FANDOM


Personaggio
Garruk7
Nome Garruk
Originario di Piano sconosciuto
Lifetime 4.470 A.R.
Razza Umano Planeswalker
Titolo
  • Lingua Selvaggia
  • Cacciatore Primitivo
  • Spietato
  • Maledetto dal Velo
  • Evocatore di Bestie
  • Lo Sterminatore
  • Predatore Supremo
Stato Vivo


Garruk è un planeswalker che usa il mana verde. In seguito, a causa di una terribile maledizione, ha iniziato a usare anche il mana nero.

È un esperto cacciatore con abilità da druido la cui filosofia è quella di vivere a contatto con la natura. La sua specialità è l’evocazione di creature: magie che assorbono abbondante mana dalla terra, evocano bestie selvagge e scatenano la ferocia e la potenza delle creature evocate. È burbero e impaziente e si sente a disagio in una conversazione "civile" in quanto preferisce le terre selvagge. Garruk è convinto che le persone che non comprendono la sua filosofia di vita lo considerino un mostro. A volte, Garruk collega a sè le prede sconfitte guadagnando la loro forza. Dopo che la maledizione lanciatagli da Liliana Vess si diffuse in lui, scoprì di possedere nuovi poteri di morte. Cercò di trovare una cura alla corruzione che sentiva dentro di sè, ma essa prese il sopravvento sulla sua mente spingendolo ad andare a caccia non solo di Liliana, ma di tutti i planeswalkers. A ogni nuovo delitto, la maledizione lo trasformò in un essere sempre più irriconoscibile. Fortunatamente per lui, proprio ad un passo dal punto di non ritorno, Jace Beleren riuscì a sigillare un Edro nel suo corpo e la magia della pietra bloccò la maledizione del cacciatore mettendola in stasi, ma senza rimuoverla. Sebbene le azioni del telepale lo fecero tornare in sè, Garruk ha accolto la sua nuova oscurità accettando di essere diventato un mostro.

AdolescenzaModifica

Garruk viveva con suo padre Raklan in una fattoria. Al suo decimo compleanno il padre gli insegnò il suo primo incantesimo, che Garruk apprese velocemente. La giornata prese però una svolta negativa quando comparve un soldato di sceriffo che era venuto per arruolare Garruk nell'esercito di Faldus. Raklan si rifiutò di consegnare suo figlio, ordinando a Garruk di correre a nascondersi nella foresta fino a quando Raklan non gli avrebbe detto di tornare. Diede a Garruk un manufatto per poter comunicare con lui in modo che il figlio avrebbe potuto sentire la sua voce anche se Garruk non avrebbe potuto parlargli. Il ragazzo vagò per settimane nella foresta cercando di non farsi catturare dai soldati, mentre grazie al manufatto poteva sentire la voce di suo padre che lo avvertiva di far attenzione a non farsi ingannare dagli altri e di ascoltare sempre la natura. Durante i suoi vagabondaggi incontrò una famiglia di baloth e usando il potere della natura riusci' a farsi adottare dalla madre dei baloth.

Passano sette anni, Garruk insieme alle creature di grandi dimesioni attaccò la città vicino alla sua fattoria per costringere lo sceriffo che aveva ucciso suo padre ad affrontarlo. Il soldato gli disse che la distruzione che stava causando era inutile dal momento che suo padre era ancora vivo; Garruk lo accusò di mentire e l'uomo gli rispose di andare con lui nella prigione. Titubante, Garruk decise di andare con lui. Dentro la cella vide il cadavere del padre trafitto da una spada. Venne spinto e chiuso dentro la prigione, ma nonostante le parole di scherno dell'uomo, Garruk mantenne la calma, prese il manufatto che suo padre aveva usato per comunicare con lui, poi usò una magia di richiamo e un grosso wurm apparve dal terreno uccidendo lo sceriffo.

Dopo aver vendicato suo padre, Garruk prese l'elmo dello sceriffo, si mise al collo entrambi i manufatti di suo padre e lo ringraziò per tutti i suoi insegnamenti. Poi tornò nella foresta.

