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Piano
Amonkhet
Nome Amonkhet
Blocchi Ambientati Blocco di Amonkhet
Tipo Naturale
Luoghi Importanti Amonkhet/Luoghi
Razze Principali Amonkhet/Razze
Planeswalker Nativi Samut
Planeswalker di Passaggio Nicol Bolas, Gideon Jura, Jace Beleren, Liliana Vess, Chandra Nalaar, Nissa Revane
Personaggi Principali Amonkhet/Personaggi
Personaggi Secondari Amonkhet/Personaggi
Eventi Conto delle Ere, Era della rivelazione, Era della gloria, Era della promessa, Era dell'eternità, Giorno del Raccolto, Era della Rovina
Altro Hekma, Dio Faraone, Maledizione della Peregrinazione, Cartiglio della Fratellanza, Cartiglio della Conoscenza, Cartiglio dell'Ambizione, Cartiglio dello Zelo, Cartiglio della Forza, Ordalia della Fratellanza, Ordalia della Conoscenza, Ordalia dell'Ambizione, Ordalia dello Zelo, Ordalia della Forza, Cartiglio, Lazotep, Soave armonia, Secondo Sole


Amonkhet è un piano governato da Nicol Bolas.

La corruzione di AmonkhetModifica

Prima di perdere completamente i suoi poteri da planeswalker per colpa degli effetti della riparazione, Nicol Bolas arrivò su Amonkhet. Venne ostacolato dalle otto divinità del piano che lo affrontarono a Naktamun dove Bolas, dopo che riuscì a passare oltre la barriera, lanciò una magia che consumò ogni mortale della città sufficientemente cresciuto da camminare. Le divinità caddero in ginocchio per il tormento causato dalle innumerevoli anime svanite e gridarono orripilate: le preghiere dei bambini non avevano forma nelle loro menti, sconfinate suppliche le investirono, ondate di paura e confusione senza parole concrete, visioni parziali di madri e padri che venivano ridotti in polvere. L’improvvisa perdita di vite rese inermi tutte le divinità tranne Hazoret e Oketra, che vennero comunque sconfitte.

Dopo la vittoria Bolas prese tre divinità per sé e le ripose lontano per "utilizzarle" quando sarebbe giunto il loro tempo, poi corruppe e manipolò le leyline che attraversavano le rimanenti divinità, costringendole a dimenticare le loro origini, legando la loro esistenza a lui e obbligandole a cancellare ogni altro ricordo. Aprì le tombe sotto la città e guidò i corpi incantati dei defunti all’esterno del mausoleo in modo che si occupassero dei bambini. Sovrascrisse le storie del piano e impose al secondo sole di muoversi in modo da essere un conto alla rovescia per il suo ritorno: ciò sarebbe stata la base delle sue macchinazioni su quel mondo. Infine costruì un trono all’interno del perimetro della città, eresse un monumento con le sue fattezze, un omaggio alle sue imponenti corna, e lo incantò affinché apparisse immobile da ogni punto di vista: costruì il monumento per inquadrare il piccolo sole all’orizzonte nel momento da lui previsto. Concluse promettendo di tornare e la sua promessa prese forma di una profezia nelle menti delle divinità e degli abitanti. Ripartì nella cieca eternità in attesa che il secondo sole percorresse lentamente il suo cammino, aspettando di poter raccogliere il risultato dei suoi sforzi.

Un mondo avvolto dal desertoModifica

È un piano principalmente desertico, punteggiato da oasi intorno alle quali si è sviluppata la civiltà e tormentato da tempeste di sabbia. Ci sono due soli, di cui uno non tramonta mai. Per gli abitanti del piano che vivono nella città di Naktamun, protetta dall'Hekma, non c’è nulla oltre il deserto e la loro e l'unica città del piano, divisa in distretti. Al suo interno, tra le varie razze, vi sono anche delle divinità. Il lavoro viene svolto dai Consacrati, mentre gli abitanti si addestrano per essere pronti per il ritorno del loro Dio Faraone: Nicol Bolas.

