FANDOM


Personaggio
Gideon10
Nome Gideon Jura
Originario di Theros - Akros
Lifetime 4.581 A.R.
Razza Umano Planeswalker
Titolo
  • Campione di Giustizia
  • Eroe di Akros
  • Forgiato dalla Battaglia
  • Alleato di Zendikar
  • Paradigma Marziale
  • delle Ordalie
Stato Vivo


Gideon Jura è un planeswalker che usa il mana bianco.

Per Gideon non c’è niente di più importante della lealtà e dell’onore. È un mago combattente con una forte propensione per la tattica e dotato del potere dell’invulnerabilità, che gli consente di prevalere in pressoché qualsiasi battaglia. Paladino degli innocenti, è fonte di ispirazione per altri individui disposti a seguirlo nella sua costante ricerca di giustizia. È noto per il sural, un'arma a quattro lame simile a una frusta e per la sua conoscenza della ieromanzia, la magia della giustizia sacra. A differenza di molti altri planeswalker non esita mai a scendere in campo e attaccar battaglia in prima persona, coniugando magia e forza fisica. Prima di diventare un planeswalker il suo nome era Kytheon Iora, leggendario miliziando di Akros che elaborò una serie di strategie e tattiche adottate tutt'ora dagli opliti. È uno dei quattro fondatori dei Guardiani.

Le origini di Gideon: Kytheon Iora di AkrosModifica

Vedi Gideon Jura (Planeswalker)/Origini.

The Purifying FireModifica

Durante i suoi viaggi, sentì delle leggende su una grande fonte di mana bianco a forma di fuoco sul Piano di Regatha e chiamato "Fuoco Purificatore" dai membri dell'ordine di Heliud, che custodivano la fiamma. Gideon andò su Regatha nella speranza di poter studiare la fiamma; inizialmente il capo dell'Ordine, Walbert, gli negò il permesso, per poi fargli un'offerta che gli permetterà di studiare la fiamma: la cattura di Chandra Nalaar.

Gideon accettò e trovò facilmente Chandra su Kephalai, mentre questa rubava la pergamena dell'Occhio di Ugin. Durante la fuga distrusse il Santuario delle Stelle e perse la pergamena che venne recuperata da Gideon che la restituì ai suoi proprietari.

Ritrovò Chandra su Diraden avvolto da una barriera che impediva ai due planeswalker di andare via e dominato dal mana nero e da una notte senza fine, governato dal principe Velrav. Per cercare di trovare un modo per fuggire dal piano, i due si allearono e subito dopo vennero attaccati da un goblin che Gideon sconfisse facilmente e che una volta sottomesso divenne la loro guida. Li portò da una saggia di nome Falia. La donna apparentemente sembrava una bambina ma attraverso la magia del sangue aveva appreso la conoscenza da sua madre, rallentando il suo invecchiamento. Faila fu affascinata da Gideon e tramò per separarlo da Chandra inviandolo in una battuta di caccia mentre chiamò dei Cavalieri della Nebbia per rapire Chandra. Gideon comparve però al momento opportuno abbattendo diversi cavalieri ma alla fine i due furono catturati dal principe vampiro.

Mentre a Chandra non venne fatto alcun male, Gideon venne torturato per aver ucciso diversi cavalieri della nebbia. Quando Chandra si svegliò, cerco di trattare con Velrav per ottenere la liberazione di Gideon ma commise l'errore di rivelargli che lo ieromante era un planeswalker. Il principe vampiro pensava infatti di usare un rituale della magia del sangue per impossessarsi dell'essenza di Gideon e poter diventare un planeswalker. Fortunatamente per Gideon, Chandra riuscì a decapitare Velrav durante il rituale e a liberarlo, inoltre con la morte del principe vampiro la barriera del piano scomparve e i due poterono andarsene da quel mondo.

