scuola dell'Invisibile e insieme riuscirono a distruggere la bestia di phyrexia. Poi Jodah sigillò il pozzo senza fondo, un collegamento che Lim-Dul aveva creato tra la sua fortezza e la scuola dell'arcimago. Una volta finito tutto, Jaya salutò il suo maestro e iniziò il suo viaggio nel Multiverso.

Nuova identitàModifica

Arrivata su Regatha, gli insegnamenti di Jaya colpirono la gente che decise di costruire un luogo dove i suoi principi potessero essere trasmessi. La piromante decise di restare, assunse il nome di Luti e non rivelò a nessuno la sua vera identità, nè la sua natura di planeswalker.

The Purifying FireModifica

Al monastero, Luti ricevette la visita di Samir che la informò sulle leggi di condanna a morte dell'Ordine di Heliud verso tutti coloro che praticavano la magia del fuoco.

Dopo che Chandra Nalaar attirò su di sé l'attennzione di Walbert, madre Luti convocò Chandra e le disse che per lei era meglio sparire per un po' e la mandò in missione a recuperare l'originale Pergamena del Drago che Jace le aveva preso, affermando che "il vero significato delle parole della pergamena non era nelle parole, ma in qualcosa di fisico della pergamena originale".

Le offerte al fuocoModifica

Dopo la morte di Serenok, madre Luti parlò al servizio funebre e disse che tutti loro erano stati adepti di Serenok e che tutti quelli che lo avevano conosciuto avevano imparato qualcosa dalla sua vita di fiamma e passione e dalla sua dedizione al suo ruolo nel monastero. Disse che il maestro era morto nel sonno e prima di andarsene aveva offerto loro un ultimo insegnamento: scegliere un cammino e dedicarsi in pieno a esso; dovevano trovare il fuoco dentro di loro, farlo crescere e offrire a esso le loro vite e dovevano fare in modo che quel fuoco riscaldasse il cuore degli altri. Quando la cerimonia finì, Luti si accorse che Chandra non stava tornando al monastero e la chiamò, ma lei non rispose e non si voltò.

Il mattino seguente Luti aspettò Chandra seduta sui gradini, tenendo in grembo il mantello di Serenok ripiegato. Quando la piromante tornò e la vide, chiese se aveva intenzione di ferirla e Luti le disse di ascoltarla, Chandra disse che comprendeva che voleva farle capire che la vita continuava e dovevano scegliere un nuovo abate, ma Luti disse che si sbagliava e che avevano già scelto il successore di Serenok: lei.

Nella sala del monastero Chandra ripetè ai monaci anziani che rifiutava la proposta perchè non poteva prendere il posto del suo maestro. Luti disse che come diceva sempre Serenok, lei era una delle piromanti di più grande talento che il monastero avesse mai visto e che aveva visto in lei una ricchezza di risorse, creatività e onestà. Aggiunse che le sue parole e la sua magia avevano sempre origine dal suo cuore, proprio come Jaya. Concluse che era un esempio per tutti loro. Madre Luti si alzò e le rifece la proposta di prendere il mantello di Serenok, ma prima che Chandra potesse rispondere, due uomini entrarono nella sala e chiesero di parlare con Chandra che andò con loro.

Dalla porta del monastero, Luti osservò Chandra con il mantello di Serenok in mano e quando lei si voltò e la vide, annuì.

Promesse da mantenereModifica

Luti bussò alla porta di Chandra, entrò e le chiese se fosse pronta. Non ricevendo risposta, le disse che i canti erano già iniziati, la rimproverò e poi si allontanò rapidamente.

Nella grande sala, Luti osservò Chandra insieme a tutti gli altri aspettando il suo discorso come nuova abate del monastero. Inizialmente la giovane balbettò, ma poi parlò con sicurezza di tutto quello che il monastero aveva fatto per lei, di come fosse riuscita a esprimere se stessa e che loro non si trovavano lì per sentire le sue parole, ma perchè in quel luogo avevano la possibilità di scoprire chi fossero davvero e di usare al meglio il loro dono. Dopo che Chandra concluse il suo discorso, rifiutando di diventare la nuova abate del monastero, Luti le chiese se quello era ciò che provava o desiderava e la giovane rispose che doveva andare su Zendikar, dove c'era bisogno di lei. Luti le disse che le proibiva di partire e che aveva una responsabilità. Chandra rispose che aveva delle responsabilità: c'erano persone che stavano soffrendo proprio in quel momento e doveva aiutarle, non poteva rimanere lì a ripetere esercitazioni senza fine, sapendo che poteva andare a mettere in pratica ciò che aveva imparato per prevenire delle catastrofi. Luti si congratulò con lei e con orgoglio le disse che ora conosceva la verità della sua mente. Chandra chiese se quelle parole erano ciò che volesse sentire e l'altra rispose che erano ciò che la giovane aveva bisogno di sapere. Chandra la ringraziò, Luti prese le vesti da abate e l'abbracciò. Le sussurrò di andare a salvare i mondi e Chandra promise che l'avrebbe fatto.

Il ritorno di JayaModifica

Al Torrione Keral su Regatha, nel luogo in cui venivano custodite le sacre relique del monastero, Luti vide Chandra prendere gli occhialoni di Jaya e chiese spiegazioni. Lei rispose di aver trovato Jaya su Dominaria e l'altra si bloccò, ma la giovane non se ne accorse e spiegò che lei e i suoi amici erano stati su Amonkhet ma avevano fallito: Bolas li aveva quasi uccisi. Aveva bisogno di diventare più potente per poterlo sconfiggere e per riuscirci doveva imparare i segreti della leggendaria piromante. Luti rispose che non aveva bisogno di Jaya, ma doveva concentrarsi sull’aiutare i suoi amici, ma lei ignorò il consiglio e viaggiò nella cieca eternità.