Il Cacciatore e il VeloModifica

Avendo sentito parlare di una creatura enorme chiamata Ursoth su Shandalar, Garruk decise di dargli la caccia e con l'aiuto delle sue evocazioni riuscì a sconfiggere la creatura rigenerante. Invece di ucciderla però decise di legarla a lui. Durante la notte una delle sue bestie venne uccisa da Liliana Vess. Scoprendo il cadavere della sua creatura, si infuriò e seguì le traccie per trovare l'assassino, arrivò al tempio antico degli Onakke, trovando la necromante. I due si affrontano, ma Liliana grazie ad un manufatto conosciuto come il Velo riuscì a sopraffare il cacciatore con un impeto di mana nero che lo stordì e lo maledì.

La Maledizione del VeloModifica

Ripreso conoscenza, Garruk sentì la morte intorno a sé, sul suo corpo vi erano linee nere. Sentendosi stanco Garruk evocò una creatura per farsi strada tra le macerie, ma durante l'evocazione il suo mana cambia dal verde al nero e il cacciatore finisce per evocare una creatura corrotta. Capì di essere stato corrotto, quindi uccise la creatura e lentamente si fece strada per uscire dal tempio. Una volta fuori, non riuscì più a sentire i suoni della foresta e iniziò a cercare una cura, senza però ottenere risultati. Decise allora di cercare la necromante per costringerla a rimuovere la maledizione. Consapevole di non sapere nulla su di lei, viaggiò su Ravnica e cercò Jace Beleren per conoscere il luogo dove si trovava Liliana. Nella sua furia Garruk lasciò dietro di se una scia di distruzione e il mago mentale si rifiutò di aiutarlo. I due si affrontano e alla fine Garruk ebbe la meglio su Jace. Il cacciatore fù sul punto di uccidere Jace, ma quando il mago mentale lo chiamò mostro, l'ira di Garruk si placò, si scusò con Jace e lo lasciò andare. Il mago mentale avrebbe voluto portare Garruk da Emmara, una guaritrice, ma lui rifiutò dicendo che ha solo bisogno di trovare la planeswalker e gli chiese in quale piano si trovasse. Alla fine Jace nominò il piano Tavelia. Prima di andarsene, Garruk disse a Jace che la pergamena che stava studiando lo avrebbe portato sul Piano di Zendikar.

Il Figlio SelvaggioModifica

Garruk viaggiò su un piano sconosciuto e lavorò come cacciatore di taglie per una gorgone in cambio di informazioni sulla posizione di Liliana Vess. Completata la sua missione però, la gorgone si rifiutò di dargli le informazioni e gli mentì affermando di non sapere nulla sulla necromante, consigliando poi a Garruk di andarsene se non volesse rimanere pietrificato dal suo sguardo. Garruk andò via, ma con uno stratagemma riuscì ad ingannare la gorgone, sentendola parlare con un servitore conobbe il nome di Kothophed.

Maledetto dal VeloModifica

Dopo la maledizione del Velo, Garruk, da sempre specializzato in magie che assorbono mana dalla terra, nell'evocazione di potenti creature e nella forza selvaggia, fu corrotto dalla magia nera. La maledizione si diffuse lentamente, trasformando i suoi feroci compagni di caccia in deboli spiriti. il cacciatore scoprì però di possedere nuovi e terribili poteri di morte, una scoperta che aumentò ulteriolmente la sua ira.

Liliana, ancora in possesso del Velo è la preda del nuovo Garruk, intenzionato a sopravvivere alla maledizione e costringere la necromante a rimuoverla, pena la morte.

InnistradModifica

Dopo aver attraversato alcuni dei peggiori piani del multiverso, Garruk riuscì a rintracciare Liliana su Innistrad. Garruk, abile cacciatore temette di non avere molto tempo. La maledizione lo stava consumando.

Scontro con Liliana VessModifica

Dopo aver rintracciato Liliana a Kessig, la inseguì rapidamente e riuscì a intercettarla in una palude. I due si scontrarono. Liliana esitava a usare il velo e questo per Garruk era un vantaggio. Riuscì ad afferrarla al collo e a immobilizzarla contro una roccia. Prima di sferrare il colpo mortale le disse di liberarlo dalla maledizione, altrimenti sarebbe morta con lui.

Sfortunatamente, la sua forza era indebolita a causa della maledizione e la sua magia legata al mana verde era stata sostituita dal mana nero. Non era abbastanza forte per combattere Liliana al suo stesso livello e venne battuto dopo che quest'ultima riuscì a liberarsi. Lo lasciò a terra circondato da demoni minori e ghoul.