Tornati su Regatha, i due chiesero l'aiuto di Samir, un elfo amico di Chandra che con grande sorpresa della piromante rivelò di conoscere Gideon, poichè lo aveva incontrato all'interno dell'Ordine di Heliud. Sentendosi tradita, Chandra abbandonò i due e tornata al Monastero scoprì che l'ordine lo teneva sotto assedio e aveva minacciato di distruggerlo se non gli avessero consegnato Chandra. Per salvare coloro che amava, la piromante si arrese chiedendo però che ad accompagnarla da Walbert fosse Gideon. Quando i due raggiusero Walbert, il capo dell'Ordine rivelò le sue intezioni: voleva consegnare Chandra al Fuoco Purificatore in modo che la piromante venisse purificata, un esempio per tutti coloro che in futuro avrebbero osato sfidare la legge dell'Ordine. Gideon si sentì assalire da un forte senso di colpa, non avendo sospettato nulla delle intenzioni di Walbert, e cercò di trovare un modo per aiutare Chandra. Alla fine lo ieromante scoprì che coloro che abbracciano il fuoco senza avare rimpianti hanno una possibilità di sopravvivere e parlando con Chandra, la piromante gli rivela che aveva accidentalmente avuto un ruolo nella distruzione del suo villaggio d'origine e della morte di coloro che amava.

Il fuoco purificatore risparmiò Chandra che usando la sua magia del fuoco distrusse il tempio dell'ordine, causando la morte di Walbert e delle sue guardie. Quando Gideon uscì dalle rovine, trovò Chandra svenuta, e nonostante fosse innorridito da ciò che aveva fatto la piromante, decise di aiutarla. In seguito, Chandra rivelò a Gideon che coloro che avevano distrutto il suo villaggio avevano proclamato gli stessi ideali dell'ordine e dicendogli che chiunque avesse seguito quegli "ideali" era un suo nemico: quindi anche lui. Gideon le rispose che si sarebbero incontrati nuovamente e dopo Chandra lasciò Regatha.

La battaglia di Fort KeffModifica

Dopo un esame di coscienza, Gideon decise di seguire Chandra su Zendikar, convinto di poterla aiutare in un mondo molto pericoloso. Quando arrivò, segui le tracce della ragazza fino all'Occhio di Ugin e alla fine scoprì che la planeswalker se n'era andata. Stanco per il lungo viaggio, Gideon cercò riposo nella città di Fort Keff e intorno al fuoco, sentì racconti sugli eldrazi e che la terra di Zendikar si era fatta più violenta. con racconti da incubo che ancora gli giravano in testa, Gideon andò a dormire sognando Chandra avvolta da fiamme bianche.

Durante la notte fu svegliato da un urlo sovrumano, un surrakar si era avvicinato troppo al forte e i soldati lo avevano catturato ferendolo gravemente. Gideon parlò con lui e questi gli disse che le sue divinità stavano arrivando per consumare ogni forma di vita sul loro cammino, da oltre il vuoto, da un mondo senza colore.

Comprendendo la gravità della situazione, Gideon rimase e aiutò i soldati a difendere il forte dall'attacco della progenie degli eldrazi, distruggendo da solo tutti i membri della covata. Si levarono urla di festa che però si trasformarono in orrore quando nel cielo apparve Emrakul. Consapevole di non poter vincere quell'essere, Gideon disse a tutti di fuggire dai fiumi sotterranei.

Rimasto solo a fissare il titano, pensò ad un modo per combattere la creatura davanti a lui. Con la speranza nel cuore lo ieromante si ricordò di aver sentito di un'organizzazione di planeswalker, il Consorzio Infinito, e decise di viaggiare su Ravnica per cercare aiuto.

