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Personaggio
Ajani14
Nome Ajani Criniera d'Oro
Originario di Alara - Naya, Valle Qasali
Lifetime 4.576 A.R.
Razza Felino Planeswalker
Titolo
  • Vendicativo
  • Evocatore del Branco
  • Mentore di Eroi
  • L'Incrollabile
  • Protettore Impavido
  • L'Inflessibile
  • Saggio Consigliere
  • Avversario dei Tiranni
Stato Vivo


Ajani è un planeswalker che usa principalmente il mana bianco, ma sa utilizzare anche quello rosso e verde.

È specializzato in magie che purificano l'anima e il corpo: incantesimi che guariscono e rinforzano i suoi alleati e in rituali che evocano l'essenza spirituale di ciascun individuo. Questo tipo di magia è chiamato auramanzia. Con la morte del fratello, Ajani divenne furioso, specializzandosi anche in magie vendicative. Dopo che sventò i piani di Nicol Bolas su Alara, mise da parte la sua rabbia e iniziò a viaggiare per il Multiverso. È diventato un mentore per le comunità di leonid su molti piani e fa parte del Circolo della Storia. Dopo che contribuì a fermare i piani di Tezzeret su Kaladesh entrò a far parte dei Guardiani.

Alara UnbrokenModifica

AdolescenzaModifica

Nato albino all'interno del clan Nacatl Selvaggi e visto dal suo popolo come un portatore di sventura, Ajani si trovò a vivere gran parte della sua vita come un reietto. Non si sa nulla dei suoi genitori, l'unico a prendersi cura di lui era suo fratello maggiore Jazal. Nonostantante La reputazione di Ajani, Jazal era ammirato e rispettato alli'interno del clan e alla fine gli venne offerta la posizione di Kha. Jazal accettò di diventare il capo del clan nella speranza di riuscire a migliorare la vita del fratello. Ajani era appena tollerato tuttavia riusci a stringere amicizia con la sciamana Zaliki. L'unicità di Ajani non dipendeva solo dal colore del suo pelo, ma anche dalla sua particolare abilità di vedere dentro le altre creature fin nella loro anime, per poi manifestare il loro spirito in svariati modi. Era considerato il miglior guaritore della tribù, anche se questo non gli diede il prestigio che Jazal pensava suo fratello meritasse.

La morte di JazalModifica

Un giorno mentre era a caccia coi suoi compagni venne attaccato da degli umani e ferito gravemente, abbandonato dai suoi compagni fu salvato da suo fratello. Durante la celebrazione della festa di Marisi, decise di cacciare nella foresta per procurare una preda alla tribù, sperando così di sdebitarsi dall'eroico salvataggio di Jazal. Venne però attaccato da Tenoch, che rubò la preda che aveva appena abbattuto: un progenitore divino. Tornò quindi dalla sua tribù a mani vuote. Durante la notte una figura misteriosa apparve nell'accampamento del clan e approfittando del sonno generale, gettò un manufatto di mana nero nel fuoco del campo. Sentendo rumori dell'attacco Ajani si sveglio e diede l'allarme. Corse poi da suo fratello ma arrivò troppo tardi, Jazal era morto, con in mano la sua ascia. Chiuse gli occhi sentendo la voce del fratello defunto e quando li riapri' non era più su Naya.

La trasformazioneModifica

Ajani2

Ajani Vendicativo

L'ira per la morte di Jazal portò Ajani su Jund, venne immediatamente attaccato dal drago Karrthus e salvato dal planeswalker Sarkhan Vol a cui raccontò la sua storia. Sarkhan Vol gli spiegò la sua natura di planeswalker, che Jund era legato al suo mondo e gli consigliò di usare l'ira per tornare a casa e per ottenere la sua vendetta. Dopo che il planeswalker se ne fu andato Ajani raccolse l'ira dentro di se e viaggiò nella Cieca Eternità per tornare su Naya.

Tornò alla tana di Jazal, dove trovò i resti dell'ascia del fratello. Del corpo del fratello non vi era traccia, se non gli schizzi di sangue sul pavimento, dove prima giaceva il cadavere. Jazal era stato cremato durante la sua assenza. Trovate le ceneri, decise di spargersele addosso per guadagnare il potere del fratello, poi corse fuori per affrontare Tenoch perchè sospettava fosse suo il manufatto gettato nel fuoco. La trovò sul bordo di un dirupo e dopo una breve discussione, Tenoch gli mise contro tutto il clan. Ajani cadde nel dirupo ma si salvò, atterrando su una piazzola di roccia al di sotto della bocca del dirupo. Ferito gravemente, decise di viaggiare nella cieca eternità, senza sapere dove sarebbe finito, con il solo scopo di guarire, arrivò su Bant.

ConfluxModifica

Venne curato da Elspeth Tirel, per due settimane Ajani rimase su Bant poi prima di andarsene avvertì Elspeth che qualcosa di oscuro stava arrivando. Il cavaliere errante temendo per il suo piano di adozione, cercò in tutti i modi di convincere il leonid a restare, ma lui rifiutò. Tornato su Naya affrontò Tenoch, la quale gli rivelò che Marisi sapeva qualcosa della morte di Jazal. Ajani cercò il leggendario eroe dei nacatl per conoscere le informazioni a sua disposizione. Vennero interotti da Mayael ma prima di andarsene Marisi disse ad Ajani di cercare i draghi. Ajani sapeva che l'unico posto per trovare i draghi era Jund, ma cercando di tornarvi scoprì che il frammento non esisteva più. Conflux era iniziato e i cinque frammenti di Alara si stavano unendo dopo milenni per tornare ad essere un unico piano.

Ajani viaggiò alla cieca fino a incontrare Kresh, un barbaro che giurò di aiutare Ajani nella sua vendetta. Kresh lo portò da Rakka Mar che si offrì di rivelare ad Ajani i piani di Nicol Bolas ma solo con la morte di Kresh. Ajani rifiutò e attaccò la donna vincendo lo scontro e uccidendola. Tempo dopo Ajani incontrò Mayael e Zaliki che gli chiesero aiuto: un esercito di draghi e non-morti assediava i confini di Naya.