Ritorno di AvacynModifica

Nonostante fosse vicino alla morte, Garruk riuscì a sconfiggere tutti i suoi nemici, ma si sentì come se la sua mente scivolasse via. Vagò negli ambienti ciechi della palude gridando ai corvi e a mostri immaginari. Avrebbe potuto essere la fine del grande cacciatore, che cadde privo di sensi nel fango. Si salvò grazie a Avacyn, che usò la sua magia per alterare la maledizione dei mannari fondendo lo spirito umano con lo spirito della natura selvaggia, creando così i Lupir. Quell'incantesimo per sua fortuna non influenzò solo i mannari, ma contribuì alla modifica di altre maledizioni, tra cui la sua. Garruk riprese i sensi e si fissò le braccia. Vide le venature nere ritirarsi dalla pelle. Sopraffatto dalla gioia per l'assenza improvvisa di dolore e malattia, pensò di essere libero dalla maledizione. Ma in pochi secondi le vene nere riapparvero e gli sembrò che il sangue si addensasse mentre la maledizione tornava nuovamente a mostrare i segni sul suo corpo. La magia sacra era stata sufficiente a riportarlo indietro dalla follia e a salvarlo dalla morte, ma non abbastanza potente da curarlo dalla maledizione. Uscito dalla palude, si ritrovò in Via dell'Angelo, la strada tra Kessig e Thraben. Osservando le tracce capì che Liliana era andata verso Thraben. Prima di proseguire nella sua ricerca, decise di raggiungere l'origine della magia in grado di curare le maledizioni.

Garruk pensò che a volte una linea retta non era il modo migliore per catturare una bestia. Scelse quindi di seguire il sentiero attraverso la foresta, lasciandosi guidare dai sensi. Sapeva che la sua caccia a Liliana non era finita.

Incontro con OdricModifica

Nella sua inconsapevole ricerca di Avacyn, Garruk incontrò Odric e i suoi uomini. Il planeswalker era indebolito e mostrificato dalla maledizione che lo stava consumando. Odric non aveva mai visto un uomo con delle linee nere sul corpo e gli chiese cosa fosse. Garruk gli raccontò la sua storia e gli disse infine il suo nome. Odric capì che non era l'assassino che cercava, ma decise di ucciderlo comunque, senza che Garruk potesse opporre resistenza tanto era stremato. Nel momento cruciale in cui Odric stava per tagliargli la gola, venne fermato da Grete, che convinse il suo capitano a portarlo vivo a Thraben. Sarebbe stata Avacyn a decidere la sua sorte.

A caccia di planeswalkerModifica

Sfortunatamente per lui, Garruk non ebbe modo di incontrare Avacyn perchè la maledizione del Velo lo spinse nuovamente verso la follia e ad abbandonare il piano. Il suo corpo e la sua mente vennero corrotti in modo peggiore rispetto al passato. La sua pelle si è fatta pallida, la sua carne solcata dalle vene annerite. I suoi istinti di caccia si sono rivolti dalle bestie selvatiche a prede ben più temibili: i planeswalker.

La vendetta di GarrukModifica

Su Alara Garruk venne braccato da un gruppo di quattro planeswalker: Kento, Boragor, Grinth e Vronos. Riuscì a trovare e uccidere i primi tre cercandoli e trovandoli uno alla volta.

Il Cacciatore non Prova PietàModifica

Garruk venne trovato da Vronos, un planeswalker mandato in missione da Avacyn per portarlo nella Cattedrale di Avacyn in modo che venisse curato, se possibile, dalla sua maledizione. In risposta alle sue parole, Garruk ruggì come una bestia e lo attaccò con la sua ascia. Vronos fece un salto indietro, non azzardandosi a parare la pesante lama con la sua più leggera, l'inquisitore sollevò la balestra e sussurrò un incantesimo di sottomissione sul proiettile in volo. Garruk lo distrusse facilmente e poi evocò un orso che si lanciò su Vronos che in risposta diede vita a una mazza lucente che abbattè la bestia. Ansimante per lo sforzo, l'inquisitore evocò un mostro di metallo. Garruk evocò altre bestie e più creature selvagge si univano alla mischia più servitori di Eterium venivano creati da Vronos. Garruk divenne ancora più maestoso e feroce nella piena furia della sua magia contaminata. Comprendendo di essere in difficolta, l'inquisitore sollevò le mani per un incantesimo ma prima che potesse terminarlo l'ascia di Garruk affondò nella sua spalla, il cacciatore maledetto aveva semplicemente scagliato la sua arma. Vronos cadde in ginocchio afferrandosi la ferita sanguinante e fuggi nella cieca eternità.