Il bene superioreModifica

Al suo arrivo su Ravnica i suoi sforzi immediati non andarono a buon fine, qualunque destino fosse toccato al gruppo di planeswalker che cercava rimase un mistero per lui. Sul piano, Gideon salvò un'intera brigata Boros da un agguato dei Rakdos e per questo venne convocato da Aurelia. Lei gli disse che non aveva mai sentito il suo nome e che il suo accento così come i suoi vestiti, dimostravano che non faceva parte del suo distretto e nonostante tutto, aveva impedito che i suoi uomini venissero massacrati. Gideon le rispose che i Boros erano ben addestrati e che lui aveva semplicemente mostrato loro dove colpire e quando. Aurelia sorrise e gli disse che era modesto, lui aveva fatto molto di più. Aggiunse che era perplessa che non avesse mai sentito parlare della sua abilità in battaglia. Gideon rispose che non era di quelle parti. La sua risposta incuriosì Aurelia, ma l'angelo spostò la sua attenzione su gli edifici in miniatura sul tavolo, poi chiese a Gideon se conosceva quel luogo e quando lui rispose di no, gli disse che era il Nono Distretto e che si trovava a poca distanza dal territorio degli Azorius che però non vi entravano perché era troppo caldo per i loro gusti. Al suo interno vi erano scontri causati da Rakdos e Gruul, mentre i Dimir si nascondevano nelle ombre a tirare i fili dei diversi burattini. Gideon guardò gli edifici vuoti e immaginò le persone che tentavano di vivere pacificamente in una zona di guerra. Disse che le persone innocenti che vivevano lì dovevano pagare un alto prezzo. Aurelia annuì e disse che gli innocenti pagavano sempre il prezzo più alto, aggiunse che avrebbe voluto andare nel Nono Distretto con degli elementali e bruciare ogni Rakdos, Gruul o Dimir, ma non poteva; aggiuse che i senza gilda avevano vissuto in relativa pace per secoli in quel luogo grazie al patto delle gilde, ma dopo la sua distruzione tutto cambiò. Si fermò e gli disse che non l'avrebbe annoiato con le lezioni di storia, dopo che gli Azorius abbandonarono il Nono Distretto, iniziò il caos e l'ordine della zona andò perduto. Gideon chiese dove fossero i Boros in quel momento e Aurelia gli rispose che all'epoca non era lei la capogilda e che la precedente leader commise un errore dopo l'altro, forzando un cambiamento al comando della gilda. Gli chiese di andare con lei sul balcone e gli mostrò una legione di cavalieri Boros che marciavano, uno spettacolo glorioso. Gli disse che il Nono Distretto era una macchia su Ravnica, sui Boros e sulla sua anima e desiderava purificarla. Gideon chiese se voleva il suo aiuto e Aurelia gli rispose che voleva che fosse lui a guidare i suoi uomini: sapeva riconoscere un leader quando ne vedeva uno. Indicò un centinaio dei suoi soldati e gli disse che era disposta a metterlo alla guida di quel battaglione se lottava con loro o meglio ancora se si univa a loro. Gideon le chise se quel battaglione sarebbe stato suo anche se non si fosse unito ai Boros, il volto di Aurelia non mostrò alcuna espressione, ma esito prima di rispondergli di si, aggiungendo però che lui sarebbe stato ugualmente sotto il suo comando. Gideon accettò, pensando che con simili soldati, potevano essere spostate anche le montagne. Ma Gideon aveva visto qualcosa di molto peggio del Nono Distretto durante i suoi viaggi, qualcosa che faceva sembrare Rakdos in persona insignificante: Zendikar; un mondo che stava venendo divorato da degli orrori interplanari e lui non poteva fare nulla di immediato per salvarlo, mentre le strade di Ravnica erano piene di innocenti vittime del fuoco incrociato tra le gilde e i senza cancello. Sebbene Zendikar fosse in condizioni disperate, se tra le gilde fosse scoppiata la guerra, l'intera popolazione di Zendikar sarebbe stata solo una frazione delle vittime di Ravnica. La sua presenza era necessaria lì e con l'aiuto di Aurelia, avrebbe potuto salvare innumerevoli vite umane. Conosceva i pericoli del seguire troppo facilmente gli ordini di qualcun'altro, non era pronto a diventare un Boros, ma era pronto a brandire le sue armi per il bene più grande. Con un sorriso da lupo chiese ad Aurelia quando avrebbe cominciato.

IrruzioneModifica

Rinviata la su ricerca di altri planeswalker che avrebbero potuto aiutarlo per salvare Zendikar, Gideon osservò le gilde cercando un modo per frenare la guerra in arrivo. Lui credeva nello scopo dei Boros: la difesa delle leggi, ma l'aggressività di Aurelia contro le altre corporazioni lo mise in contrasto con la capogilda. La sua alleanza coi Boros divenne sottile e vicina al punto di rottura, spingendolo a pensare di unirsi ai Senza Cancello nei loro sforzi di sfuggire alla violenza delle gilde.