Dopo la partenza di Chandra, Jaya, ancora sotto le spoglie di Luti, viaggiò su Dominaria dove si unì ai soldati di Argivia di Baird per aiutarli contro i coboldi delle Creste di Kher del drago Prossh, che avevano intenzione di attaccare la città. Poi li lasciò per andare a Yavimaya e incontrare Karn. Trovò il suo amico insieme a Chandra; Attirò la sua attenzione e vedendo l'allieva confusa, indicò gli occhialoni e disse che appartenevano a lei.

La CavalcaventoModifica

Jaya raccontò che la prima volta che era andata su Regatha aveva aiutato alcune persone, poi si era ubriacata e aveva parlato moltissimo fino a dare una dimostrazione della sua piromanzia, per poi andare via. Duecento anni dopo tornò e scoprii che avevano fondato una religione basata su di lei. Non voleva essere un’icona religiosa, ma doveva assicurarsi che non la interpretassero male, e visto che a loro serviva una guida e lei pensava di dover ripagare quel debito, era rimasta nel monastero con una nuova identità, fornendo degli "scritti perduti di Jaya Ballard" e aiutando i giovani piromanti. Si rifiutò però di aiutare Chandra a diventare più potente, perché quando credeva che fosse madre Luti, l'aveva allontanata considerandola come un’inutile vecchia.

Dopo che Karn trovò il Cylix, gli alberi animati emersero dalla foresta e si diressero verso il cratere per impedirgli di prendere il manufatto. Le due piromanti protessero il loro amico e Jaya ridusse in cenere molti dei nemici. Finito lo scontro apparve Multani, ancora in uno stato semi-cosciente e avanzò per attaccarli. Karn raggiunse le due piromanti e i tre si prepararono a difendersi: oltre a Multani numerosi altri alberi animati si avvicinarono per attaccarli. I tre vennero salvati dalla magia temporale di Teferi, arrivato con la Cavalcavento, che fermò Multani e immobilizzò la foresta. Mentre stava per salire sulla nave insieme a Karn, Jaya osservò Chandra avvicinarsi a Multani e riuscire a calmarlo, facendolo tornare nuovamente sè stesso. Vedendo questo, Jaya decise di aiutare Chandra. I tre salirono sulla Cavalcavento e assistettero all'apparizione di Jace Beleren e quando Chandra scelse di restare, Jaya ne fu fiera.

L'addestramentoModifica

Jaya osserva Chandra far fluttuare trentasette distinte palle di fuoco. Le disse che credeva di sapere cosa voleva e spiegò che un tempo lei pensava di volere la sua libertà; le era servito molto tempo per capire che voleva aiutare un gruppo di monaci a formare dei giovani piromanti. Il modo in cui aveva aiutato Multani le aveva fatto capire che lei aveva qualche idea su come entrare in contatto con la vera sé stessa: se conosceva ciò che voleva veramente, non avrebbe commesso errori. Chandra rispose che era pronta a bruciare via da quel piano Belzenlok e la Cabala.

Verso la FortezzaModifica

Arrivati a Urborg, Jaya incoraggiò Chandra a partecipare al piano. Dopo che Liliana rianimò l'esercito di non morti da usare contro le forze della Cabala, la Cavalcavento venne attaccata da Yargle e la piromante si unì alla battaglia.

Scontro con la CabalaModifica

Jaya lanciò un getto di fiamme contro la nube acida di Yargle, poi lo attaccò per fargli mollare la presa dalla prua della Cavalcavento, ma senza successo. Fortunatamente Muldrotha attaccò Yargle, liberando la nave.

Proseguirono verso la Fortezza e recuperarono Teferi e Karn. Mentre la Cavalcavento si avvicinava alle mura esterne, vennero attaccati da una raffica di frecce e dardi di balestra. L'offensiva della Cavalcavento stava procedento bene finchè non vennero attaccati da Urgoros. Lo scontro durò fino alla morte di Belzenlok, poichè quando percepì la morte del suo signore, Urgoros sparì.

Dopo la vittoria, liberarono i prigionieri della Cabala. Jaya, Karn e Teferi decisero di accompagnare gli altri planeswalker contro Nicol Bolas, rifiutandosi di entrare nei Guardiani perché si riteneva una solitaria; poi con gli altri viaggiò su Ravnica.

ReferenzeModifica

Rappresentata inModifica

Testi di coloreModifica

GalleriaModifica

CuriositàModifica

  • Oltre a comparire in alcuni libri, appare anche in alcuni fumetti.
  • Durante la Riparazione, Jodah disse che la spericolatezza di Jaya alla fine le costò la vita, credendola morta.
PLAN Attuali: Ajani - Angrath - Aminatou - Arlinn Kord - Ashiok - Chandra Nalaar - Dack Fayden - Daretti - Domri Rade - Dovin Baan - Estrid Garruk - Gideon Jura - Huatli - Jace Beleren - Jaya Ballard - Jiang Yanggu - Karn - Kaya - Kiora - Koth - Liliana Vess - Mu Yanling - Nahiri - Narset - Nicol Bolas - Nissa Revane - Ob Nixilis - Ral Zarek - Rowan Kenrith - Saheeli Rai - Samut - Sarkhan Vol - Sorin Markov - Tamiyo - Teferi - Tezzeret - Tibalt - Ugin - Vivien Reid - Vraska - Will Kenrith
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