Tuttavia, Garruk non era intenzionato a lasciare fuggire la sua preda e dopo un po' trovò Vronos inginocchiato su una cerva che aveva appena abbattuto. Garruk sollevò la sua ascia e disse che gli aveva detto che non sarebbe riuscito a sfuggirgli. L'arma fischiò nella discesa e uccise il planeswalker. Garruk poi aggiunse la maschera di metallo di Vronos tra i trofei alla sua cintura.

Il predatore supremoModifica

Dopo Vronos, Garruk uccise altri due planeswalker su Innistrad. Le sue azioni spinsero Sorin Markov a invitare sul suo mondo un planeswalker senza nome per indagare sui suoi omicidi.

Comprendendo che qualcuno gli stava dando la caccia, Garruk decise di fare di quel planeswalker senza nome la sua nuova preda, dal momento che sospettava che tramasse qualcosa contro di lui.

Garruk rintracciò la sua preda su Shandalar ma invece del planeswalker senza nome, trovò Jace Beleren dopo che il mago mentale aveva recuperato l'Edro dalla fronte di Ob Nixilis. I due si affrontarono e quando sembrò che Garruk stesse per essere sconfitto, il cacciatore maledetto accumulò dentro di sé tutto il potere della sua maledizione e diverse zanne spuntarono dal suo corpo. Nonostante il suo grande potere, alla fine Garruk venne sconfitto e Jace sigillò l'Edro nel suo corpo e la magia della pietra sigillò la maledizione del cacciatore.

MostroModifica

Essere il predatoreModifica

Preferiva cacciare la sua preda. Spostarsi, cacciare, anticipare, osservare la paura della preda ridurla a compiere gesti istintivi cercando di sfuggire alla morte. Una moltitudine di forme di vita, ognuna con  armi, difese, stili e conoscenze diverse; di fronte al pericolo della caccia, si comportavano tutti nello stesso modo: mancanza di fiato, deviazioni improvvise, occhi spalancati, scatti improvvisi, sempre gli stessi elementi nei loro momenti finali. Essere la preda significava morire, essere il predatore signifivaca vivere. Garruk odiava attendere, era stato immobile nel sottobosco per molte ore. Aveva avuto crampi alla gamba destra per venti minuti, non aveva fiatato, il dolore era intenso, ma gestibile in confronto all'altro dolore che il suo corpo aveva dovuto sopportare recentemente. Essere trafitto da lame da una parte all'altra della gola sembrava gestibile in confronto al dolore che aveva superato. Nonostante non potesse vederlo, sentiva l'Edro nel suo corpo pulsare delicatamente come se fosse un secondo cuore. Una specie di seconda possibilità di vivere. Molti anni fa, Garruk sarebbe impazzito a causa di questa intrusione artificiale di magia nel proprio corpo. Non era possibile non percepire la sua presenza, risuonava con una frequenza che solo lui poteva sentire. Era però in grado di sopportarlo; possedeva di nuovo il controllo del suo corpo e della sua mente e nessun prezzo era troppo alto per la libertà.

IllusioneModifica

Garruk aveva atteso la sua preda per un tempo indescrivibile. Era il suo terzo giorno su Shandalar e sperava di vederla. Quando aveva lasciato il piano l'ultima volta, aveva pensato che non sarebbe più tornato e invece era di nuovo su quel mondo dopo solo poche settimane. Una nuova caccia, una nuova preda. Poi, sentì una voce femminile dietro di lui, Garruk riconobbe subito la voce, si sollevò lentamente e senza fretta la seguì nella foresta. Non riuscì a cogliere alcun dettaglio, la maggior parte dei suoi sensi era stata modificata dalla maledizione, quasi sempre in peggio. Grazie all'Edro che teneva a freno gli effetti della maledizione, non si presentavano ulteriori danni, ma neanche accenni di guarigione. Liliana Vess emerse dalla foschia e Garruk estrasse l'ascia dalla guaina sulla schiena, l'arma con cui aveva ucciso molti planeswalker ma che aveva fallito contro colei che lo aveva maledetto. La necromante gli disse che lo vedeva meglio rispetto al loro ultimo incontro e Garruk si chiese chi tra loro avesse mietuto più vittime. A denti stretti si rese conto di non essere il favorito in quella sfida. Rimase al bordo della radura, con l'ascia salda tra le mani. Liliana continuò a schernirlo, ma Garruk non rispose, ripose la sua ascia nella guaina e si avvicinò lentamente alla necromante, poi stanco di quella farsa disse a voce alta che le fattezze erano perfette e la voce intonata, ma che l'odore era completamente diverso. Terminò pronunciado il cognome di Jace e si fermò a pochi passi da Liliana. La figura cambiò e divenne Jace, il volto del mago mentale era nascosto dal cappuccio, ma Garruk sapeva chi si trovava di fronte. Durante il loro ultimo incontro il cacciatore aveva quasi ucciso il mago mentale. Garruk lo riconobbe e sorrise, Liliana poteva essere stata un'illusione ma le sue parole erano corrette: per lui, uccidere era un piacere.