La battaglia per il Nono DistrettoModifica

Nel Nono Distretto, Gideon Jura parlò con l'esploratore Boros che lo informò che i Gruul avevano abboccato all'esca. Lo ieromante affermò che era una cosa su cui si poteva sempre contare quando si trattava dei Gruul, poi disse al Boros di tornare alla piazza per avvertire Dars Gostok che stavano arrivando. Rimasto solo, Gideon sentì l'orda dei guerrieri Gruul cantare inni di guerra, e mentre correva facendo da esca, pensò che era un buon segno; li avrebbe portati tutti nel punto stabilito. Arrivò di corsa nella piazza con l'orda infuriata dietro di lui, gridò ai Boros di aspettare, poi quando tutti i Gruul arrivarono al centro ordinò l'attacco. I Boros lanciarono i loro incantesimi, illuminando la piazza con flussi di fuoco che colpirono molti dei loro nemici, incuranti di ciò, i Gruul avanzarono per combattere corpo a corpo coi Boros. Gideon si fece strada tra le file Boros per trovare Dars e gli chiese dei Rakdos, il capitano del pugno infuocato gli rispose che per il momento non c'era alcun segno di loro. Gideon gli disse che non potevano tenere i Gruul bloccati all'infinito e nemmeno lasciarli andare, per far funzionare il piano dovevano entrare in scena i Rakdos. Improvvisamente si sentì un urlo dall'altro lato della piazza, e i due videro Tajic correre verso di loro, inseguito da demoni e membri umani dei Rakdos. Un incantesimo oscuro riuscì a colpirlo avvolgendolo in una nube di fuoco e zolfo, ma senza fargli alcun danno. I Boros si precipitarono verso i Rakdos intercettandoli e permettendo a Tajic di raggiungere Gideon. Il Boros lo salutò, poi notando la preoccupazione sul suo volto lo tranquilizzò dicendogli che a colpirlo era stato solo un piccolo sbuffo di fumo. Gideon gli rispose che si stava chiedendo quando sarebbe arrivato per poi aggiungere che aveva ottenuto l'attenzione completa dei Rakdos. Tajic gli rispose che coi Rakdos bastava solo conoscere gli insulti giusti. Gideon si voltò verso Dars e gli ricordò che dovevano contenerli nella piazza a tutti i costi. Il capitano suonò la tromba e i suoi soldati si disimpegnarono dai Gruul formando un muro con spade e lance in tutta la piazza. Gruul e Rakdos si massacrarono a vicenda, persi in un delirio di sangue e rabbia e alla fine i Boros chiusero i ranghi vincendo la battaglia.

Gideon e Tajic esplorarono le rimanenti zone del Nono Distretto insieme a pattuglie di esecutori e cavalieri Orzhov, che grazie a Teysa Karlov, avevano usato la loro influenza per sdradicare i Dimir, anche se con loro era sempre difficile affermarlo con sicurezza. Tra le due gilde venne stipulato un accordo: avrebbero condiviso entrambe la protezione del Nono Distretto. Anche se Teysa aveva assicurato che avrebbero sorvegliato il benessere del quartiere, per Aurelia non era stato facile accettare la proposta.

Gideon venne nuovamente convocato da Aurelia a Sol-Dimora. La capogilda gli disse che aveva reso un grande servizio sia ai Boros che ai cittadini di Ravnica e gli chiese nuovamente se voleva unirsi alla Legione. Gideon sorrise e le rispose che nulla gli avrebbe procurato più piacere che aiutare i Boros e che non aveva mai combattuto al fianco di combattenti più abili di loro, ma, aggiunse che doveva andare altrove, c'erano altre battaglie che doveva affrontare. I due si strinsero la mano, Gideon le disse che era stato un onore poi si voltò per andarsene. Mentre usciva Aurelia gli disse che sarebbe sempre stato il benvenuto a Sol-Dimora.