Ajani3

Ajani Vendicativo nella foresta

Ritornati a Naya, Zaliki rivela ad Ajani che è lei la responsabile della morte di Jazal anche se l'ordine era arrivato da Marisi che a sua volta aveva eseguito i piani di Nicol Bolas per portare il caos su Naya. Di fronte alla verità Ajani lascia andare la sua rabbia e decide di perdonare Zaliki. In quel momento compare Bolas, che di fronte agli eserciti riuniti inizia ad assorbire il mana del Maelstrom. Nel disperato tentativo di fermare l'antico drago, Ajani assorbe l'ultima quantità di mana del Maelstrom prima di lui. Evocò l'effigie dell'anima di Bolas per bandirlo da Alara. Il giorno dopo la guerra di Conflux ad Ajani venne offerta la carica di kha ma lui rifiutò, l'unica cosa che aveva sempre voluto era il rispetto del suo clan e l'aveva ottenuto. Ajani propose Zaliki come kha che venne accettata dagli altri leonid. In seguito Ajani lasciò Alara e viaggiò nel Multiverso.

Raccogliere le ForzeModifica

Ajani si mise in cerca di Elspeth e la trovò su Urborg mentre lottava come gladiatore nell'arena contro un guerriero vulshok (Koth). Ajani chiese ad Elspeth di deporre la sua spada. L'aspetto di Ajani distrasse Koth ed Elspeth ne approfittò colpendolo di striscio al braccio rivelando cosi il marchio di Phyrexia. Vedendo quel simbolo la donna si infuriò dicendogli "nulla che abbia quel marchio è degno di vivere" e in preda ad una furia cieca si scagliò su di lui per ucciderlo. L'attacco di Elspeth venne fermato dal tempestivo intervento di Ajani "cosa sei diventata? Non c'è onore in questo" le disse il suo vecchio amico convincendola ad abbandonare l'arena.

Ajani dopo averle detto che l'aveva trovata grazie a Aran, le mise una mano sulla spalla e le curò le lievi ferite, poi le chiese di tornare con lui su Alara per difendere il piano dalla minaccia dei non-morti, ma lei rifiutò. Seppur triste Ajani accettò il suo rifiuto e prima di andarsene le consegnò la sua spada e l'armatura che lei aveva lasciato su Bant.

Mentore di eroiModifica

Su Theros, Ajani camminava tranquillo. Di tutti i piani che aveva visitato, sentiva che quel mondo era il luogo più simile a una casa, infatti, Naya non era più il mondo che conosceva da una vita, era cambiato dopo che i cinque frammenti si erano uniti nuovamente in Nuova Alara, un mondo unito ma ferito. Theros invece, protetto da potenti entità senza tempo gli era sempre sembrato immutabile. Gli abitanti del piano li chiamavano dei e per una volta era difficile dire il contrario. Elspeth si sarebbe sentita protetta, l'idea che degli esseri superiori a qualsiasi mortale vegliassero su di lei l'avrebbe confortata, ma Ajani trovava l'idea meno attraente: l'esperienza gli aveva insegnato che ogni essere abbastanza potente da essere adorato come un dio era in grado con molta probabilità di distruggere il mondo piuttosto che proteggerlo. Le divinità di Naya erano solo bestie senza cervello, mentre l'antico drago Nicol Bolas il cui potere era veramente divino, aveva manipolato secoli di sviluppo religioso e politico sui cinque frammenti per agevolare i propri scopi egoistici e distruttivi. Eppure Ajani non poteva negare la forza e la maestosità delle divinità di Theros né la bellezza del piano che essi salvaguardavano.

Ajani camminò per il resto della giornata, sentì l'odore dei leonid e capì che la sua gente non era lontana anche se mancava ancora qualche ora per arrivare nel loro territorio. Al tramonto le stelle apparvero nel cielo e il planeswalker guardò in su desideroso di vedere lo spettacolo di luci e colori che giocavano nel cielo ogni notte, storie di divinità e figure mitiche, echi di costellazioni in movimento, un bellissimo fenomeno unico di Theros. Quella sera però, le stelle erano freddamente indifferenti, lo spazio tra loro bianco e vuoto, peggio ancora, in un angolo di cielo nessuna stella brillava. Ajani si chiese cosa fosse successo e cosa avrebbe creduto Elspeth vedendo ciò. Pensava spesso alla sua amica, sapeva che aveva lasciato Dominaria per andare su Mirrodin. Ajani aveva degli amici tra i leonid di quel mondo di metallo e aveva programmato di andarli a trovare come scusa per cercarla, ma poi, tra i planeswalker si era diffuso un messaggio: "Mirrodin è morto, Phyrexia è tornata. Per il bene di questo mondo e di tutti gli altri mondi non andate su quel piano." Ajani temeva per il fato di Elspeth e per i suoi amici su Mirrodin ma mantenne la speranza, la planeswalker poteva essere ancora viva, si tenne stretto a quel pensiero di conforto mentre scivolava nel sonno.

Venne svegliato da Seza che dopo averlo riconosciuto gli disse che lo avrebbe portato da Brimaz. Alla notizia che il suo amico era diventato re, Ajani chiese se era stato via cosi a lungo. Durante il cammino Seza aggiornò Ajani sugli avvenimenti importanti dei leonid di Oreskos; la regina Omala era morta in battaglia contro gli umani. Brimaz, il suo successore designato, si rifiutò di cercare vendetta, una scelta discutibile che però alla fine gli aveva portato più amici che nemici. Ajani pensò alla prima volta che era arrivato su Theros e aveva stretto legami con i membri della sua razza, aveva capito che Brimaz possedesse le qualità per diventare re e aveva trascorso col giovane lunghe ore di conversazione circa l'importanza della coesistenza pacifica con gli umani, forse le sue parole avevano messo radici. Ajani disse a Seza che non voleva distrarla dal suo dovere e che poteva continuare da solo ma lei rispose che ultimamente i pericoli erano aumentati, il planeswalker chiese informazioni ma la leonid rispose che sapeva solo che un giorno gli dei se ne erano andati perchè infuriati con i mortali. Arrivati da Brimaz, Ajani salutò il suo amico. Il leonid fece un passo avanti in modo che Ajani fu costretto ad allungare il collo per vederlo in faccia, poi tuonò che lui adesso era re Brimaz. I due si fissarono in silenzio, dopo un pò sorrisero entrambi e si abbracciarono. Dopo averlo lasciato andare, Ajani gli chiese se ora doveva chiamarlo vostra maestà. Il re sbuffò e gli disse di usare solo il suo nome, gli indicò di sedersi e di mangiare qualcosa dal momento che era sicuro che aveva viaggiato da lontano. Brimaz non era consapevole della natura di planeswalker di Ajani, ma sapeva che i viaggi del suo amico erano insoliti e non avevano nulla a che fare con qualsiasi luogo che i leonid di Oreskos avessero mai sentito parlare. Ajani disse che era bello essere di nuovo lì, ma Brimaz sorridendo gli rispose che non era tornato per la loro compagnia, ma per dargli consigli, chiedergli qualcosa o spingerlo all'azione. Ajani sorrise e rispose che lo conosceva bene, disse che aveva bisogno del suo aiuto per trovare una sua amica umana: Elspeth. Brimaz gli suggerì di parlare con Lanathos. Ajani disse che c'era molto di cui voleva parlare con lui, ma Brimaz continuò per lui che era preoccupato per la sua amica. Gli disse di non preoccuparsi, avrebbero parlato dopo.