Scontro con JaceModifica

Jace lo osservò da sotto il cappuccio e disse che lui aveva ucciso molte persone e che doveva essere sicuro che non succedesse di nuovo. Garruk replicò che non sarebbe mai riuscito a ucciderli se lui non li avesse mandati a cercarlo, gli disse di smetterla di cercarlo e nessun altro sarebbe morto. Garruk sentiva il peso dell'ascia sulla schiena, sapeva di aver bisogno di tempo per sguainarla e colpire, ma a quella distanza non aveva bisogno dell'arma. Jace disse che potevano aiutarlo, che l'Edro stava dando loro il tempo che serviva, gli chiese di tornare a Ravnica con lui e che aveva gia convocato alcuni dei loro migliori guaritori. Notando il plurale, Garruk chiese a chi si riferiva e poi continuò chiedendogli dove era finito quando il suo corpo era stato devastato dal dolore, quando le sue evocazioni marcivano davanti a lui e quando le voci cercavano di impadronirsi del suo corpo e della sua mente. Urlò le ultime parole e le sue mani si chiusero a pugno, per poi rilassarsi e richiudersi nuovamente. Jace rispose che doveva andare con lui in modo da dare a loro la possibilità di guarirlo e fare in modo che non uccidesse di nuovo. Garruk chiese cosa sarebbe successo se avesse voluto uccidere di nuovo, magari proprio in quel momento. Jace rispose che lo avrebbe fermato, che non era in sé, che l'Edro riusciva solo a fermare la maledizione ma che non era in grado di guarirla. Gli chiese nuovamente di andare con lui e gli tese una mano, Garruk la strinse e disse che non lo avrebbe portato da nessuna parte, lo attirò a sé e lo colpì con una testata. Jace esplose in una marea di frammenti di vetro e Garruk sentì il sangue scorrergli sul volto ferito, le illusioni erano in grado di uccidere ma anche lui lo era. Ruggì nella radura e sguainò la sua ascia, immagini di Jace apparvero intorno a lui, perfette copie dell'originale, con le mani in posizione difensiva. Il mago mentale disse che non voleva ferirlo e Garruk replicò che fortunatamente per lui, aveva un'opinione diversa. Jace replicò che quello non era uno scontro alla pari, che aveva sofferto abbastanza e lo pregò di andare con lui. Garruk roteò la sua ascia contro le illusioni, ognuna cadde in frantumi e l'aria intorno a lui si solidificò in una gabbia di ghiaccio, i suoi movimenti furono rallentati e il suo respiro divenne faticoso. Il cacciatore disse a Jace che quelle illusioni non erano male, ma che per essere fatte così bene doveva trovarsi vicino a esse. Garruk sferrò un colpo di lato con il braccio e trovò ciò che avrebbe dovuto essere una figura invisibile, la sua mano si chiuse sul collo di Jace e per la prima volta vide uno sguardo sorpreso sul volto del mago mentale. Non implorò e Garruk lo rispettò per questo. Gli disse che passava troppo tempo nelle menti altrui e che doveva fare più attenzione al mondo reale. Jace cercò di usare le sue illusioni per liberarsi ma Garruk non si lasciò ingannare da esse, serrò ancora più forte la sua presa e gli disse che si affidava troppo alle illusioni e che doveva imparare a combattere. Il volto di Jace divenne purpureo e Garruk allentò leggermente la sua presa per farlo respirare e Jace lo chiamò mostro. La prima volta che Garruk aveva udito quella parola dal planeswalker durante il loro primo incontro, era stato un duro colpo per lui. Questa volta rise e rispose che aveva ragione, era un mostro, aggiunse che se lo trovava ancora sulla sua strada o se mandava qualcuno a cercarlo, qualcuno sarebbe morto. Chiese se avesse ancora dei dubbi. Jace scosse la testa, nonostante la situazione non sembrava spaventato e Garruk pensò che il mago mentale non era fatto di solo vento. La voce di Jace era rauca e faticò a recuperare il respiro, rispose che non poteva lasciarlo andare mentre era ancora un folle omicida. Garruk sospirò e gli disse di analizzarlo e che non era cosi complicato. Il cacciatore sentì il tocco estraneo nella sua mente e nonostante tutti i suoi tentativi per preparare l'incontro, fu molto vicino a uccidere Jace. Se fosse stato sufficiente per mantenere la sua libertà, avrebbe ucciso chiunque. Il tocco mentale di Jace svanì, sul suo viso c'era un'espressione di disgusto e di sorpresa e Garruk pensò di aver visto anche accettazione. Jace disse che era pulito e chiese come fosse possibile. Garruk rispose che lui era ciò che era, se avesse dovuto farlo avrebbe ucciso, sorrise e disse che ciò avrebbe potuto anche piacergli. Continuò che se lui e i suoi amici lo avessero lasciato in pace non avrebbero avuto nulla da temere da lui e che quello era il miglior accordo che avrebbe potuto offrire. Jace ci pensò e Garruk rise di nuovo pensando che se fosse stato disposto ad avere amici, Jace sarebbe potuto essere un valido amico. Il mago mentale rispose che aveva vinto e che lo avrebbero lasciato in pace, ma se un giorno avesse cambiato idea, gli chiese di andare da loro su Ravnica. C'era qualcosa che non andava in lui e loro potevano aiutarlo. Garruk lo lasciò andare e come ultimo consiglio gli disse che solo i migliori cacciatori potevano cacciare da soli e che lui aveva bisogno di amici. Jace lo osservò e l'immagine di una biblioteca di Ravnica brillò dietro di lui, le sue illusioni iniziarono a ritornare verso la biblioteca, una dopo l'altra sovrapponendosi e alla fine su Shandalar rimase solo un velato sussurro di un immagine. Un attimo dopo Jace e la visione di Ravnica svanirono.