Il progetto dei fulmini rivelatoriModifica

Ogni sera, su Ravnica, Gideon si recava vicino a un presidio Boros per poi visitare alcuni luoghi della città e infine viaggiare via dal piano prima del mattino. Non sapeva che il suo modo di viaggiare così sistematico creava uno schema perfetto per le ricerche che gli Izzet stavano facendo con il loro progetto, che rischiava di svelare il segreto dei planeswalkers. Una sera Gideon decise di cambiare il suo percorso abituale e nascosto al secondo piano di un presiodio Boros, che aveva scelto per evitare di essere scoperto e per la visuale aperta sul vicolo sottostante, vide due uomini che stavano chiaramente sorvegliando il suo abituale luogo di arrivo. Uno era un Izzet che non conosceva, ma l'altro invece lo riconobbe subito: si trattava del Patto delle Gilde vivente di Ravnica. Gideon li osservò con cupo interesse e dalla sua posizione potè udire la loro conversazione, sentì il mago Izzet dire che aveva bloccato la parte di un incantesimo che seguiva proprio i suoi spostamenti, ma temeva che altri potessero scoprirlo e l'altro rispose che aveva capito e che dovevano trovare una soluzione logica per mandare fuori strada coloro che controllavano il progetto. Gideon sentì i due maghi discutere di un piano, un inganno rischioso ma ingegnoso, che avrebbe coinvolto il drago maestro della gilda e complicate magie Izzet delle tempeste con cui non aveva familiarità. Quando i due conclusero ogni cosa, il Patto delle Gilde vivente annuì e mise fine alla conversazione, ma non andò via camminando: si concentrò e svanì con un'increpatura molto particolare che rivelò a Gideon che il giudice delle gilde di Ravnica era un planeswalker. L'altro invece si infilò nella grata delle fogne e sparì alla vista. Gideon pensò che non sarebbero più riusciti a seguire i suoi passi, un fatto positivo e aveva anche ottenuto nuove fondamentali informazioni sul Patto delle Gilde vivente, un risultato produttivo per cui era valsa la pena di modificare il suo programma predefinito. Mentre le ultime note della fanteria dei canti Boros svanivano, Gideon se ne andò.

Blocco di Battaglia per ZendikarModifica

Vedi Gideon Jura (Planeswalker)/Battaglia per Zendikar.

La battaglia di ThrabenModifica

Dopo che Jace informò gli altri Guardiani di aver trovato Emrakul su Innistrad, Gideon viaggiò sul piano insieme ai suoi amici. Arrivato sul nuovo mondo uccise un mannaro alterato che stava per attaccare Jace. Visto il suo ritardo, il telepate chiese con ironia se si fosse perso durante il viaggio o se si fosse recato su Ravnica per uno spuntino e Gideon rispose che non era facile seguirlo fino a un piano in cui non era mai stato. Lo ieromante osservò Thraben e poi Emrakul. Disse che era più grande degli altri due, aveva anche un bell'esercito a proteggerla e chiese quale fosse il loro piano. Proprio in quel momento arrivarono Chandra e Nissa. Jace spiegò a tutti che si trovavano nella stessa situazione dell'ultima volta, con qualche piccolo sviluppo inaspettato: Emrakul si stava dirigendo verso Thraben e loro dovevano arrivarci per primi. Una volta in posizione, Nissa avrebbe dovuto utilizzare il suo glifo planare per entrare in contatto con la rete di leyline, Gideon avrebbe liberato la strada per farli avvicinare in modo che avrebbero potuto incanalare l'energia del piano attraverso Chandra, che avrebbe fatto ciò che sapeva fare. Nissa disse che sarebbero dovuti riuscire ad avvicinarsi a sufficienza e spiegò che se si fossero avvicinati troppo, Emrakul li avrebbe distrutti, ma se non si fossero avvicinati abbastanza, lei sarebbe riuscita a stabilire un contatto con al massimo tre leyline e non sarebbero state sufficienti. Jace non replicò, Chandra mise una mano sulla spalla dell'elfa e disse che se fosse stata solo una o venti leyline, se l'avesse messa in connessione, se la sarebbe fatta bastare; Gideon intervenne e chiese a Nissa se riteneva di riuscire a farcela dal momento che non valeva la pena tentare un piano se non erano tutti convinti. Nissa raccolse una manciata di polvere e se la fece passare tra le mani, poi rispose di si. I Guardiani si diressero a Thraben.