Ajani si avvicinò al fuoco di Lanathos, il cronista stava narrando la storia del risveglio di Polikranos e del suo attacco a Meletis dove però venne sfidato dalla campionessa del sole. Il planeswalker non fu sorpreso di sentire una storia della Theriade; nonostante si trattava di una mortale benedetta dal più importante degli dei, Eliod, la campionessa era una figura popolare anche tra i leonid. Lanathos continuò il suo racconto, la battaglia tra i due durò diversi giorni, ma alla fine la campionessa grazie alla sua arma una lancia forgiata da Purforos e benedetta da Eliod, riuscì a uccidere la mostruosa idra. Dopo che la storia finì i leonid si allontanarono, Ajani gli fece i complimenti per il suo racconto, poi si presentò e gli disse che era felice che i leonid avessero un amico tra gli umani. Lanathos ridacchiò e rispose che molti lo consideravano una spia ma che aveva la fiducia di re Brimaz e questo era sufficiente per tutti gli altri. Ajani disse che lo era anche per lui, poi chiese se poteva aiutarlo a trovare una sua amica di nome Elspeth, una donna solitaria che parlava in modo strano e portava una spada e se avesse sentito parlare di lei. Lanathos sbattè le palpebre e rispose che aveva sentito la sua storia. Ajani rispose che cercava la sua amica non la campionessa del sole e il cronista replicò cosa gli faceva pensare che non fossero la stessa persona. Il planeswalker gli rispose che aveva sentito altre storie della Theriade: l'addestramento della campionessa con i centauri e la sua vita tra i leonid. Lanathos gli fece notare che stava parlando della Theriade come se si trattasse della storia di una sola persona. Confuso Ajani chiese spiegazioni e il cronista gli spiegò che la Theriade narra della campionessa del sole, ma che non si trattava di una persona ma di un titolo che Eliod conferiva ai mortali nei momenti di grande bisogno. Spiegò che la storia della Theriade è la storia di tutte quelle persone dalla prima all'ultima: la donna che aveva ucciso Polikranos. Ajani chiese quanto tempo era passato dalla battaglia tra la campionessa e l'idra e Lanathos rispose recentemente, circa un mese fa più o meno. Ajani pensò a quanto velocemente su Theros gli eventi si trasformassero in storia per poi sbiadire nel mito. Disse che aveva parlato di una lancia, ma che Elspeth usava una spada. Lanathos si strinse nelle spalle e gli disse che i dettagli potevano cambiare da un racconto a un altro, concluse che comunque credeva che la sua amica non si trovasse più a Meletis. Ajani chiese perchè lo pensava e il cronista rispose di un'altra storia che aveva sentito; la campionessa era stata vista ad Akros che era stata assediata da un'orda di minotauri. Disse che Brimaz era consapevole della questione dal punto di vista militare, ma che lui non l'aveva ancora narrata come storia perchè prima voleva sapere come andava a finire. Ajani lo ringraziò per il suo aiuto, Lanathos gli chiese cosa avesse intenzione di fare e il planeswalker gli rispose che l'avrebbe cercata e aiutata se avesse avuto bisogno di lui, dopo tutto, la campionessa aveva sempre dei compagni.

Journey into Nyx: Godsend, Parte 2Modifica

Grazie all'aiuto di Brimaz, Ajani si riunì con Elspeth a Tethmos, l'accampamento principale dei leonid. Il planeswalker capì che qualcosa aveva gravemente ferito interiormente la sua amica, ma non riuscì a convincerla a parlargli di quello che le era successo. Elspeth giurò che avrebbe sistemato la situazione e Ajani le disse che sarebbe rimasto al suo fianco per aiutarla. Consapevoli che uno dei pochi a conoscere il segreto per entrare a Nyx fosse Krufix, i due si misero in viaggio in cerca del Tempio del Mistero e attraversarono il Bosco Nessian per arrivare nel luogo del cimitero delle navi in frantumi, in cerca del leggendario marinaio che si diceva avesse viaggiato in tutta Theros. Ajani usò la sua magia per richiamare la leggendaria nave affondata e con loro grande sorpresa "lei" apparve dal profondo del mare insieme a essa e accettò di portarli a destinazione. I due si fidarono della sua parola, ignari che fosse tutta una menzogna e che la loro guida in realtà fosse Kiora. L'inganno della planeswalker venne rivelato quando raggiunsero la città sommersa Arixmethes. Thassa apparve per affrontare la planeswalker nereide, ma prima aiutò Ajani e Elspeth ad arrivare a destinazione, augurando a entrambi buona fortuna per la loro missione. Arrivati ai confini del mondo, Krufix permise loro di entrare nel regno degli dei, però per poter proseguire uno di loro avrebbe dovuto prima affrontare una prova a sua scelta di una delle divinità. Elspeth disse che toccava a lei farlo e Ajani le consigliò di scegliere Thassa, ma all'ultimo momento lei si allontanò e scelse di affrontare la prova di Erebos. Ajani disse che era una follia, ma poté solo aspettare il suo ritorno.

Dopo che Elspeth ebbe superato la prova i due si ricongiunsero e insieme trovarono Xenagos pronti al confronto finale con il dio della dissolutezza. La battaglia fu difficile ma alla fine Elspeth riuscì a colpire Xenagos con la Nemesi degli Dei e a scaraventare il suo corpo su Theros. Mentre precipitava il satiro venne colpito da una freccia di Nylea che mise fine completamente alla sua vita.