L'intero piano è maledetto e, chiunque vi muore, ritorna in vita come zombie.

Le ordalieModifica

Le divinità sono i custodi del cammino verso l’aldilà, un rito istituito dal Dio Faraone per purificare e perfezionare coloro che lo percorrono, sottoponendosi alle ordalie. Ogni divinità presiede a una delle cinque ordalie e istruisce gli iniziati che si preparano ad affrontarla, aiutandoli ad accrescere una delle cinque virtù della perfezione terrena: fratellanza, conoscenza, forza, ambizione e zelo.

L'arrivo dei GuardianiModifica

Dopo aver saputo della presenza di Bolas, i Guardiani arrivarono su Amonkhet per ostacolare i piani dell'antico drago. Il gruppo si trovò subito in difficoltà, ma venne salvato dall'intervento di una delle divinità del piano. Dopo aver scelto di proseguire nella loro missione, i cinque arrivarono in una città protetta da una barriera. Dopo che riuscirono a entrare a Naktamun, i cinque parlarono con Temmet che li portò davanti alla dea Oketra. Dopo che la divinità diede la sua approvazione alla loro presenza, anche se in modo enigmatico, al gruppo venne permesso di restare. I cinque decisero che avrebbero raccolto informazioni in moco cauto per scoprire come agire dal momento che dalle poche ottenute avevano scoperto che Nicol Bolas non era sul piano. Il giorno seguente, Gideon decise di affrontare le ordalie. Nissa, che era entrata in contatto con il piano, decise insieme a Chandra di esplorare Naktamun e scoprì che Bolas non aveva creato Amonkhet, come Liliana credeva, ma lo aveva corrotto, lasciando un’intera cultura con una traccia abbozzata di ciò che era esistito prima del suo arrivo. Nel frattempo Liliana e Jace, guidati da una creatura d'ombra, entrarono in un luogo dove i non morti creavano altri Consacrati. Videro un murale che rappresentava Razaketh, uno degli ultimi due demoni a cui Liliana doveva la sua anima. Comprendendo la verità Jace, accusò Liliana di aver tradito la loro fiducia. Lei rispose che non aveva mai chiesto che si fidassero di lei. Mentre i due parlavano, il ritratto del demone aprì gli occhi e le mummie li circondarono, bloccandoli. Temmet apparve e disse che aveva fatto delle ricerche scoprendo che erano degli stranieri. Liliana lo interruppe offendendo Bolas, che il visir considerò blasfemie. Fortunatamente Jace riuscì a prendere il controllo mentale di Temmet, che a sua volta controllava le mummie e così riuscirono a fuggire. Con la copertura saltata, i due andarono a cercare gli altri Guardiani. 

