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Magic: the Gathering Wiki

Brimaz

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Personaggio
Brimaz
Nome Brimaz
Originario di Theros - Oreskos
Lifetime Data sconosciuta
Razza Felino
Titolo Re Leonid, Re di Oreskos
Stato Vivo


Brimaz è il re dei leonid di Theros.

Il re leonidModifica

Brimaz divenne re dopo la morte della regina Omala che venne uccisa in battaglia contro gli umani. Tuttavia, si rifiutò di cercare vendetta, una scelta discutibile che però alla fine gli portò più amici che nemici.

Grande guerriero e leader spirituale del suo popolo. Nonostante le sue grandi qualità nel guidare la sua gente, Brimaz ha dei dubbi privati sulla cultura isolazionista della sua razza.

Mentore di eroiModifica

Prima di diventare re, Brimaz strinse amicizia con Ajani quando il planeswalker arrivò per la prima volta a Oreskos. Durante quel periodo il giovane ascoltò con interesse le parole di Ajani, durante le loro lunghe ore di conversazione, sull'importanza della coesistenza pacifica con gli umani.

Quando Seza arrivò con Ajani che era tornato dopo tanto tempo, Brimaz rispose al saluto troppo familiare del planeswalker facendo un passo avanti in modo da costringerlo ad allungare il collo per vederlo in faccia, poi tuonò che lui adesso era re Brimaz. I due si fissarono in silenzio e dopo un pò sorrisero entrambi e si abbracciarono. Dopo averlo lasciato, Ajani gli chiese se ora doveva chiamarlo vostra maestà. Il re sbuffò e gli disse di usare solo il suo nome, gli indicò di sedersi e di mangiare qualcosa dal momento che era sicuro che aveva viaggiato da lontano. Brimaz non era consapevole della natura di planeswalker di Ajani, ma sapeva che i viaggi del suo amico erano insoliti e non avevano nulla a che fare con qualsiasi luogo che i leonid di Oreskos avessero mai sentito parlare. Ajani disse che era bello essere di nuovo lì, ma Brimaz sorridendo gli rispose che non era tornato per la loro compagnia, ma per dargli consigli, chiedergli qualcosa o spingerlo all'azione. Ajani sorrise e rispose che lo conosceva bene, gli disse che aveva bisogno del suo aiuto per trovare una sua amica umana:Elspeth. Brimaz gli suggerì di parlare con Lanathos. Ajani disse che c'era molto di cui voleva parlare con lui, ma Brimaz continuò per lui che era preoccupato per la sua amica. Gli disse di non preoccuparsi, avrebbero parlato dopo.

Journey into Nyx: Godsend, Parte 2Modifica

Brimaz contribuì a far incontrare nuovamente Ajani e Elspeth Tirel a Tethmos.

Dopo che Ajani tornò su Theros con Elspeth ferita mortalmente, Brimaz ordinò ai suoi guerrieri di allontanare il leonid dalla sua amica per salvarlo dagli agenti di Erebos, visto che ormai non c'era più nulla da fare per salvare la campionessa del sole.

La vendetta di AjaniModifica

Dopo la fine della guerra, Brimaz e i leonid festeggiarono a Tethmos insieme ai loro alleati, i guerrieri di Setessa guidati da Anthousa la loro vittoria sull'esercito delle creature di Nyx. Durante la festa il re mandò Lanathos a portare un suo messaggio a Ajani in modo che si incontrassero ai campi di addestramento il giorno dopo.

Al mattino, Brimaz aspettò il suo amico nell'area degli allenamenti. Il re si trovava al centro a petto nudo, alto e forte, con il busto segnato da una cicatrice. Non indossava la sua corona, ma il portamento e lo spazio che gli veniva lasciato intorno dagli altri rendeva chiara la sua posizione. Molti altri guerrieri leonid erano presenti, tra cui Pyxathor che si trovava al bordo e gli sguardi dei presenti si alternavano tra il capo dei separatisti e il re. Quando Ajani arrivò, si diresse al centro verso di lui e Brimaz gli fece un cenno col capo e disse che voleva ringraziarlo per il suo consiglio; il suo esercito aveva combattuto al fianco dei guerrieri di Setessa e aveva respinto l'assalto delle creature di Nyx, che la scorsa notte leonid e umani avevano festeggiato insieme la vittoria e che pensava che fossero stati fatti grandi passi verso una pace duratura. La voce del re aveva una nuova tonalità e il discorso era chiaramente diretto a un interlocutore diverso, Ajani fece un saggio gesto di assenso e disse che erano ottime notizie. Brimaz lo guardò dritto in volto e disse che gli diceva sempre di essere originario di una terra lontana. Ajani disse di si e il re gli disse di scegliere la sua arma. Vedendo lo stupore sul volto dell'amico Brimaz disse che lui era diverso da loro, sia per l'aspetto che per l'accento, che non aveva compreso i racconti sulla campionessa del sole, che non era uno di loro e aveva scelto di non dirgli altro ma che era un valoroso guerriero e che lui cercava un compagno di allenamento. Ajani distolse lo sguardo e disse che non aveva più intenzione di combattere e Brimaz gli indicò le armi di allenamento di legno che erano state fatte simili alle sue e rispose che aveva dovuto superare qualche difficoltà per farle realizzare. Ajani sospirò prese le armi e quando fu pronto, Brimaz lo attaccò. Il re costrinse Ajani a combattere tre volte e vinse sempre con facilità. Dopo la terza vittoria Brimaz gli mise la spada di legno alla gola e disse che aveva ragione, poi allontanò l'arma gli tese la mano, lo aiutò a rialzarsi e continuò dicendo che lui non desiderava combattere ed era questo il suo problema. Ajani afferrò la mano e chiese se fosse così sbagliato, Brimaz tirò Ajani un po' più vicino in modo che nessun altro potesse sentire le sue parole e gli disse che lì tutto era un combattimento; che lui aveva combattuto per far marciare i suoi soldati al fianco degli umani, per mantenere l'ordine quando avevano affrontato le creature del regno degli dei. Ora erano tornati a casa e doveva combattere con la sua stessa gente che preferiva un'esistenza separata dalle altre civiltà. Era contento per la sua presenza ma aveva bisogno che lui combattesse per qualcosa o avrebbe solo reso le sue sfide più difficili. Ajani chiese cosa poteva fare e il re rispose che la sua gente non si fidava di lui perchè non sapevano chi fosse e che avevano bisogno di risposte prima di considerarlo uno di loro. Terminò che sarebbe stato occupato per un po' con gli umani di Setessa ma che dopo gli avrebbe chiesto quale ruolo desiderava avere nella sua città. Ajani annuì e lo chiamò sua maestà, Brimaz sorrise in modo leggero e disse che sapeva che non si curava dei titoli con gli amici. Ajani chiese se erano ancora amici e Brimaz rispose che in privato sarebbero sempre stati amici ma che in quei tempi solo una piccola parte della sua vita era rimasta privata. Ajani annuì e il re lo congedò.

Quando Ajani tornò dal suo viaggio a Meletis e raccontò la sua storia a tutti coloro che si trovavano nella sala del trono, Brimaz gli disse che era benvenuto a casa.

ReferenzeModifica

Rappresentato inModifica

Carte associateModifica