Mentre tutto finiva, Ajani insistette con Elspeth, gravemente ferita, di andar via in quel momento e Nylea dopo aver lanciato su di loro un incantesimo d'aiuto, disse di andare prima che Erebos o Eliod li trovassero. I due raggiunsero nuovamente l'ingresso di Nyx, ma prima di riuscire a uscire vennero trovati da Eliod, che usò l'arma spezzata di Elspeth per colpirla mortalmente. Il dio del sole ignorò Ajani che prese la sua amica in fin di vita e tornò su Theros, lì si preparò a combattere gli agenti di Erebos venuti a reclamare la campionessa del sole, ma venne fermato dai guerrieri di Brimaz che gli tesero un'imboscata per salvarlo, visto che ormai non c'era più nulla che si potesse fare per salvare Elspeth.

Vendetta di AjaniModifica

RisveglioModifica

Ajani si svegliò leggermente dolorante in tutto il corpo. Strizzò gli occhi, annusò l'aria e sentì su di sé il profumo di qualche intruglio a base di erbe, l'opera di un guaritore che si era occupato di lui mentre dormiva. Sollevò la testa e si guardò intorno, era rimasto disteso su un lettino al centro della tenda. Vide il mantello di Elspeth su un tavolo di legno accanto a lui, ripiegato con cura vicino a una bottiglia di argilla. Era di un colore bianco limpido; tutto il sangue era stato ripulito come se non fosse successo nulla. Vicino al tavolo seduto su uno sgabello c'era Lanathos, Ajani lo vide e pronunciò il suo nome. Il vecchio sorrise e lo salutò, ma quando il leonid mantenne uno sguardo distaccato, il sorriso dell'uomo scomparve e gli disse che era tornato solo. Il volto di Ajani si rabbuiò e il cronista chiese se i suoi viaggi fossero stati così ricchi di tormento e che il guaritore che si era occupato di lui aveva detto che al mattino si sarebbe ripreso completamente. Ajani si sollevò e sedette sul lettino, torregiando sul vecchio. Sentiva la testa pulsare e rispose che non si trattava di lui e quando Lanathos lo fissò con sguardo interrogativo aggiunse che l'avventura di Elspeth era terminata e chiese se volesse sapere come era andata a finire. Il cronista rispose di si ma non in quel momento e il planeswalker gli fece notare che erano entrambi lì. Lanathos replicò che la sua memoria era ottima e che si sarebbe ricordato le sue parole per il resto della sua vita ma aggiunse se era sicuro di sapere come volesse che lui ricordasse la sua storia. Le spalle di Ajani si abbassarono e disse che non ci aveva pensato. Il cronista si girò verso il mantello ripiegato e poi di nuovo verso Ajani e disse che se desiderava raccontare una storia forse avrebbe dovuto iniziare con la sua. Ajani chiese perche avrebbe dovuto farlo e Lanathos rispose che la sua pelliccia aveva una tonalità diversa rispetto a tutte quelle che aveva visto, così come il suo accento era diverso. Gli aveva detto che proveniva da lontano e quello era il motivo per cui pensava che avesse una storia da narrare ma che purtroppo aveva smesso di raccontare. Alzò lo sguardo verso di lui e lo fissò in volto senza timore, tra due leonid quello sarebbe stato interpretato come un gesto di sfida. Continuò che era giunto da lui alla ricerca della sua amica, che si era unito a lei nella missione di uccidere una divinità, che pensava che lei fosse caduta nell'impresa dato che era tornato da solo e che quindi l'avventura di Elspeth fosse terminata. Poi chiese quando sarebbe iniziata la sua. Ajani replicò che Elspeth aveva avuto bisogno del suo aiuto. L'umano si girò di nuovo verso il mantello bianco e chiese se le fosse stato davvero di aiuto. La tensione di Ajani aumentò e disse con rabbia che anche se Brimaz lo sopportava, non sarebbe stato felice di sapere che aveva disturbato un suo ospite. Lanathos si alzò in piedi e disse che lo avrebbe lasciato riposare ma che prima doveva dirgli un messaggio da parte del re: I guerrieri di Setessa erano giunti a festeggiare una vittoria di umani e leonid insieme. Anthousa non era a conoscenza del suo ritorno, ma se lo avesse visto e avesse scoperto che era solo, avrebbe sospettato qualcosa e la verità avrebbe raffreddato la gioia dei festeggiamenti. Per tanto per quella notte sarebbe dovuto restare in quella tenda. Sollevò la mano e indicò il tavolo e disse che la bottiglia conteneva una medicina che lo avrebbe fatto dormire e alleggerire il dolore fino al mattino. Terminò che il re lo avrebbe incontrato dopo colazione nei campi di addestramento. Ajani chiese se fosse diventato il suo messaggero e Lanathos replicò con calma che il re si fidava di lui e che anche lui avrebbe dovuto fidarsi se voleva che il mondo si ricordasse della sua amica. Rimasto solo Ajani prese la bottiglia, ne bevve il contenuto, si sdraiò sul lettino e chiuse gli occhi.