L'uomo ghiaccioModifica

Garruk inspirò profondamente e abbassò per un attimo la sua ascia. Era ferito, aveva dato un'impressione di forza a Jace, ma era ancora debole e l'Edro continuava a pulsare dentro di lui. Non era sicuro che il suo piano avrebbe funzionato, era strano che una caccia finisse senza un'uccisione o un trofeo, ma in quel periodo la sua vita era strana. Decise di riposare prima di lasciare Shandalar e incamminarsi verso la sua prossima destinazione. Poco tempo dopo, un uomo gli si avvicinò dall'altro lato della radura, camminando velocemente verso di lui. L'aria era diventata gelida e i passi dell'uomo fecero scricchiolare rumorosamente il manto gelato della foresta. Anche con i sensi indeboliti, Garruk si rese conto che sarebbe dovuto riuscire a sentire l'odore dell'intruso, ma quell'uomo non emanava alcun odore. Era alto e sottile e portava vesti blu con venature d'argento e nero, il suo volto era lungo e pallido e la sua chioma era bianca e orlata di brina e ghiaccioli che sembravano lunghe spine bianche, i suoi occhi erano di un blu profondo, senza iride. Garruk sollevò l'ascia con entrambe le mani e chiese chi fosse. L'uomo rispose che era lì per riportarlo su Innistrad con voce severa e un tono che irritò Garruk che chiese se non li avesse uccisi tutti. Il planeswalker rispose che Vronos l'aveva riempito di denaro e che poteva scegliere di andare con lui con le sue gambe o in un blocco di ghiaccio. Garruk voleva riposare, era stanco delle persone che lo cercavano, non gradiva il freddo e il planeswalker ignorava le sue domande; decise di assegnargli il nome di uomo ghiaccio. Garruk indicò la maschera appesa alla sua cintura e disse che poteva vedere ciò che era successo a Vronos. Il planeswalker rispose che aveva visto ciò che era accaduto a tutti loro e che aveva avuto bisogno di tempo per prepararsi per venire a prenderlo e aveva visto il suo incontro con Jace Beleren. Garruk sentì l'esitazione nella sua voce e rispose che Jace aveva organizzato quella caccia e molte persone erano morte a causa sua, chiese se volesse essere una di loro. Disse che aveva visto che aveva lasciato Jace in vita e l'aveva fatto perchè il mago mentale l'aveva lasciato in pace, gli suggerì di lasciarlo stare e avrebbe continuato a vivere. Il planeswalker annuì poi gli disse che Jace aveva una grande reputazione di mago manipolatore della mente e chiese come aveva fatto a capire dove si nascondeva. Garruk rispose in modo ironico e l'uomo di ghiaccio gli disse di non mentirgli, il freddo si fece più rigido e il ghiaccio crepitò nell'aria. Garruk sorrise e chiese se pensava davvero che un leggero freddo potesse fermarlo. L'aria tra i due divenne più densa e uno strato di ghiaccio si formò. Il planeswalker lo chiamò bestia e gli disse che se avesse fatto un passo verso