I quattro combatterono contro gli orrori alterati, Gideon scattò in difesa di Chandra dopo che questa cadde in ginocchio sfiancata. Si trovavano in quella che sembrava una piazza, la via da cui erano entrati venne bloccata dalle legioni di Emrakul, così come quella per proseguire. Dietro gli abomini, nel cielo, incombeva minacciosamente la tempesta: il corpo del titano era quasi completamente nascosto alla vista, ma la sua presenza era evidente in ogni luogo; i tentacoli di Emrakul emersero dalle nubi graffiando il terreno e rombando, mentre riducevano interi isolati della città in polvere. Gideon chiese a Nissa se potesse evocare degli elementali, l'elfa scosse la testa e rispose che poteva provare a chiamarli, ma temeva che ciò che avrebbe risposto non sarebbe stato di loro gradimento; si rivolse a Chandra chiedendole se fosse pronta per un altro attacco e la piromante confermò che si stava preparando; infine a Jace chiese cosa vedesse. Il telepate rispose che non stavano avanzando, ma si trovavano in uno spazio aperto, facile da difendere e consigliò di utilizzare il glifo. Gideon disse a Nissa di procedere: loro tre avrebbero dovuto proteggerla; la resistenza che avevano affrontato finora era stata accidentale e non era neanche sicuro che fossero stati notati. La piazza si riempì di vita quando Nissa completò il suo complesso glifo. Dalle orde intorno a loro provenne un suono acuto, gli orrori si voltarono e caricarono l'elfa, ma Gideon li intercettò e colpì le loro linee con potenti sferzate e si lanciò nella mischia, scagliando scintille dorate ogni volta che deviava un colpo; ruggì e sferrò un ampio fendente circolare, cercando di infliggere più danni possibile e attirare maggiore attenzione su di sè. Nissa disse ai suoi amici di tenersi pronti e iniziò a stabilire un contatto con le leyline di Innistrad, ma fallì perchè la terra non collaborava con lei, era ostile e la feriva; perse il controllo, svenne e il glifo si spense istantaneamente. Nel frattempo le orde di creature alterate continuarono ad avvicinarsi. Chandra e Jace raggiunsero l'elfa per accertarsi che stesse bene. Gideon tornò di corsa da loro mentre l'orda della follia si avvicinava lentamente e disse ai due di mettersi in un punto più sicuro mentre lui avrebbe difeso Nissa fino a quando non si fosse ripresa, ma Chandra replicò che se ne sarebbero andati insieme e Jace terminò dicendo "o tutti o nessuno". Improvvisamente un'armata di non morti apparve nella piazza e attaccò le creature mutate dilaniandole con una terribile forza; entrambi gli schieramenti erano incuranti del dolore e delle perdite. Gli zombie arrivarono nel punto dove si trovavano i quattro planeswalkers e formarono un perimetro difensivo intorno a loro, per poi iniziare a respingere gli assalitori. Infine apparve il loro generale: una necromante.

Riconoscendo la donna che aveva incontrato su Ravnica quando aveva chiesto aiuto a Jace per salvare Zendikar, Gideon, che era ancora in posizione da combattimento, chiese che cosa ci facesse lì; Chandra si mise tra loro e gli rammentò che l'altra aveva appena salvato le loro vite. Nissa si svegliò in quel momento, vide il Velo e disse che quell'oggetto era un abominio. La necromante sorrise e disse che avevano uno strano modo di ringraziare e Gideon abbassò le sue lame. Jace chiamò la necromante Liliana e disse che credeva che non l'avrebbe più rivista, ma ora era lì. La necromante rispose che aveva salvato le loro vite, erano in debito con lei e ora dovevano andare su un piano più sicuro. Jace scosse la testa e disse che non potevano farlo, dovevano portare a termine il loro compito e con la sua protezione potevano farcela. Liliana replicò che restare era sciocco e che dovevano andarsene. Nissa intervenne e disse che era lei a dover andar via, non avrebbe combattuto al suo fianco. Gideon sollevò una mano in segno di avvertimento e replicò che a Portale Marino aveva combattuto al fianco di vampiri, pirati e molto peggio e che, se potevano fidarsi, ogni alleato era benvenuto. Si rivolse poi a Liliana e disse che non sapeva se poteva fidarsi di lei, l'istinto di Nissa raramente si sbagliava ed era d'accordo con l'elfa: il manufatto che portava era un problema. Continuò che lui non la conosceva, si voltò verso Jace e disse al suo amico che la scelta spettava a lui e chiese se si potessero fidare. Prima che il telepate potesse rispondere, Liliana rise sonoramente e disse che la sua era una domanda ridicola: le bastava schioccare le dita per sopraffarli, in quel momento si stavano già fidando di lei, ma se non volevano andarsene, non poteva obbligarli. Chiese quale fosse il loro piano e quando nessuno dei quattro rispose, la necromante commentò con un sorriso che era sicura che tutto sarebbe andato a finire per il meglio.