La sentenzaModifica

Nuovamente riuniti, i Guardiani si recarono nella zona dove i Dissenzienti erano rinchiusi dentro dei sarcofagi e iniziarono a liberarli, scambiandosi le informazioni raccolte. Liliana confessò che il suo terzo demone si trovava sul piano. Samut spiegò che dovevano andare al Monumento dello Zelo durante l’Ordalia dello Zelo e salvare Djeru, l’unica persona in grado di radunare Naktamun. Appena finì di parlare, tutte le divinità apparvero verso di loro e Hazoret li informò che gli iniziati sopravvissuti avrebbero combattuto contro di loro nell'ordalia finale. Il gruppo venne avvolto in una nebbia e trasportato nell'arena dove la dea informò gli iniziati che per superare la sua ordalia dovevano uccidere tutti gli eretici. Il marchio della furia di Hazoret spinse tutti, compresi i Guardiani, a combattere ma senza poter usare la magia. Appena fu libera di muoversi Samut si mise schiena contro schiena con il suo amico, facendogli capire che lo avrebbe protetto e che avrebbero combattuto insieme. Durante la battaglia Djeru implorò Hazoret di ascoltare le sue preghiere e la dea mise fine alla battaglia facendo tornare i sensi di tutti sotto controllo. Chiamò poi i due e chiese se volessero rivendicare il loro posto tra gli eterni. Dal momento che una morte gloriosa era tutto ciò che avesse sempre desiderato, Djeru annuì mentre Samut rifiutò spiegando che il grande intruso stava per arrivare e lei aveva un compito da portare a termine. Hazoret disse a Djeru di avvicinarsi, poi sollevò la lancia e affondò il colpo proprio mentre Samut scattò e atterrò l'amico. Subito dopo una delicata magia dorata formò una barriera: Gideon si mise tra loro e la lancia di Hazoret. Poco dopo il secondo sole iniziò a passare attraverso le corna all’orizzonte, dando inizio al Conto delle Ere. Le divinità iniziarono a muoversi verso l’uscita dell’arena, concentrando l’attenzione al cielo, tranne Hazoret rimasta indietro, stranamente sbalordita da ciò che era appena accaduto. Devastato per aver perso la sua occasione di eternità, Djeru cadde in ginocchio e pianse. Samut si avvicinò a lui e gli disse che avevano ancora molto da fare e molte persone da aiutare, il suo addestramento era per quel compito, non per morire. Hazoret disse che era intervenuta e chiese cosa avesse da dire per il suo gesto. Samut rispose che credeva che la dea non fosse ciò che era costretta a essere e che avrebbe protetto i suoi figli nel momento in cui avrebbero avuto più bisogno di lei. Termninò che le Ere avevano avuto inizio. Samut, i Guardiani, Hazoret e Djeru alzarono lo sguardo al cielo nel momento in cui l'ombra proiettata dal secondo sole iniziò a disegnare una leggera linea di oscurità all’interno dell’arena. Rimasero tutti immobili e osservarono quella linea muoversi lentamente da un lato all’altro. Il cambiamento della luce fu completo e i loro occhi si abituarono alle nuove condizioni: il mondo era ora oscuro per metà. Hazoret andò via. La folla urlante all’esterno dell’arena scalpitava verso le rive del fiume Luxa: in base alla prima profezia i Cancelli dell'Aldilà si sarebbero aperti nel momento in cui il secondo sole si fosse trovato tra le corna, rivelando la promessa del Dio Faraone. Samut, Djeru e i Guardiani uscirono dell’arena verso il fiume.

Le ereModifica

L'era della rivelazioneModifica

Quando i Cancelli dell'Aldilà si spalancarono, dando inizio all'Era della rivelazione, gli abitanti di Naktamun videro che al posto del paradiso che era stato loro promesso vi erano solo sconfinate e vuote terre desolate. Improvvisamente un demone volò attraverso i Cancelli aperti e usando il suo sangue lanciò una magia nel Luxa; coloro che si trovavano al suo interno uscirono dall'acqua mentre tutto veniva trasformato in un brillante color rosso. Il sangue si diffuse, soffocando la vegetazione e tutto ciò che nuotava sotto la superficie e gli animali che non riuscirono a uscire dal fiume poterono solo morire al suo interno. Quando finì il demone ruggì il nome di Liliana e disse che sapeva che si trovava lì e che non poteva nascondersi da lui. Prese quindi il controllo del corpo di Liliana grazie al contratto che la legava a lui, e gli altri Guardiani intervennero per salvarla. Unendo le loro abilità riuscirono a ferire gravemente il demone che alla fine venne ucciso dalla necromante.

