FANDOM


Personaggio
Azor, the LawbringerART1
Nome Azor I
Originario di Piano sconosciuto
Lifetime Data sconosciuta
Razza Sfinge Planeswalker
Titolo
  • Giudice Supremo
  • Dispensatore di Legge
Stato Vivo


Azor (noto anche come Azor I) è una sfinge planeswalker che usa il mana bianco e blu.

Parun del Senato Azorius, scrisse la maggior parte dell'originale Patto delle Gilde. Perse la sua scintilla su Ixalan quando creò il Sole Immortale, rimanendo bloccato sul piano.

La sfinge e il multiversoModifica

Azor visitò molti piani nel multiverso. Le leggende narrate da numerose civiltà antiche presentano una figura semi-divina, un "dispensatore di legge" alato, che può essere fatta risalire ad Azor. Anche se il suo piano di origine è stato dimenticato, le sfingi su molti piani, da Alara a Zendikar, mostrano segni della sua influenza nel loro comportamento e nella loro cultura.

Il suo obiettivo era portare la legge e stabilire l'ordine. Tuttavia dal momento che ha sempre abbandonato i piani sui quali crea questi sistemi, non ha mai visto i danni a lungo termine che ha causato con la loro imposizione.

Creatore del patto delle gildeModifica

Su Ravnica, mentre assisteva alla battaglia tra Razia e Cisarzim, Azor comprese che se tutte le gilde avessero continuato a combattersi tra loro, non ci sarebbe stato nessun vincitore, ma solo devastazione e morte. Decise quindi di convocare tutti i Parun in una riunione d'emergenza, compresi i due che stavano combattendo.

Alla riunione spiegò il suo punto di vista agli altri, facendo capire loro che se avessero continuato la guerra avrebbero distrutto ogni cosa. Per evitare ciò propose una copertura legale per tutte le gilde e mostrò loro ciò che aveva già scritto: gli Azorius avrebbero assicurato l'imparzialità della legge, gli Izzet si sarebbero occupati di gestire gli impianti idrici, il riscaldamento e ogni altro comfort di Ravnica, i Golgari avrebbero fornito le risorse alimentari agli abitanti, i Boros avrebbero protetto la legge, i Gruul avrebbero mantenuto la natura selvaggia in alcune zone del piano, i Rakdos avrebbero lavorato nelle miniere e provocato quando necessario il caos per unire le gilde, il Parun dei Selesnya sarebbe stata la rappresentazione vivente del patto.

Infine, dopo l'esposizione di altre idee da parte degli altri partecipanti, trovarono un accordo e decisero tutti di firmare il patto.

Creatore del labirintoModifica

All'insaputa degli altri Parun, Azor I creò un labirinto formato da linee di mana che si dirama per tutta Ravnica passando da tutti i cancelli delle gilde e fece in modo che il percorso venisse rivelato in caso dello scioglimento del patto delle gilde. In questo modo cercò di creare un clima di collaborazione pacifica tra le gilde. Poichè al termine del labirinto si trova il Forum di Azor in cui all'interno si trova un potere immenso. Infatti, il labirinto aveva lo scopo di esaminare se le gilde volessero formare un nuovo patto o se volessero solo scatenare la guerra provocando così il verdetto supremo di Azor che avrebbe distrutto tutte le gilde e devastato completamente il Decimo Distretto.

Il dispensatore di leggeModifica

Circa 1300 anni prima degli eventi del Blocco di Ixalan, Azor incontrò Ugin su un piano senza nome in cui la sfinge aveva creato uno dei suoi sistemi di leggi e veniva venerato come una divinità. Chiese il motivo della sua visita e l'altro spiegò che lo cercava per parlare del loro comune nemico: Nicol Bolas. Azor chiese se il mondo dove si trovavano in quel momento era in pericolo: Bolas era giunto all'improvviso su uno dei mondi dove la sfinge aveva portato la legge, ne aveva spazzato via il lavoro e aveva costruito un nuovo impero per portare avanti i suoi criptici propositi. Azor aveva incontrato Ugin meno di dieci anni dopo e lo Spirito Drago gli aveva rivelato l'identità del flagello, i suoi metodi e la sua storia malvagia. Ugin rispose che finché il loro nemico era in vita e libero di agire, ogni mondo era in pericolo. Quello era il motivo per cui si trovava lì; aveva ideato un piano per liberare il multiverso dall'influenza di Bolas, ma non poteva portarlo a termine senza il suo aiuto. Azor aveva istituito la legge su innumerevoli mondi, creato strutture dove non ve ne era alcuna e sarebbe stato un onore per lui condividere l’immensità dei suoi doni con un amico. Il piano che i due planeswalker perfezionarono insieme richiedeva azione su due fronti: avrebbero avuto bisogno di un metodo e di un’occasione per attirare il loro nemico all’interno della loro prigione e poi di una serratura in grado di intrappolarlo e di neutralizzarlo. Azor spiegò che con la sua ieromanzia poteva creare un manufatto in grado di amplificare la sua magia della legge che gli avrebbe dato la capacità di evocare il drago dorato da qualsiasi luogo del multiverso. Avrebbe richiesto il sacrificio della sua scintilla, ma con l’aiuto di Ugin, avrebbe potuto riottenerla dopo la distruzione di Nicol Bolas. Sarebbe andato su Ixalan per ristabilire l’ordine, avrebbe creato lì Sole Immortale e assicurò che il dispositivo avrebbe agito da serratura della loro prigione, impedendo che il loro nemico fuggisse. Tuttavia, aveva bisogno di sapere dove doveva puntare per poterlo evocare. Ugin disse che lo avrebbe attirato su Tarkir.