Allenamento con BrimazModifica

Ajani si svegliò alla luce del sole che filtrava all'interno della tenda. Si alzò, vide il vassoio sul tavolo e fece colazione. Dopo che finì, Seza entrò e lo salutò e lui rispose al saluto e ringraziò per il pasto. Lei annuì sorridendo ma poi il suo volto si irrigidì e disse che doveva incontrare Brimaz e che lo avrebbe portato da lui. Ajani notò che sia lei che Lanathos erano molto formali. Seza si guardò intorno furtiva, poi riprese a parlare con più calma e spiegò che Brimaz lo considerava un grande amico, ma che la sua situazione era peggiorata. Avevano sconfitto l'esercito delle creature di Nyx grazie all'aiuto dei guerrieri di Setessa, ma la vittoria era costata un gran numero di soldati e non tutti avevano appoggiato la decisione del re di schierarsi al fianco degli umani. Spiegò che la fazione separatista di Pyxathor in precedenza ridotta era stata molto attiva dopo la fine della guerra e la sua influenza era cresciuta e che quella sarebbe stata la prima volta che il re lo avrebbe incontrato dopo la battaglia e quindi gli uomini di Pyxathor li avrebbero osservati. Ajani si placò e disse che capiva. Seza continuò che anche alcuni dei suoi amici avevano iniziato a dare ascolto alle parole di Pyxathor e che lei aveva fatto del suo meglio per tenerli lontano da lui, quindi doveva trattarlo con distacco o avrebbero sospettato della sua influenza. Terminò che le dispiaceva e lui rispose con un sorriso che rinunciavano tutti a qualcosa per le proprie cause. Lasciarono la tenda e raggiunsero l'area degli allenamenti, Seza si fermò all'esterno e Ajani proseguì da solo all'interno. Brimaz si trovava al centro, non indossava la sua corona, ma il portamento e lo spazio che gli veniva lasciato intorno dagli altri rendeva chiara la sua posizione. Molti altri guerrieri leonid erano presenti, tra cui Pyxathor che si trovava al bordo e gli sguardi dei presenti si alternavano tra il capo dei separatisti e il re. Ajani si diresse verso il centro e Brimaz gli fece un cenno col capo e disse che voleva ringraziarlo per il suo consiglio; il suo esercito aveva combattuto al fianco dei guerrieri di Setessa e aveva respinto l'assalto delle creature di Nyx, che la scorsa notte leonid e umani avevano festeggiato insieme la vittoria e che pensava che fossero stati fatti grandi passi verso una pace duratura. La voce del re aveva una nuova tonalità e il discorso era chiaramente diretto a un interlocutore diverso, Ajani fece un saggio gesto di assenso e disse che erano ottime notizie. Brimaz lo guardò dritto in volto e disse che gli diceva sempre di essere originario di una terra lontana. Ajani disse di si, aspettò la domanda successiva e il re gli disse di scegliere la sua arma. Il planeswalker sentì la tensione crescergli dentro e al suo stupore Brimaz rispose che lui era diverso da loro, sia per l'aspetto che per l'accento, che non aveva compreso i racconti sulla campionessa del sole, che non era uno di loro e aveva scelto di non dirgli altro ma che era un valoroso guerriero e che lui cercava un compagno di allenamento. Ajani distolse lo sguardo e disse che non aveva più intenzione di combattere e Brimaz gli indicò le armi di allenamento di legno che erano state fatte simili alle sue e rispose che aveva dovuto superare qualche difficoltà per farle realizzare. Ajani sospirò, prese un'ascia a una mano e una spada e quando fu pronto, Brimaz lo attaccò. Il re costrinse Ajani a combattere tre volte e vinse sempre con facilità. Dopo la terza vittoria Brimaz gli mise la spada di legno alla gola e disse che aveva ragione, poi allontanò l'arma gli tese la mano, lo aiutò a rialzarsi e continuò dicendo che lui non desiderava combattere ed era questo il suo problema. Ajani afferrò la mano e chiese se fosse così sbagliato, Brimaz tirò Ajani un po' più vicino in modo che nessun altro potesse sentire le sue parole e gli disse che lì tutto era un combattimento; che lui aveva combattuto per far marciare i suoi soldati a fianco degli umani, per mantenere l'ordine quando avevano affrontato le creature del regno degli dei. Ora erano tornati a casa e doveva combattere con la sua stessa gente che preferiva un'esistenza separata dalle altre civiltà. Era contento per la sua presenza ma aveva bisogno che lui combattesse per qualcosa o avrebbe solo reso le sue sfide più difficili. Ajani chiese cosa poteva fare e il re rispose che la sua gente non si fidava di lui perchè non sapevano chi fosse e che avevano bisogno di risposte prima di considerarlo uno di loro. Terminò che sarebbe stato occupato per un po' con gli umani di Setessa ma che dopo gli avrebbe chiesto quale ruolo desiderava avere nella sua città. Ajani annuì e lo chiamò sua maestà, Brimaz sorrise in modo leggero e disse che sapeva che non si curava dei titoli con gli amici. Ajani chiese se erano ancora amici e Brimaz rispose che in privato sarebbero sempre stati amici ma che in quei tempi solo una piccola parte della sua vita era rimasta privata. Ajani annuì e si allontanò dall'area di allenamento. Vagò per la città per la maggior parte della mattinata, ovviamente sarebbe potuto partire in qualsiasi momento in cerca di altri piani ricchi di meraviglie da esplorare. Pensò alle battaglie che avevano scelto di combattere Brimaz e Elspeth e si disse che forse avrebbe dovuto cercare la sua vera battaglia. Ricordò il momento in cui Eliod aveva ucciso Elspeth e un selvaggio e triste sorriso apparve sul suo volto. Ritornò alla sua tenda, raccolse i suoi averi, si fissò il mantello di Elspeth intorno alle spalle e si avviò sulla strada per Meletis.