L'era della gloriaModifica

Tutte e cinque le divinità si riunirono sul Luxa, assistettero al risultato della magia demoniaca: il sangue filtrò all’interno delle fondamenta di pietra della Necropoli, tre enormi sarcofagi si aprirono e tre enormi divinità si risvegliarono dal loro riposo. Rhonas chiese a uno di essi perchè si erano destati durante l'Era della gloria, l'altro non rispose ed egli decise che non l'avrebbe fatto passare. I due si affrontarono e, nonostante il suo potere, Rhonas venne sconfitto, ma ad un passo dalla morte ricordò il suo vero passato e prima di morire urlò: "morte al Dio Faraone, intruso e distruttore!" La morte del dio causò il panico tra i mortali che iniziarono a fuggire lontano dai Cancelli. Gli altri dei non riuscirono a capire il significato della blasfemia del loro fratello caduto, le altre quattro divinità si prepararono per difendere gli abitanti di Naktamun, quando improvvisamente, la seconda di quelle divinità inviò uno sciame di locuste che ricoprì l’Hekma iniziando a rosicchiare la barriera magica e dando inizio all'Era della promessa.

L'era della promessaModifica

Con la scomparsa dell'Hekma i non morti e gli orrori del deserto iniziarono a entrare a Naktamun. Mentre gli abitanti lottavano per la loro sopravvivenza, Hapatra, Samut e Djeru raggiunsero Kefnet e Oketra. La maestra dei veleni disse alle due divinità che l'Hekma era perduto e che le avrebbero portate al sicuro: erano lì per proteggerli. Oketra rispose che loro erano lì per proteggere lei e non il contrario. Dopo che la dea finì di parlare, lo Scorpione Divino arrivò davanti a loro e i tre dei si affrontarono: Inizialmente le due divinità riuscirono ad avere la meglio, ma alla fine lo Scorpione riuscì a uccidere entrambi. Hapatra vide Gideon piangere vicino alla dea caduta e gli disse che era sua responsabilità uccidere l'intruso che aveva causato quell'inferno e poi di andarsene dalla sua città. Hapatra si voltò verso Samut e Djeru, disse che dovevano trovare Bontu e Hazoret e mantenerle in vita a ogni costo.

Il ritorno di Nicol BolasModifica

Mentre le altre divinità cadevano, Hazoret continuava a combattere per difendere i mortali. Mentre Naktamun continuava a cadere intorno a lei, nel cuore della dea si diffuse una sensazione di disperazione e nella sua testa il ronzio delle preghiere si fece assordante. Proprio in quel momento il Dio Faraone tornò sul piano. La gioia iniziale di Hazoret divenne sgomento quando il drago lanciò la sua magia sugli abitanti della città. Bontu si unì a loro, lo chiamò Nicol Bolas e disse che aveva servito con fedeltà in sua assenza: aveva mantenuto i fili che il drago aveva intrecciato nell’essenza delle altre divinità. Hazoret chiese spiegazioni e Bolas ordinò a Bontu di ucciderla. Le due divinità si affrontarono e, durante la battaglia, Hazoret ricordò tutto. L’intero inganno di Bolas e il tradimento della sorella furono un colpo pesante per lei e rallentarono la sua capacità di reazione, distraendola dal combattimento. Bontu evocò delle bestie oscure che iniziarono a uccidere brutalmente tutti gli esseri viventi davanti a loro, Hazoret scattò per difendere i mortali e finì bloccata nella trappola della sorella. Nonostante la vittoria, dal momento che non aveva più alcuna utilità per lui, Bolas colpì Bontu con un proiettile di energia oscura ferendola gravemente. La divinità tentò di colpirlo per il suo tradimento, ma venne attaccata da un’orda di non morti che, per via della sua debolezza, riuscirono ad avere la meglio. Bolas andò via verso lo Scarabeo Divino. Prima di morire, Bontu lanciò una magia che dilaniò tutti gli esseri vicini a lei, viventi e non morti, poi guardò sua sorella, la liberò e morì. Hazoret rimase l'ultima pilastro di Amonkhet.