Alcuni anni dopo, Azor si trovava sulle coste di Torrezon, nel turbine della sua stessa magia. Eeguì una complessa magia ieromantica che nessun essere aveva mai tentato prima: recise la propria scintilla e creò il Sole Immortale. Quando finì osservò il suo capolavoro, poi inviò un messaggio telepatico a Ugin in cui lo informava che era pronto a intrappolare il loro prigioniero. Lo Spirito Drago rispose al suo amico che l’opera della loro vita sarebbe stata presto completata, ora toccava a lui: avrebbe attirato Bolas e atteso il suo arrivo. Azor attese per un anno, il segnale del suo amico che però non arrivò mai. Nel momento in cui si rese contro che doveva essere successo qualcosa a Ugin, attese per decine di anni prima di comprendere finalmente che non vi era più nulla da fare per lui in quel luogo, tranne ciò che riusciva a svolgere al meglio: costruire un altro sistema di leggi. Offrì in dono il Sole Immortale prima a coloro che sarebbero diventati la Legione del Vespro e poi all'Impero del Sole. Entrambe le fazioni lo delusero e alla fine Azor decise di riprendersi il Sole Immortale e rinchiudendo se stesso tra le mura di Orazca e incaricando gli Araldi del Fiume, di assicurarsi che nessuno riuscisse a trovarlo o a risvegliarne il potere. Così, per innumerevoli anni, Azor rimase appollaiato sul suo enorme trono in una città deserta, maledicendo il nome dell’amico che lo aveva abbandonato.

Uno scorcio sul lato nascosto del soleModifica

Dopo che Orazca venne risvegliata da Kumena, la porta del santuario si aprì. Azor vide i due intrusi e chiese chi fossero. La gorgone rispose che erano due stranieri in quel mondo e di farsi da parte per consegnare loro il Sole Immortale se non voleva morire. Azor si presentò, poi entrò nella mente della gorgone e disse che sarebbe stata imprigionata per la terza volta nella sua vita. L'altro intruso eresse una protezione psichica tra i due e disse che avrebbe dovuto rivolgersi a lei chiamandola capitana. Azor ringhiò, spostò la sua attenzione su di lui e chiese chi fosse. Il telepate si presentò come Jace, il Patto delle Gilde vivente. A quelle parole le ali della sfinge sussultarono.

Scontro con Jace e VraskaModifica

Azor disse che le intrusioni non erano permesse tra le mura di Orazca e scatenò un'ondata di ieromanzia che aggirò la protezione di Jace e investì Vraska con una catena di magia runica bianca che la afferrò al petto e la scagliò indietro. Jace annullò la stretta ieromantica e lo ascoltò: aveva viaggiato da un piano all’altro, in mondi popolati da società crudeli, contaminati da violenza e disordine. Lui aveva utilizzato la sua ieromanzia per offrire a quei popoli il dono della stabilità: aveva creato sistemi di governo per curare quei mondi; voleva migliorare il multiverso e i suoi doni avevano trasformato quei luoghi in baluardi di pace strutturati. Cercò di sfondare la protezione di Jace ma non ci riuscì e rinunciò al suo attacco. Vraska disse che loro sapevano che aveva costruito la struttura delle gilde di Ravnica, che non era originario di quel piano e chiese perché non fosse rimasto. Lui rispose che Ravnica era uno tra i tanti piani e se ne era andato dopo che aveva terminato il suo compito. Si rivolse a Jace e disse che era una persona di talento e chiese se avesse soddisfatto in pieno le sue responsabilità su Ravnica. Jace rispose che non l'aveva fatto e spiegò che lui aveva costruito un sistema incredibilmente intricato, con una magia più complessa di quanto chiunque avesse potuto comprendere ma, nonostante ciò, aveva scelto come sistema di sicurezza un mortale; anche se lui avesse avuto un dono per l’amministrazione, non sarebbe stato ugualmente in grado di portare a termine i compiti che gli erano stati assegnati. Azor disse che le gilde rappresentavano un sistema perfetto, ma Vraska replicò che lo erano state in passato, ma durante la sua assenza erano diventate maligne e crudeli.