Viaggio al Tempio di EliodModifica

Durante il viaggio Ajani si chiese quale fosse la natura delle divinità; Xenagos aveva dimostrato che chiunque poteva diventare un dio se solo fosse riuscito a convincere abbastanza creature senzienti a credere in lui e dunque cosa sarebbe successo se un numero sufficiente di persone avesse deciso di smettere di credere nel dio del sole? Il viaggio fu lungo ma alla fine raggiunse la sua meta e quando arrivò ai cancelli disse alle guardie che era in cerca del tempio di Eliod. Non considerandolo una minaccia, lo fecero entrare in città e dopo venti minuti Ajani trovò il più grande tempio dedicato a Eliod in tutta Theros. Salì le scale ed entrò nell'edificio e una giovane donna vestita da assistente del tempio gli si avvicinò e gli disse che raramente ricevevano ospiti leonid. Ajani le rispose che era giunto alla conclusione che solo Eliod poteva rispondere alle sue domande e che aveva vissuto esperienze uniche con gli dei. Lei chiese in che modo e Ajani a voce alta, in modo da essere sentito da tutti, rispose che era stato presente quando la divinità di quel tempio aveva ucciso la donna che era al tempo stesso la campionessa del dio del sole e una sua amica. L'assistente si irrigidì e chiese come faceva a essere sicuro che fosse stato Eliod e Ajani replicò che la sua aura dorata era impossibile da confondere. Gli occhi della donna si spalancarono per un istante e poi chiese quale domanda voleva porre alla divinità. Sempre a voce alta Ajani disse che la sua amica aveva accettato di diventare la campionessa di Eliod per obbedire al suo volere e compiere grandi gesta in suo nome, per garantire la sicurezza di coloro in grado solo di pregare per essa. Che era sicuro che lei sarebbe stata ricompensata per i suoi servizi e che il dio le avrebbe donato una ricompensa per la posizione che aveva accettato di ricoprire, e invece, Eliod l'aveva ripagata con la morte uccidendola a tradimento. Chiese cosa doveva pensare di una divinità che ricambiava la fedeltà di un suo servitore con tanta ingratitudine. Non tutti i presenti stavano osservando la scena, ma tutti stavano ascoltando. Un giovane uomo si avvicinò; aveva al massimo quattordici anni e i suoi occhi erano di un blu che si dissolveva nel bianco. Chiese ad Ajani cosa doveva pensare una divinità di una campionessa che andava oltre il proprio ruolo. La sua voce echeggiò con una profondità innaturale e coloro che erano vicini si inchinarono immediatamente di fronte all'oracolo. Ajani non inclinò neppure il capo e l'oracolo disse che era venuto a seminare zizzania nel tempio del dio del sole e quando Ajani replicò che era venuto a porre una domanda a Eliod, l'oracolo rispose che il tempio era dedicato a coloro che rispettavano il potere divino di Eliod e che se lui non era un credente non poteva restare. Ajani fece un passo avanti con coraggio e replicò che credeva che Eliod fosse un dio, che le persone all'interno del tempio lo venerassero per la sua grandezza divina, che credeva che non fosse passato troppo tempo da quando i sacerdoti di quello stesso tempio erano stati costretti a fuggire per salvare le loro vite dalla furia di Eliod e che credeva che il dio del sole avesse ucciso la sua amica a sangue freddo. Continuò che durante la strada per arrivare a Meletis aveva incontrato uno dei sacerdoti scacciati, Stelanos, un uomo cieco e devastato che aveva impedito di seppellire i cadaveri intorno a lui dicendo che dovevano servire da monito per gli altri come prova che gli dei avessero abbandonato i mortali e che poi prese del veleno per porre fine alla sua vita. Il ragazzo incrociò le braccia e disse che se avesse continuato a seminare zizzania nel tempio avrebbe fatto la stessa fine di Elspeth. Ajani replicò che allora non avrebbe seminato zizzania in quel luogo e uscì dal tempio. Scoprì che alcuni credenti lo avevano seguito si fermò ed essi gli fecero domande su quello che aveva detto. Camminò con loro e raccontò tutto quello che aveva visto su Nyx: l'atto omicida di Eliod e la vera natura degli dei. Una donna dallo sguardo scettico si fece avanti e disse che non si poteva spegnere un dio come una fiamma. Ajani la guardò con tenerezza e rispose che anche una fiamma immensa era destinata a spegnersi se non veniva alimentata. La donna lo guardò perplessa e disse che sembrava che lui pensasse che fossero stati i mortali a creare le divinità, ma in quel caso cosa avrebbero dovuto creare al loro posto? La risposta di Ajani fu quasi un ruggito; disse loro di creare qualcosa per loro stessi: una famiglia, una casa, una vita, amici, conoscenti e felicità. Qualcosa che appartenesse a loro e non sopra di loro, in grado di distruggere tutto per un semplice capriccio. Molte persone annuirono e poi la folla si allontanò. Ajani rimase in città per alcuni giorni diffondendo il suo messaggio, poi il nono giorno sentì parole contro gli dei sul fatto che avevano tradito i loro fedeli e capì che le sue parole erano state raccolte e sarebbero state diffuse da altri. Per lui era arrivato il momento di tornare dai leonid.

Il raccontoModifica

La strada per il ritorno fu lunga ma per Ajani non aveva importanza, aveva bisogno di tempo per costruire un monumento degno di Elspeth, una storia che venisse diffusa in ogni luogo su Theros in grado di ispirare qualsiasi mortale a guardare in alto e dire che non avrebbe donato la propria forza a divinità capricciose e indifferenti. Una storia che un giorno avrebbe scosso le fondamenta stesse di Nyx. Arrivato a Tethmos, Ajani  pensò che presto ogni leonid avrebbe visto la Theriade in una luce diversa. Venne scortato nella sala del trono e quando lo vide Brimaz si alzò e tutte le conversazioni cessarono. Il re lo salutò e Ajani disse che era pronto a raccontare la sua storia: Disse che aveva viaggiato a lungo per giungere in quel luogo e che dubitava che esistesse qualcuno di loro che avesse mai sentito parlare della sua terra natale. Continuò che era giovane quando aveva iniziato il suo viaggio e che ormai non esisteva alcun posto che lui considerasse come sua origine. Aveva conosciuto Elspeth molti anni fa durante uno dei suoi viaggi ed era lei che aveva seguito. Disse che era una grande guerriera che scelse di prendere il mantello di Eliod diventando la sua campionessa e che quando Xenagos ascese le fece un gran torto e che lei decise di punirlo. Disse che lui scelse di accompagnarla e la via della sua amica li portò a Nyx dove lei affrontò e superò una prova di Erebos che permise così a entrambi di entrare nel dominio di Xenagos dove Elspeth uccise la nuova divinità con la lancia benedetta dal potere di Eliod. Tuttavia il dio del sole si infuriò per la morte di un dio, nonostante fosse uno che avesse sovvertito le leggi della natura per diventare una divinità e uccise la sua campionessa davanti ai suoi occhi. Molti dei leonid presenti sussurrarono tra loro e Ajani disse che i leonid non avevano una particolare opinione sugli dei, ma essi erano reali, creati dai mortali e il loro potere era cresciuto col passare del tempo. Tuttavia avevano bisogno della loro devozione, disse che Eliod era una creatura meschina e infantile e tuttavia era alla guida degli dei ma loro, i mortali, si meritavano di meglio. Continuò che era stato a Meletis a diffondere quel messaggio; gli dei erano creazioni dei mortali, un fuoco creato dalla scintilla della fede la cui forza dipendeva dalla devozione, ma qualsiasi fiamma se non veniva alimentata finiva per spegnersi. Ajani sorrise e disse che lui non era originario di quel luogo ma provava la loro stessa rabbia verso gli dei e che li avrebbe combattuti a modo suo. Terminò che se volevano che se ne andasse lui sarebbe partito per diffondere il suo messaggio in altre città. Nella sala l'unico rumore era il crepitio del fuoco e il mantello di Elspeth che sventolava dietro il planeswalker, mosso dalla brezza leggera. Poi Brimaz parlò e gli disse che era benvenuto a casa, Lanathos sorrise e molti altri leonid annuirono compreso Pyxathor. Ajani si sedette a cerchio insieme a loro.