di lui, avrebbe congelato l'aria nel suo cervello e lo avrebbe ridotto in frantumi, così avrebbero visto la sua vera capacità di resistere alla manipolazione mentale. Garruk rispose che non era necessario, non aveva idea del perchè le illusioni di Jace avessero fallito con lui. Scosse la testa e disse che forse non è cosi bravo come sembrava. Il planeswalker fece un passo indietro, delle sfere di ghiaccio si formarono sospese in aria mostrando un panorama diverso da Shandalar: un luogo ricoperto di neve volteggiante. Le sfere aumentarono di dimensione vorticando attorno al planeswalker. Garruk sollevò la mano e chiese quanto tempo era necessario per passare da un piano a un altro. Gli occhi dell'uomo di ghiaccio si spalancarono, aprì la bocca e sollevò le sue mani, ma Garruk afferrò la sua ascia la fece roteare e tagliò la testa del planeswalker proprio nel momento in cui le sfere stavano iniziando a unirsi per formare un portale di ghiaccio. Le sfere si frantumarono e divennero acqua ai piedi di Garruk che si rispose da solo dicendo che ci voleva troppo tempo. Rise di nuovo, non aveva più bisogno di uccidere e sicuramente non era necessario uccidere l'uomo di ghiaccio, ma il planeswalker aveva minacciato Garruk segnando così la sua fine. Se fosse rimasto in vita avrebbe imparato una grande lezione: non bisogna mai minacciare i mostri. Garruk viaggiò verso un altro piano.

ReferenzeModifica

Rappresentato inModifica

Testi di coloreModifica

Carte associateModifica

GalleriaModifica

CuriositàModifica

PLAN Attuali: Ajani - Angrath - Aminatou - Arlinn Kord - Ashiok - Chandra Nalaar - Dack Fayden - Daretti - Domri Rade - Dovin Baan - Estrid Garruk - Gideon Jura - Huatli - Jace Beleren - Jaya Ballard - Jiang Yanggu - Karn - Kaya - Kiora - Koth - Liliana Vess - Mu Yanling - Nahiri - Narset - Nicol Bolas - Nissa Revane - Ob Nixilis - Ral Zarek - Rowan Kenrith - Saheeli Rai - Samut - Sarkhan Vol - Sorin Markov - Tamiyo - Teferi - Tezzeret - Tibalt - Ugin - Vivien Reid - Vraska - Will Kenrith
Barra
CAOS Dispersi: Ash Embereck - Arzakon - Dakkon Blackblade - Drabk - Eskil - Fatima - Fiers - Geyadrone Dihada - Grenfell Mor - Jared Carthalion - Kazz - Krim - Krimon - Lily - Marduk Blackwater - Masrath - Nailah - Parcher - Platon - Rafethrasa - Ramaz - Ravi Sengir - Ravidel - Sandruu - Tempè - Terrent Amese - Tessebik - Thomil - Thorn - Vram - Worzel - Yawden - Zakk
Barra
S Scintilla esaurita o persa: Azor I - Kuthuman - Slobad
Barra
Lapide Deceduti: Altair - Azar - Baltrice - Bo Levar - Boragor - Chaney - Commodore Guff - Daria - Dyfed - Elspeth Tirel - Faralyn - Feroz - Freyalise - Greensleeves - Grinth - Jeska - Kenan Sahrmal - Kento - Kristina - Leshrac - Liana - Manatarqua - Meshuvel - Serra - Sifa Grent - Taysir - Tevesh Szat - Urza - Venser - Vronos - Windgrace - Xenagos