Azor scese dal trono. Mentre si avvicinava ai due disse che come custode e massima autorità della legge per l’intero multiverso, era suo dovere collaborare per il bene supremo: il Sole Immortale era stato costruito per imprigionare un planeswalker diabolico che era un pericolo. Aveva realizzato un piano perfetto insieme a un suo amico e per la creazione del manufatto aveva rinunciato alla sua scintilla sicuro che l'avrebbe riottenuta, ma il suo alleato aveva fallito: doveva attirare il loro nemico su un piano lontano e lui avrebbe dovuto utilizzare il Sole Immortale per potenziare le sue capacità ieromantiche e trasportarlo su Ixalan. Ma non aveva mai ricevuto il segnale di attivare il Sole Immortale e non era a conoscenza del destino del suo collega e ciò era successo circa mille anni prima. Continuò che dopo il fallimento del piano aveva deciso che non voleva avere nulla a che fare col manufatto perchè gli ricordava ogni giorno il fallimento del suo amico, così l'aveva donato alle razze del piano che però avevano dimostrato di non esserne degne e l'aveva ripreso con sè. Vraska disse che dava la colpa agli altri per i problemi che lui stesso aveva causato e chiese come facesse a non rendersi conto del danno che aveva generato: gli ultimi secoli di Ixalan erano stati uno sconquasso a causa della sua intrusione. Lui ruggì, spiegò le ali e si lanciò in volo verso di lei. Jace eresse un velo di invisibilità che nascose entrambi e Azor si ritrovò ferito a una zampa. Atterrò e venne attaccato mentalmente da Jace che gli inviò una sensazione di penetrante mal di testa. Era stato sconfitto.

Vraska si inginocchiò accanto a lui con gli occhi che luccicavano della sua magia di morte e disse che meritava di essere punito: un condottiero non doveva abbandonare le proprie responsabilità. Jace la fermò e disse che spettava a lui. Si rivolse ad Azor e disse che il Patto delle Gilde vivente aveva il compito di mantenere l’equilibrio tra le gilde di Ravnica; come patriarca degli Azorius, lui era parte di quel mondo e aveva generato uno squilibrio su innumerevoli piani: non solo aveva deciso di porsi al governo di ciò che non gli apparteneva, ma non si era neanche fermato a valutare le conseguenze delle sue azioni. Ixalan era in pericolo, Ravnica era stata costruita per essere instabile dopo la sua partenza e innumerevoli altri mondi avevano probabilmente subito i danni della sua intrusione. Qualsiasi fossero le sue intenzioni, non aveva cercato di comprendere tutte le ramificazioni delle sue scelte. Azor disse che il loro obiettivo con l'uso del Sole era intrappolare Nicol Bolas. A quel nome Jace si paralizzò. Ripresosi emise la sua sentenza: la sfinge e il manufatto erano un pericolo per la stabilità di quel piano e quindi lo esiliava rendendolo maestro e custode sull’Isola inutile dove non sarebbe stato in grado di andarsene e non si sarebbe immischiato più nelle vite degli esseri umani; avrebbe abbandonato il Sole Immortale e la sua vita precedente. Azor sbattè le palpebre, non poteva opporsi al volere del Patto delle Gilde che lui stesso aveva creato e così si sollevò in aria e uscì in volo dalla porta senza pronunciare neanche una parola.

ReferenzeModifica

Rappresentato in Modifica

Testi di coloreModifica

Carte associateModifica

CuriositàModifica

PLAN Attuali: Ajani - Angrath - Aminatou - Arlinn Kord - Ashiok - Chandra Nalaar - Dack Fayden - Daretti - Domri Rade - Dovin Baan - Estrid Garruk - Gideon Jura - Huatli - Jace Beleren - Jaya Ballard - Jiang Yanggu - Karn - Kaya - Kiora - Koth - Liliana Vess - Mu Yanling - Nahiri - Narset - Nicol Bolas - Nissa Revane - Ob Nixilis - Ral Zarek - Rowan Kenrith - Saheeli Rai - Samut - Sarkhan Vol - Sorin Markov - Tamiyo - Teferi - Tezzeret - Tibalt - Ugin - Vivien Reid - Vraska - Will Kenrith
Barra
CAOS Dispersi: Ash Embereck - Arzakon - Dakkon Blackblade - Drabk - Eskil - Fatima - Fiers - Geyadrone Dihada - Grenfell Mor - Jared Carthalion - Kazz - Krim - Krimon - Lily - Marduk Blackwater - Masrath - Nailah - Parcher - Platon - Rafethrasa - Ramaz - Ravi Sengir - Ravidel - Sandruu - Tempè - Terrent Amese - Tessebik - Thomil - Thorn - Vram - Worzel - Yawden - Zakk
Barra
S Scintilla esaurita o persa: Azor I - Kuthuman - Slobad
Barra
Lapide Deceduti: Altair - Azar - Baltrice - Bo Levar - Boragor - Chaney - Commodore Guff - Daria - Dyfed - Elspeth Tirel - Faralyn - Feroz - Freyalise - Greensleeves - Grinth - Jeska - Kenan Sahrmal - Kento - Kristina - Leshrac - Liana - Manatarqua - Meshuvel - Serra - Sifa Grent - Taysir - Tevesh Szat - Urza - Venser - Vronos - Windgrace - Xenagos