Per guarire dal doloreModifica

Ajani lasciò Theros e viaggiò su Kamigawa, visitando la casa della sua amica Tamiyo. Lì incontrò Nashi, notò la paura del piccolo e lo rassicurò sulle sue intenzioni, ma ancora intimorito il bambino si lanciò dietro le gambe di Tamiyo quando lei arrivò. Ajani si inchinò con grande rispetto verso di lei e la salutò. Lei sorrise, lo presentò al bambino e gli spiegò che il suo amico faceva parte del loro Circolo della Storia e lui chiese se fosse come Narset. Subito dopo Ajani si ritrovò circondato dai figli di Tamiyo che iniziarono a chiedergli di raccontare le sue storie; lei li rimproverò, ma lui li rassicurò che non sarebbe andato via senza raccontarne una. Rimasti soli, Tamiyo disse che era stato via per mesi e chiese di Elspeth; Ajani rispose tristemente che lei non sarebbe venuta.

Successivamente, Nella sala da pranzo, Ajani mangiò insieme a Tamiyo e a Genku. Questi si alzò e disse che aveva delle faccende di cui occuparsi e uscì. Tamiyo disse che lui era andato su Theros alla ricerca di Elspeth e chiese se l'avesse trovata. Ajani rispose di si, ma non aggiunse altro. Si guardò intorno e fece un cenno verso un cumulo di bagagli, con uno spesso diario sopra e chiese se fosse giunto in un momento inopportuno visto che sembrava che si stesse preparando per un viaggio. Lei chiese se conoscesse Innistrad, lui scosse la testa e l'altra disse che l'anno prima aveva passato alcuni mesi su quel mondo per studiarne la luna e che tutta la magia del piano si curvava verso di essa ed era influenzata dai suoi cicli, così come molte delle sue creature. L'ultima volta che aveva incontrato Jenrik, una persona di quel mondo con cui lavorava, gli aveva riportato delle anomale osservazioni, come le modifiche nei percorsi del mana e delle maree e lei voleva andare a osservarne gli effetti. Ajani rispose che capiva, appoggiò le sue imponenti mani sul tavolo e le osservò in silenzio. Tamiyo gli chiese perchè fosse andato da lei se non voleva confidarsi, lui sospirò lentamente e invece di risponderle chiese di Nashi e disse che l'ultima volta che era venuto non l'aveva visto e che non era come i suoi fratelli. Tamiyo rispose che Nashi era un nezumi e che alcuni anni prima il suo villaggio era stato bruciato da alcuni planeswalkers. Ajani chiese il motivo e lei spiegò che era stato per ordine di Tezzeret, un criminale che voleva che loro si piegassero a lui e si mettessero al servizio del suo Consorzio. Ajani disse che aveva sentito parlare di Tezzeret da Elspeth, che lo aveva incontrato su Mirrodin un paio di anni prima. Tamiyo disse che era impossibile e spiegò che Tezzeret era morto da tre anni, tradito dai suoi compagni. Al villaggio di Nashi i nezumi che erano sopravvissuti lo avevano ucciso e un drago aveva siglato un patto con loro per il suo cadavere. Tamiyo si accorse che Nashi li stava ascoltando di nascosto e, appena fuori dal nascondiglio, pregò il bambino di uscire ricordandogli che gli aveva già detto che se voleva poteva sedersi accanto a lei. Il piccolo rotolò tra le braccia di Tamiyo e iniziò a piangere. Lei disse ad Ajani che le azioni portavano a conseguenze a cui le persone come loro non badavano.

Un mese dopo, nella sua stanza, Ajani aveva sparso i suoi oggetti sul pavimento: il mantello bianco, la sua armatura di bronzo e la sua enorme ascia bipenne. Tamiyo era partita una settimana prima e ora lui si stava preparando per partire a sua volta. Sentì la presenza di Nashi, lo invitò a entrare e il bambino gli chiese se stesse per partire e dove sarebbe andato. Ajani rispose che andava alla ricerca dell'uomo che aveva ucciso la sua famiglia e spiegò che i loro amici lo avevano trovato su Kaladesh: qualcuno gli aveva offerto denaro e segreti e lui li aveva usati per ottenere una posizione di potere. Nashi disse che quando gli sciamani della sua gente avevano ucciso apparentemente Tezzeret, lo avevano fatto osservare nascosto nel bosco. Ajani disse che non avrebbero dovuto farlo assistere, ma il bambino spiegò che gli sciamani avevano detto che era importante che lui vedesse, perchè quell'uomo aveva fatto loro del male: doveva vedere la giustizia, era una questione di onore e quindi tutti i sopravvissuti dovevano assistere. Raccontò che Tezzeret aveva un braccio strano e che un altro uomo glielo aveva tagliato. Parlò, ma le sue parole non avevano senso e lui sentì solo un dolore alla testa. Ajani sollevò l'ascia e la infilò nella cinghia dietro la schiena, Nashi chiese se avrebbe ucciso Tezzeret e lui rispose che non lo sapeva. Appoggiò la mano sul mantello bianco e continuò che forse era il cammino giusto e che troppi non facevano caso a dove si muovevano. Afferrò il mantello con entrambe le mani; era scolorito in alcuni punti, di color rosa come petali di boccioli di ciliegio. Se lo portò al viso e ispirò profondamente. Nashi disse che quello lo rendeva triste; Ajani si radrizzò e spiegò che era un ricordo della sua amica Elspeth, che era morta. Il bambino disse che Tamiyo gli aveva detto che quando si perdeva qualcuno era come quando si cadeva e ci si faceva del male; come un ginocchio che sanguina e poi guarisce: le lacrime erano il modo attraverso cui il cuore guariva, quindi doveva lasciarle uscire in modo da poter guarire. Ajani disse che Tamiyo era saggia. Nashi si sedette accanto a lui appoggiò la testa contro la sua spalla e chiese se volesse parlargli della sua amica. Ajani iniziò a raccontare la storia di Elspeth e Hiroku, Umeyo e Rumiyo si unirono silenziosamente ai due, ascoltando. Dopo che narrò la morte della sua amica, Ajani disse che era andato tra le persone e aveva raccontato la storia di Elspeth nel modo in cui lui era stato testimone, dovevano sapere e ricordare. Doveva avere importanza. Aveva viaggiato e raccontato. Non si era fermato finchè le sue parole non avevano iniziato a diffondersi. Continuò che nelle vecchie storie del suo popolo l'eroe perdeva il suo maestro, viveva, piangeva e poi si riprendeva per salvare il mondo. Con un sussurro disse che sarebbe dovuto toccare a lui e non a lei e con voce rauca terminò che il suo eroe era morto e che tutto ciò che Elspeth aveva desiderato e per cui aveva combattuto, era semplicemente una casa. Nashi disse che andava bene che si sfogasse, loro erano lì con lui. Le spalle di Ajani si piegarono e sussultarono, iniziò a piangere e i ragazzini rimasero seduti intorno a lui. Lo abbracciarono tutti e Ajani pianse a lungo.