La fine promessaModifica

Durante la tregua offerta dagli zombie di Liliana, Gideon vide Tamiyo, la lunantropa di cui Jace aveva parlato, atterare di fianco al suo amico. Improvvisamente ci fu un cambiamento nell'aria, come un giorno di primavera prima di una tempesta ed Emrakul si aprì: le sue nubi fiorirono, i suoi lunghi e colorati tentacoli si allungarono e si moltiplicarono, da centinaia a migliaia, a decine di migliaia. Una sfera invisibile di potere si diffuse da Emrakul, inondando ogni planeswalkers. Come tutti gli altri tranne Liliana, Gideon venne protetto dalla magia di Jace. Tuttavia perse i sensi ed ebbe una visione: nella sua mente apparve Erebos che brandiva la sua frusta e intorno a lui si trovavano gli altri Guardiani. Il dio dei morti chiese quale fosse il suo desiderio più intenso e cosa volesse veramente; Gideon urlò, con un'espressione contorta di disprezzo e dolore e rispose che lui non aveva nulla da offrirgli. Erebos sollevò la frusta e replicò che la sua non era un'offerta e se non avesse risposto alla sua domanda avrebbe ucciso tutti i suoi amici. Gideon rispose che il suo desiderio più intenso era proteggere gli altri e salvarli, ma il dio disse che la sua era una menzogna e uccise Jace. Gideon scattò e urlò, le sue lame brillarono, ma venne scagliato all'indietro da Erebos che non si mosse e sollevò semplicemente una mano. Il dio disse che non poteva sconfiggerlo, che non ne era mai stato in grado, se avesse detto la verità avrebbe risparmiato gli altri suoi amici. Gideon diede altre due risposte, ma Erebos replicò che erano ancora menzogne e uccise prima Nissa e poi Chandra; il dio dei morti chiese se doveva davvero perdere tutti prima di accettare la verità, quale fosse lo scopo della sua ostinazione e se fosse deciso a provare più dolore possibile. La frusta danzò al tocco del suo maestro, Gideon sollevò il capo verso il cielo e urlò un'altra risposta.

Dopo che Jace dissolse la sua magia, Gideon e gli altri planeswalkers ripresero conoscenza confusi e disorientati. Gideon sentì Jace parlargli mentalmente: gli zombie di Liliana avevano bisogno del loro aiuto, non potevano lasciare che venissero sconfitti dai servitori di Emrakul. Gideon si mosse, con la risoluta velocità di un soldato e vide Chandra esitare; la piromante chiese se poteva provare a incenerire il titano. Jace inviò i suoi pensieri a tutto il gruppo, attraverso la magia di protezione che manteneva le loro menti collegate; Emrakul era troppo grande e potente, non sarebbero riusciti a sconfiggerla come avevano fatto con gli altri due titani e non era neanche sicuro che potesse essere distrutta. Nissa, che stava curando Liliana, in fin di vita per aver usato troppo il potere del Velo, intervenne e disse che aveva ragione; cercare di incenerire Emrakul sarebbe stato come gettare una torcia nell'oceano, non avrebbe funzionato nemmeno se fossero state disponibili tutte le leyline di Innistrad. Terminò dicendo che Emrakul era stata presente nel momento dell'accensione della sua scintilla e forse era giusto che fosse presente anche alla fine. Chandra le disse di smetterla di essere così pessimista e andò ad aiutare Gideon. Mentre i due combattevano contro le creature alterate, Tamiyo ricordò a Jace le parole di Avacyn: "ciò che non può essere distrutto sarà costretto in schiavitù" e disse che quella era la risposta. Jace replicò che la Tomba Infernale era stata distrutta, ma l'altra disse che si riferiva al luogo di provenienza della prigione d'argento: la luna. Spiegò agli altri che lei possedeva una magia vincolante potente che poteva applicare alla luna, ma la magia doveva essere collegata a Emrakul. Jace poteva creare il collegamento, tuttavia avevano bisogno di potere per alimentare l'incantesimo e chiese a Nissa se poteva generare il mana per la magia; l'elfa rispose che ci avrebbe provato. Nel frattempo Gideon e Chandra stavano tenendo a distanza i servitori di Emrakul da soli, ma non riuscivano a assere contemporaneamente da ogni lato e senza la necromante gli zombie stavano per essere sopraffatti; gli altri tre decisero di agire. Sebbene con qualche difficoltà, alla fine il loro piano riuscì e Emrakul venne imprigionata sulla luna.

Dopo che la battaglia contro Emrakul fu vinta, i Guardiani aiutarono spegnendo alcuni incendi, consolando alcuni sopravvissuti e curando le ferite di chi era ancora vivo. Al termine di quella lunghissima giornata, Gideon parlò con Tamiyo dei Guardiani e le chiese se voleva unirsi a loro, ma lei rifiutò. Lo ieromante venne chiamato da Jace e i due parlarono di Liliana; Gideon non era contento della richiesta del suo amico, ma acconsentì. Jace si avvicinò alla necromante e le chiese se voleva diventare una guardiana, lei accettò e Gideon le chiese di pronunciare un giuramento.