L'era dell'eternitàModifica

Subito dopo il ritorno di Nicol Bolas, l'era dell'eternità ebbe inizio. Lo Scarabeo Divino guidò fuori dalla Necropoli un esercito di migliaia di Eterni, non morti dei campioni delle ordalie passate. Privi di emozioni e letali in battaglia, gli Eterni si lanciarono su ogni abitante di Naktamun che trovavano uccidendo senza pietà. Coloro che riuscirono a sopravvivere furono costretti a fuggire dalla città.

Dopo il Conto delle EreModifica

Seguendo gli ordini di Hazoret, Samut guidò nel deserto i sopravvissuti di Naktamun. Dal punto in cui si trovava il gruppo vide in lontananza il Dio Faraone che era tornato sul piano e poco dopo sentirono il dolore per la morte di un'altra divinità. Dopo aver convinto gli altri che Nicol Bolas era solo una menzogna e un'intruso che proveniva da un altro mondo, Samut, Djeru e altri decisero di tornare nella città in rovina di Naktamun per trovare e proteggere la loro ultima divinità ancora in vita mentre Hapatra rimase col gruppo nel deserto dal momento che i suoi veleni erano in grado di fermare sia i non morti che le altre mostruosità. Tornati indietro, il gruppo di Samut venne attaccato da alcuni Eterni tra cui vi era anche Neheb, messi in difficoltà dai campioni non morti, vennero fortunatamente salvati dai Guardiani che dopo averli aiutati si recarono in cerca di Bolas. Samut e gli altri trovarono Hazoret ma insieme a lei c'era anche lo Scorpione Divino. La dea riuscì a chiuderlo in una trappola di fuoco ma l'altra divinità riuscì a sopravvivere e la sua coda scattò verso di lei. Hazoret usò il suo braccio ferito per deviare l'attacco, per via del veleno fu costretta ad amputarlo ma riuscì a sopravvivere sebbene gravemente ferita per via anche della sua battaglia con Bontu. Vedendo la sua dea in pericolo, Samut scattò per proteggerla e attaccò lo Scorpione. Gli altri maghi e guerrieri si unirono alla battaglia e alla fine grazie ai loro sforzi combinati riuscirono a mandare lo Sconrpione su un obelisco che gli perforò il petto. Non più in grado di muoversi la divinità corrotta venne colpita dalla lancia di Hazoret che lo bruciò dall'interno riducendolo in cenere e uccidendolo una volta per tutte. Le parole di elogio e di ringraziamento di Hazoret fecero provare a Samut emozioni di orgoglio, forza e amore sconfinato per la sua divinità così forti che le accesero la sua scintilla facendola viaggiare su un altro mondo ma riuscendo poi a tornare subito su Amonkhet. Svenuta, Samut venne sollevata da Hazoret che disse poi agli altri che ora loro dovevano pensare a sopravvivere: avrebbero marciato nel deserto alla ricerca di un riparo tra le sabbie. La dea promise che finchè sarebbe stata viva, come divinità di Amonkhet, li avrebbe protetti. Djeru si inginocchiò e disse che loro avrebbero fatto altrettanto con lei. Guidati dalla dea i mortali si incamminarono verso le sabbie del deserto.

L'Era della RovinaModifica

Con la fine del Conto delle Ere ebbe inizo l'era della rovina. Durante quest'era, tra le rovine di Naktamun, i Guardiani combatterono contro Nicol Bolas per fare giustizia per le numerose morti di innocenti e tutti i disastri causati sul piano. Sfortunatamente per loro, il drago li sconfisse facilmente costringendoli a fuggire per sopravvivere.

ApprofondimentoModifica

ReferenzeModifica

Testi di coloreModifica

CuriositàModifica

  • Amonkhet è ispirato all'antico Egitto.
  • Su tutto il piano sono presenti monumenti che rappresentano le corna di Bolas.
  • I matrimoni erano visti come un offesa verso il Dio Faraone e i genitori che mettevano al mondo dei figli li affidavano alle cure di altri, se per caso si incontravano e li riconoscevano non potevano rivelarsi.
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