Blocco di KaladeshModifica

Vedi Ajani (Planeswalker)/Kaladesh.

PartenzaModifica

Ajani partì da Kaladesh alla ricerca di alleati contro Nicol Bolas. Si separò dagli altri viaggiando nella cieca eternità, ignaro che il resto dei Guardiani avesse deciso di andare subito verso Amonkhet.

Su DominariaModifica

Ajani arrivò su Dominaria, alla baia di Bogardan, dopo che la Cavalcavento venne ricostruita. Raggiunse la sua amica Jhoira per parlare e lei suppose che volesse che aiutasse i planeswalkers di cui avevano parlato. I due si erano incontrato solo una volta, per poco tempo, e lui le aveva rivelato la sua natura di planeswalker e aveva chiesto il suo aiuto: si erano accordati per incontrarsi di nuovo in quel punto. Ajani rispose che dovevano incontrarsi con i suoi amici ma prima la informò che Karn era stato ritrovato e portato in salvo dai phyrexiani e che ora si trovava su Dominaria. Raccontò di Venser che aveva donato la propria scintilla a Karn per salvarlo e non era sopravvissuto. Rattristata dalla notizia, l'altra chiese se era per via della sua morte che Karn non era andato a cercarla. Ajani le raccontò che un intero piano era caduto sotto il dominio dei phyrexiani, ma erano stati contenuti lì e gli altri mondi non correvano nessun pericolo.

La Cavalcavento arrivò nella Città di Benalia verso una delle torri di segnalazione dove il gufo meccanico di Jhoira individuò Gideon e Liliana per farli salire a bordo. Ajani chiese dove fossero gli altri e Gideon gli raccontò della sconfitta su Amonkhet e quello che era successo dopo che erano arrivati sul piano. Ajani disse tristemente che le sue paure si erano avverate e che ora sarebbe stato più difficile sconfiggere Bolas, consapevole che la causa principale erano Liliana e i suoi demoni. Gideon intervenne e disse che era stata una sua decisione e ne accettava le conseguenze. Lui replicò che ormai su Amonkhet il danno era stato fatto, e non c’era modo di tornare indietro. Gideon disse che avevano fallito perché Liliana era ancora limitata dal suo patto demoniaco e spiegò che una volta ucciso Belzenlok sarebbe stata libera di usare il suo completo potere contro Bolas. Ajani non cedette e cercò di convincerli ad ascoltarlo. Lei scattò: doveva liberarsi del suo patto prima di poter combattere. Gideon disse che avevano intenzione di continuare a combattere, ma prima dovevano distruggere Belzenlok. Ajani capiva, ma non poteva aiutarli: doveva trovare altri alleati planeswalker contro Bolas, poi viaggiò nella cieca eternità.

ReferenzeModifica

Rappresentato inModifica

Testi di coloreModifica

Carte associateModifica

GalleriaModifica

CuriositàModifica

  • Gli è stata dedicata una parte del video introduttivo di Duels of the Planeswalkers 2013.
  • Dalla scheda personale che si può leggere prima di affrontarlo in Duels of the Planeswalkers 2013, Ajani ha circa 30 anni, è alto 198 cm e pesa 113 Kg.
  • Ajani è cieco dall'occhio sinistro, su cui porta una cicatrice.
  • Ajani possiede un'ascia bifronte che é l'unione della sua (in pietra nera) e quella del fratello (di metallo spendente).
  • Compare nel video di presentazione di Viaggio verso Nyx.
  • Dopo la morte di Elspeth, Ajani prese con sè il mantello bianco della sua amica in onore della sua memoria.

Collegamenti esterniModifica

W: Gideon Jura U: Jace Beleren B: Liliana Vess R: Chandra Nalaar G: Nissa Revane GW: Ajani
PLAN Attuali: Ajani - Angrath - Aminatou - Arlinn Kord - Ashiok - Chandra Nalaar - Dack Fayden - Daretti - Domri Rade - Dovin Baan - Estrid Garruk - Gideon Jura - Huatli - Jace Beleren - Jaya Ballard - Jiang Yanggu - Karn - Kaya - Kiora - Koth - Liliana Vess - Mu Yanling - Nahiri - Narset - Nicol Bolas - Nissa Revane - Ob Nixilis - Ral Zarek - Rowan Kenrith - Saheeli Rai - Samut - Sarkhan Vol - Sorin Markov - Tamiyo - Teferi - Tezzeret - Tibalt - Ugin - Vivien Reid - Vraska - Will Kenrith
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CAOS Dispersi: Ash Embereck - Arzakon - Dakkon Blackblade - Drabk - Eskil - Fatima - Fiers - Geyadrone Dihada - Grenfell Mor - Jared Carthalion - Kazz - Krim - Krimon - Lily - Marduk Blackwater - Masrath - Nailah - Parcher - Platon - Rafethrasa - Ramaz - Ravi Sengir - Ravidel - Sandruu - Tempè - Terrent Amese - Tessebik - Thomil - Thorn - Vram - Worzel - Yawden - Zakk
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S Scintilla esaurita o persa: Azor I - Kuthuman - Slobad
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Lapide Deceduti: Altair - Azar - Baltrice - Bo Levar - Boragor - Chaney - Commodore Guff - Daria - Dyfed - Elspeth Tirel - Faralyn - Feroz - Freyalise - Greensleeves - Grinth - Jeska - Kenan Sahrmal - Kento - Kristina - Leshrac - Liana - Manatarqua - Meshuvel - Serra - Sifa Grent - Taysir - Tevesh Szat - Urza - Venser - Vronos - Windgrace - Xenagos