Blocco di KaladeshModifica

Vedi Gideon Jura (Planeswalker)/Kaladesh.

Blocco di AmonkhetModifica

Vedi Gideon Jura (Planeswalker)/Amonkhet.

ReferenzeModifica

Rappresentato inModifica

Testi di coloreModifica

Carte associateModifica

GalleriaModifica

CuriositàModifica

  • Il personaggio di Gideon è stato creato da Laura Resnick per il libro The Purifying Fire.
  • Gideon è il protagonista del video di presentazione di Duels of the Planeswalkers 2012 e Magic 2012.
    • Per via dello stesso video, molti fan pensavano che il piano originario di Gideon fosse Alara, ma Doug Beyer ha confermato l'indipendenza del video rispetto alla storia.
    • Sempre nel video, Gideon viene sconfitto e ferito gravemente da Nicol Bolas, ma si salvò grazie all'arrivo dei suoi alleati: Chandra Nalaar, Sorin Markov, Garruk e Jace Beleren. Anche questo è stato confermato da Doug Beyer come non collegato alla storia.
  • Nel libro The Purifying Fire, Gideon accese la sua scintilla dopo aver ucciso un avversario più forte di lui, mentre in Le origini di Gideon: Kytheon Iora di Akros è il dolore per la morte dei suoi compagni a farlo diventare un planeswalker. Nella continuità della storia è la storia web a mostrare la vera ascensione di Gideon.
  • Sempre in The Purifying Fire, fu il suo maestro a donargli il sural e a installare nella sua mente un monito verso i piromanti che praticavano la magia del fuoco.
  • Quando Gideon arrivò la prima volta su Bant, il frammento era ancora diviso dagli altri quattro.
  • Nonostante la carta "Gideon delle Ordalie" possa fare pensare che Gideon abbia affrontato tutte le Ordalie su Amonkhet, in realtà lo ieromante ne ha affrontata solo una, l'Ordalia dell'Ambizione che fallì quando arrivò alla fine. 
W: Gideon Jura U: Jace Beleren B: Liliana Vess R: Chandra Nalaar G: Nissa Revane GW: Ajani


PLAN Attuali: Ajani - Angrath - Arlinn Kord - Ashiok - Chandra Nalaar - Dack Fayden - Daretti - Domri Rade - Dovin Baan - Garruk - Gideon Jura - Huatli - Jace Beleren - Karn - Kaya - Kiora - Koth - Liliana Vess - Nahiri - Narset - Nicol Bolas - Nissa Revane - Ob Nixilis - Ral Zarek - Saheeli Rai - Samut - Sarkhan Vol - Sorin Markov - Tamiyo - Tezzeret - Tibalt - Ugin - Vraska
Barra
CAOS Dispersi: Ash Embereck - Arzakon - Dakkon Blackblade - Drabk - Eskil - Fatima - Fiers - Geyadrone Dihada - Grenfell Mor - Jared Carthalion - Kazz - Krimon - Lily - Marduk Blackwater - Masrath - Nailah - Parcher - Platon - Rafthrasa - Ramaz - Ravi Sengir - Ravidel - Sandruu - Tempè - Tessebik - Thomil - Thorn - Vram - Worzel - Yawden - Zakk
Barra
S Scintilla esaurita o persa: Kuthuman - Slobad - Teferi
Barra
Lapide Deceduti: Altair - Azar - Azor I - Baltrice - Bo Levar - Boragor - Chaney - Commodore Guff - Daria - Dyfed - Elspeth Tirel - Faralyn - Feroz - Freyalise - Greensleeves - Grinth - Jaya Ballard - Jeska - Kenan Sahrmal - Kento - Kristina - Leshrac - Liana - Manatarqua - Meshuvel - Serra - Sifa Grent - Taysir - Tevesh Szat - Urza - Venser - Vronos - Windgrace - Xenagos

Ad blocker interference detected!


Wikia is a free-to-use site that makes money from advertising. We have a modified experience for viewers using ad blockers

Wikia is not accessible if you’ve made further modifications. Remove the custom ad blocker rule(s) and the page will load as expected.